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Ponte Coletti. Bel risultato o gran pasticcio? Consiglieri a confronto

PoliticaRimini

4 luglio 2014, 07:36

Ponte Coletti. Bel risultato o gran pasticcio? Consiglieri a confronto

Per Sara Donati del PD un esempio di buona gestione di una partita complessa. Per Gianluca Tamburini del Movimento 5 Stelle il “minimo sindacale” che non cancella le mancanze delle precedenti amministrazioni e di quella attuale.

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L’intervento di Sara DOnati (PD)

Il ponte di via Coletti: Un bel risultato.

Era novembre 2013, solo sette mesi fa, quando abbiamo discusso e in seguito approvato in Consiglio Comunale a Rimini alcuni ordini del giorno tra cui il mio sul ponte di v. Coletti.

Voglio ringraziare per il lavoro importante che è stato fatto tutti i rappresentanti del territorio e del Circolo di Celle e Rivabella, i rappresentanti politici, le associazioni, le aziende costruttrici, i commercianti e gli esercenti, le categorie economiche, che molto hanno sofferto per la chiusura del ponte, i cittadini di Rivabella e di Rimini nord che hanno ben superato il disagio. Abbiamo tutti contribuito non senza clamori, uscite folkloristiche, toni anche di contrasto, a dimostrare che laddove c’è un vero interesse per il luogo in cui si vive e si lavora, l’obiettivo è che si faccia il meglio per renderlo vivibile sul lungo periodo, al di là degli interessi particolari. Stiamo parlando della mobilità in ingresso di circa 40 mila persone che risiedono al di là del ponte. Stiamo parlando dell’alveo del fiume Marecchia, e del suo arrivo al mare: uno scenario naturale da valorizzare.

Siamo una città grande che sta crescendo a vista d’occhio, in tanti ci scelgono per trasferirsi e vivere al mare ma allo stesso tempo, essere in città, con livelli alti di vivibilità e servizi, con grandi opportunità culturali e di intrattenimento. Siamo un città che vuole entrare nel merito delle proprie tematiche, con passione. Deleghiamo e ci vogliamo far rappresentare, ma su alcune questioni vogliamo partecipare.

La complessa vicenda del ponte di via Coletti mi ha insegnato molto su Rimini e i riminesi: ho discusso tanto con maggioranza e minoranza consiliare. Sempre, va detto, con interlocutori seri. Ho appreso di ponti e tavole tecniche, che non affrontavo dal tempo del liceo, ho lungamente studiato e poi scartato, le proposte più fantasiose, a volte avveniristiche, ma che esprimono la grande Riminesità che si è creata, lungo gli argini del Marecchia.

Migliaia di persone a raccontar nel miglior stile Felliniano, di questo ponte, di come fu costruito nel 1937 quello precedente, di come sarebbe “crollato piegandosi”, di “lo fanno saltare col tritolo”, di “e se trovano una bomba”, di come sarebbe stato brutto quello nuovo, che “non ce la faranno mai prima di settembre”… Ne ho sentite davvero tante in questi ultimi mesi. Ma come in molte delle delibere che mi trovo a discutere e approvare, dopo aver ascoltato, ci si esprime con gli atti, poi occorrono i fatti conseguenti. Il mio impegno va in questa direzione. Non è sempre agevole trovare una sintesi praticabile. Il mio impegno è stato perché il ponte fosse strutturalmente sicuro e durevole. Il mio impegno è andato nel richiedere di mantenere la continuità ciclo-pedonale tra le due sponde, per non isolare Rivabella, i suoi abitanti, le bambine e i bambini, dei 5 istituti scolastici su via Coletti.

Ricordo ancora dopo una discussione animata tra vicini di casa in cui ognuno aveva in sé il sacro fuoco di un ingegnere, mio cuginetto di sei anni battere tutti, e a mani basse, proponendo la catapulta gigante da sponda a sponda. Ci avrebbe pensato lui. Poi ho cercato di spiegargli che avremmo studiato le soluzioni con i tecnici, che ci avremmo pensato noi.

E ci abbiamo pensato noi.
Un bel risultato
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L’intervento di Gianluca Tamburini (Movimento 5 Stelle)

Domani dunque inaugura il nuovo Ponte di via Coletti.

Un sollievo per tutti i riminesi che hanno avuto problemi in questi mesi di demolizione e ricostruzione. Un momento importante per tutti i commercianti e imprenditori della zona che hanno vissuto quattro mesi di grandi difficoltà con le loro attività.

Un giorno importante anche per tutta Rimini perché si sana una frattura che ha condizionato la vita di tutta la città. Quel ponte collega infatti il centro storico con la zona più popolosa.
Per queste ragioni è una occasione per festeggiare ed essere soddisfatti. Prima di tutto insieme ai residenti di Rivabella e San Giuliano.

Però è anche l’epilogo di una vicenda in cui si sono mischiate incapacità, irresponsabilità, inadeguatezza, arroganza, ipocrisia, messe in mostra da chi ha amministrato la città in passato e da chi amministra in questo momento.

Gli stessi politici locali che oggi preparano forbici e nastro e gonfiano il petto, battendosi poderose pacche sulle spalle. Vantando e festeggiando il minimo sindacale fatto. (…)

Una vicenda che il Movimento 5 Stelle ha vissuto in prima linea. Rendendosi prima protagonista di una azione fatta, fuori dalle sedi istituzionali, di informazione, condivisione, aggregazione verso i cittadini. E contestualmente di una opposizione politica feroce, ma anche di proposte e iniziative consiliari.

La prima parte fatta di accessi agli atti, di studi delle relazioni tecniche, di una conferenza stampa per informare la città, di assemblee pubbliche affollatissime di cittadini che hanno permesso a tanti residenti a Rivabella e Rimini Nord di incontrasi, approfondire il tema e dare poi vita al Comitato (apolitico) del Ponte, che ha sferzato l’amministrazione nella fase più importante e delicata.

La seconda fase con la richiesta di un consiglio tematico che ha visto la presenza di tanti cittadini. Un consiglio comunale che il PD non voleva e che ha messo grande pressione all’amministrazione che solo qualche giorno prima, con una delibera di giunta (la numero 244 del 26 settembre 2013), aveva deciso di sostituire il Ponte di via Coletti con un vergognoso ponte militare Bailey in affitto per 10 anni e di non investire risorse per Rivabella.

Da quel consiglio ‘uscimmo’ con un ponte vero e proprio. Non bello, anzi bruttino, prefabbricato sul genere di quelli autostradali. Ma definitivo.

La nostra proposta era di reperire le risorse per costruire un ponte di pregio estetico ad unica campata, il cui progetto era già nelle mani della amministrazione. Un ponte che sarebbe stato completato in un mese, riducendo i disagi, e avrebbe riqualificato una zona di valore turistico ed ambientale. Sarebbe costato circa 4,5/5 milioni contro i 2,6 milioni stanziati dall’amministrazione.

Una cifra che il Sindaco e il partito che governa Rimini da sempre non hanno voluto investire. Gli stessi che hanno ignorato per anni la situazione critica del ponte, arrivando ad agire solo in piena emergenza. Tanto che il Responsabile Scientifico del Laboratorio Ufficiale Prove Materiali e Strutture dell’Università Politecnica delle Marche Prof. Fabrizio Davì da anni affermava che il ponte era arrivato a fine vita. In data 11/07/2013 l’ultimo monitoraggio del Prof. Davì, concludeva con la richiesta di “chiusura totale al traffico veicolare del viadotto allo scopo di garantire la pubblica incolumità”. Chiusura arrivata però solo otto mesi dopo.
Domani festeggiamo tutti la fine delle difficoltà di tanti riminesi.

E la fine di questa tormentata vicenda. Il ponte stesso è un ideale simbolo di unione tra due rive distanti, una sorta di abbraccio sopra l’acqua.

Un consiglio al Sindaco (e ai suoi sodali). Domani tagli il suo bel nastro. Rifacendo idealmente tornare alla vita Rivabella. Ma eviti (…) di fare il gradasso. Non ne ha proprio motivo.

Un abbraccio ai residenti di Rivabella e in particolare ai tanti, determinati, cittadini del Comitato.

Da domani di riparte.

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