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Piano scuola. Assessore Lisi: bene iniziative extrascolastico, ma servono fondi

RiminiScuola

3 luglio 2014, 16:52

Piano scuola. Assessore Lisi: bene iniziative extrascolastico, ma servono fondi

In particolare l’assessore Lisi plaude alla possibilità di utilizzare gli spazi per attività extrascolastiche anche fino all’orario serale.
Una strada, ricorda l’assessore, che l’Amministrazione Comunale sta già percorrendo con un investimento di 160.000 € per l’anno in corso.
Il problema sono però le risorse che, allo stato attuale, deriverebbero da risparmi. A questi progetti, spiega l’assessore, servirebbero invece finanziamenti autonomi.

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L’intervento del vicesindaco Gloria Lisi

“Dalle prime anticipazioni apparse in questi giorni sugli organi di Informazione nazionali, relative al prossimo “Piano scuola” del Governo Renzi, è già possibile cogliere una serie di riflessioni, anche in chiave locale. Faccio riferimento in particolare alla prospettiva di poter finanziare, all’interno delle ipotesi di nuovo “Piano scuola”, l’apertura e la disponibilità degli spazi scolastici in orari extrascolastici. Secondo le anticipazioni emerse, per il Governo Renzi si potrebbero addirittura individuare risorse per permettere agli istituti scolastici di rimanere aperti fino alle ore 22, o per tutto il mese di luglio, anche per attività extrascolastiche, piuttosto che per il recupero o l’orientamento. Si tratta in sostanza di un approccio teso ad aprire gli spazi scolastici anche per attività diverse da quelle tradizionali, offrendo al tessuto cittadino la possibilità di ampliare l’offerta di spazi per progetti utili alla cittadinanza.

Bene, appoggio completamente questo approccio, del resto in qualche modo ‘anticipato’ dal Comune di Rimini che, solo nell’anno scolastico 2013/2014, ha stanziato più di 160 mila euro per questo tipo di attività. Finanziamenti che hanno permesso a tutti gli otto istituti scolastici del territorio, di svolgere autonomamente diverse attività extrascolastiche. Un investimento ed un impegno importante del Comune di Rimini che, solo nel corso dell’ultimo anno scolastico (2013-2014) ha visto aumentare di 50 mila euro il finanziamento rispetto l’anno precedente (2012-2013).

Non solo, insieme agli otto istituti scolastici e al settore sport del Comune di Rimini, abbiamo raggiunto un accordo sull’utilizzo delle palestre delle scuole da parte di associazioni sportive in orari extrascolastici. Ovvero, dalle ore 16 in poi, durante l’anno scolastico, la gestione delle palestre delle scuole passa in gestione al Comune di Rimini, per poterle poi concedere alle diverse associazioni sportive.
Un accordo importante che va nella direzione di aprire gli spazi educativi della città in funzione di una maggiore offerta sportiva, educativa e culturale a tutti i cittadini. Tramite questo accordo, ad esempio, alcune associazioni possono offrire attività sportive e ricreative sul territorio, creando contemporaneamente importanti luoghi di condivisione e scambio sociale nei quartieri. L’idea di fondo è quella di rimettere la scuola – intesa come spazio educativo e anche come spazio fisico – al centro della vita della comunità, della sua socialità allargata.

Nel mio cassetto ho già altri progetti con queste caratteristiche. Un effettivo finanziamento di queste attività da parte del Governo, all’interno del “Piano Scuola”, ci darebbe dunque la possibilità non solo di confermare e potenziare quanto già stiamo facendo con risorse nostre ma, anche, di tirare fuori dal cassetto quei progetti e renderli concretamente realizzabili.

Proprio qui risiede però l’aspetto critico. Sempre dalle anticipazioni emerge come, nonostante il premier Renzi abbia più volte dichiarato di mettere al centro della sua azione la scuola, per questa riforma le risorse disponibili siano solo quelle individuabili attraverso i risparmi. In questo, purtroppo, in continuità rispetto ai precedenti governi Monti e Letta.

Trovo che su aspetti fondamentali della vita sociale come la scuola, l’istruzione, l’educazione, si debbano invece programmare risorse sicure e strutturate, in grado di permettere alle singole amministrazioni di realizzare e programmare un piano progettuale serio e realistico.

Individuarli nei risparmi significherebbe invece, innanzitutto dare un segnale culturale sbagliato, in contrasto con la centralità della scuola, dall’altro non offrire quelle garanzie di copertura economica in grado di permettere alle amministrazioni di compiere una adeguata programmazione delle attività.

La speranza è dunque che, quanto anticipato, possa concretamente attuarsi in un piano di finanziamento autonomo da parte del Governo, in grado di sostenere ed implementare quanto già, insieme agli istituti scolastici e alle associazioni del territorio, stiamo facendo in questi anni a Rimini. Noi come amministrazione, i docenti, il personale e soprattutto studenti e famiglie restiamo in attesa”.

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