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Modifica statuto. Primo passo per potenziale privatizzazione della Fiera

Rimini

7 luglio 2014, 14:29

Modifica statuto. Primo passo per potenziale privatizzazione della Fiera

Con lo sblocco dalla Statuto del vincolo della maggioranza di capitale pubblico si è dato oggi avvio in commissione comunale a Rimini al processo, ancora potenziale, di privatizzazione delle società partecipate Rimini Fiera, Rimini Congressi e Società dal Palazzo dei Congressi. “E’ un atto – spiega Gianluca Brasini, assessore al Bilancio del comune Rimini – di grande responsabilità dei tre soci pubblici del territorio, perché in questo momento, con il riordino istituzionale viene meno la provincia, ma sono cambiate anche le prospettive future di mercato, per cui non si fa altro che proseguire un percorso che era già stato ipotizzato a suo tempo quando si era valutata la quotazione in borsa della società. Vogliamo verificare se c’è un potenziale mercato per una delle tre realtà. Vedremo come andrà

Oggi non ci sono più i margini per pensare ad una quotazione in borsa; l’obiettivo è cercare un partner forte interessato ad investire nel sistema industriale fieristico. Il primo passaggio sarà il bando per l’individuazione di un Advisor, che passerà il 25 luglio all’assemblea di Rimini Congressi. Si tratta della partecipata, interamente pubblica, da 54milioni di patrimonio netto, che ha come soci comune di Rimini, Camera di Commercio e provincia, con tutti i dubbi su che cosa succederà, con il riordino istituzionale, delle partecipate delle province. Tra le modifiche approvate dalla commissione consiliare anche un maggior controllo dei soci pubblici sulle partecipate, nel caso di Rimini Fiera con il rispetto delle riservatezza necessaria per un’azienda che opera in un mercato concorrenziale. Sono state inoltre adottate delle riduzioni di costi per il cda della Fiera, sugli otto dei consiglieri senza deleghe: attualmente il loro compenso è un fisso di circa 7.500 euro lordi l’anno. “Come per altre partecipate – spiega Brasiniabbiamo adottato alcune misure che vanno verso la riduzione dei Cda e dei compensi. I compensi fissi degli otto consiglieri senza deleghe si trasformeranno in gettoni di presenza, con un risparmio per gli enti soci“.

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