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mar 8 lug 2014 11:12 ~ ultimo agg. 00:00
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Il sindacato chiede che, nonostante le attuali incertezze legislative, si faccia rotta sull’area vasta Romagna, per essere rappresentativi e contare di più. La Cisl chiede un atto politico che preveda il coordinamento tra le tre aree vaste, previste del riordino istituzionale, per giungere a un “ente di area vasta romagnola”. “Nessuno si può salvare da solo nella crisi sociale economica e politica che stiamo vivendo, chiudendosi nel proprio cortile – avverte Fossati –. Tra le quattro linee guida con le quali è nata la Cisl Romagna c’è appunto la lotta alle disuguaglianze e la creazione di lavoro e innovazione e il sostegno alle autonomie locali a costruire un efficiente governo del territorio. In Romagna non siamo all’anno zero sul tema dell’area vasta: Romagna Acque ed Hera, il 118, il laboratorio analisi di Pievesestina e ora la creazione dell’Ausl unica sono esperimenti ben riusciti e dimostrazioni del fatto che insieme, si cresce – prosegue Fossati –. Per questo insistiamo per definire una agenda di priorità per la Romagna su infrastrutture, sistema industriale, turistico, fieristico, porti e aeroporti. Anche perché – conclude Fossati – questa è l’unica strada percorribile per difendere la nostra identità e contrastare la tendenza all’accentramento delle risorse nelle grandi aree metropolitane. Il rischio è che la rappresentanza della Romagna finisca nelle mani del sindaco più originale o più mediatico”.

(nella foto il segretario della Cisl Romagna Massimo Fossati)

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