martedì 22 gennaio 2019
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mar 1 lug 2014 11:47 ~ ultimo agg. 00:00
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Badanti sole e poco… curate: se questo è un lavoro Sette giorni su sette e almeno nove ore al giorno per soli 4 euro l’ora: la denuncia arriva dal rapporto nazionale “Viaggio nel lavoro di cura” dell’Istituto di ricerche educative e formative (Iref) promosso da Acli Colf.
Non è tutto: nell’assistenza a persone non autosufficienti, una badante su due è sola, inoltre le si delegano sempre più tutti gli aspetti di cura della casa, basti pensare che il 43,2% delle intervistate afferma di svolgere anche lavori per la famiglia di appartenenza della persona che assiste e, in un caso su quattro, senza che per questi compiti aggiuntivi venga corrisposta alcuna integrazione economica.

Qual è il problema principale che sta a monte di questi dati? Lo chiediamo a Viola Carando, operatrice del servizio “L’assistente in famiglia” di Rimini.
“Spesso si fa ancora molta fatica a considerare il lavoro di assistenza alla persona una «vera professione» e dunque molte famiglie pensano di potersela cavare un «tot al kg». In maniera speculare, molte assistenti in cerca di occupazione non dimostrano quelle capacità e competenze richieste per stare sul mercato in maniera competitiva e credibile, ma si improvvisano”.

Quali sono queste competenze?
“L’assistenza domiciliare a persone non autosufficienti (ma anche a persone autonome) richiede professionalità, capacità di adattamento, sensibilità e sicuramente attitudine personale. Non è un lavoro per tutti. Un lavoratore con queste caratteristiche dovrà ricevere dal proprio datore di lavoro un inquadramento contrattuale e una retribuzione adeguata come da Contratto Collettivo Nazionale”.

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