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TRC. Tre proposte di variante. Il comune punta su implementazione litoranea

RiccioneViabilità

26 giugno 2014, 16:52

TRC. Tre proposte di variante. Il comune punta su implementazione litoranea

É stato un semplice problema tecnico, dovuto alla cartografia troppo pesante da inviare via mail, a creare il contrattempo con agenzia mobilità che lunedì sera non aveva ancora ricevuto le proposte di variante all’accordo di programma sul TRC. L’amministrazione comunale di Riccione, dopo aver provveduto al corretto invio martedì scorso, oggi ha illustrato alla stampa locale i contenuti della variante.
I progetti proposti sono tre. Il primo sarebbe quello più auspicabile e prevede che il ‘maxi bus’ vada ad implementare l’infrastruttura viaria litoranea dove ora corre la linea 11.
Ieri i tre progetti sono stati presentati anche ai comuni di Misano e Cattolica.
Per l’esame delle tre ipotesi di variante l’Amministrazione comunale ha avanzato la richiesta di convocazione urgente del Coordinamento sul TRC.

Dichiarazione del sindaco Tosi:

‘L’attuale percorso è incompatibile con il territorio riccionese – ha affermato il Sindaco Renata Tosi, presentando gli elaborati delle tre ipotesi di variante – ed è l’espressione di una totale mancanza di cultura urbanistica. Questo studio di pre-fattibilità è stato presentato ieri anche ai Sindaci di Cattolica e Misano Adriatico, poiché questo è il nostro metodo di lavoro, che non intende prevaricare nessuno, ma argomentare e convincere. Si tratta di tre soluzioni sulla base delle quali chiederemo una modifica dell’accordo di programma, per intervenire su un’opera che così com’è è superflua, inutile e costosa. Le nostre proposte consentono di risparmiare una cifra importante, quantificata sui 7-8 milioni di euro, raggiungendo però tutti gli obbiettivi di trasporto pubblico urbano. Rimane ferma la richiesta, che abbiamo già avanzalo lunedì scorso al tavolo di coordinamento, di una certificazione esterna e indipendente dei bilanci e dello stato dei cantieri, a garanzia di tutti i cittadini’.

Studio di pre-fattibilità della variante al tracciato T.R.C

La scelta progettuale nell’elaborato soluzione “A”, prevede nel territorio di Riccione l’implementazione dell’infrastruttura viaria litoranea ove ora, nelle attuali condizioni urbane, viabilistiche e di traffico, corre la linea filoviaria 11.
Condizione portante del progetto di variante è l’intenzione della nuova Amministrazione Comunale di andare ad una completa rivisitazione del PGTU che prevede una completa rivisitazione del traffico di attraversamento longitudinale (Nord-Sud) sulla tratta considerata andando a costituire alle estremità della stessa dei parcheggi scambiatori attrezzati (Zona Marano e Zona Terme o aree in confine con Misano) in modo da esaltare le caratteristiche di intermodalità dell’intero progetto. Tale soluzione esalta altresì la peculiare flessibilità del sistema scelto che prevede appunto l’utilizzo di automezzi su gomma, con autista, capaci di camminare anche in sede promiscua e/o riservata.
Tale soluzione si lascia preferire anche perché garantisce direttamente la fruibilità alla massa d’utenza della fascia turistica dove si addensa la maggior domanda di trasporto ed in tal senso aumenta considerevolmente la sostenibilità economica di gestione ed esercizio del sistema TRC.
Nella proposta in oggetto gli automezzi provenienti da Rimini all’altezza della fermata “Angeloni” (la prima in territorio riccionese) entrano in sede promiscua dirigendosi verso mare (sottopasso con h=390) con la necessità nella fase di progettazione preliminare ed esecutiva di ridisegnare l’attuale rotatoria detta delle
“cartoline” posto che è già stata verificata la disponibilità degli spazi necessari. Da questo stesso punto il sistema può prevedere dei collegamenti tramite navetta con l’aereoporto.
Così, arrivati in zona Marano, si individua la prima fermata capace di servire tutta l’area denominata “città delle Colonie” per poi proseguire nella nuova sede completamente liberata dal traffico veicolare longitudinale sino alla fermata di piazza Giovanni XXIII intermedia alla fermata di Piazzale Azzarita da dove si arriva alla fermata Curiel e poi alla fermata delle Terme di Riccione. Da qua, attraverso lo sfondamento di via XIX ottobre già previsto nel Triennale delle opere pubbliche da realizzare, si prevede il collegamento con navette con la stazione ferroviaria. Le fermate essendo tutte a raso di rendono immediatamente accessibili ai sensi della L. 13/89 e relativi decreti attuativi a favore delle persone con ridotta capacità motoria. Il sistema è fortemente supportato nel limite a mare dalla fascia di mobilità lenta sia ciclabile che pedonale che è rappresentata dalla realizzazione dei lungomari completamente attuati con l’ultimazione del 3° stralcio mentre a monte del sistema urbano è prevista la realizzazione della nuova SS 16.
La nuova Amministrazione Comunale prevede che il nuovo modello di mobilità urbana che si andrà a porre in essere si avvarrà non solo di infrastrutturazione “hardware” bensì anche di una gestione con un “software” che è l’introduzione del Mobility Management cioè l’introduzione del concetto mobility manager aziendali, o di raggruppamenti di imprese, coordinati e messi in sinergia dal gestore della mobilità a livello comunale. In questa ottica abbiamo immediatamente trovato conforto nella memoria storica della mobilità riccionese, il geom. Saul Saponi, (ora distaccato all’Agenzia Mobilità per funzioni tecniche legate alla realizzazione del progetto TRC) che si è reso subito disponibile ad appoggiare il progetto sostenendolo sia dal punto di vista tecnico che di “filosofia” urbana. In termini trasportistici non risultano inficiate le funzionalità del sistema che al confine sud della città, per come è configurato non trova ostacoli a proseguire verso Misano e poi Cattolica (secondo le modalità che i diversi territori indicheranno) in modo che tutti ci si trovi direttamente ed efficacemente collegati con il nuovo ‘hub’ che diventerà la Stazione ferroviaria di Rimini e la ‘vitale’ diramazione verso l’aereoporto.
Dal punto di vista degli importi finanziaria a base d’asta si precisa che su un totale preventivato di circa 30 milioni di euro la non realizzazione delle opere infrastrutturali previste nel progetto attuale riguardante il Comune di Riccione comporta un risparmio di circa 7/8 milioni di euro a cui si aggiungono ulteriori 1,5 milioni di euro per mancati spostamenti di sottoservizi (opere extracontratto)
Lo studio prevede altresì soluzioni alternative sintetizzate negli elaborati allegati come soluzione 1,2,3 che ipotizzano il mantenimento del tracciato di progetto in sede promiscua e/o riservata. Anche per tale soluzione sono valide le considerazioni di natura economica sopra evidenziate.

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