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Politica Riccione

TRC e pini abbattuti. Duro il sindaco Tosi: ritorsione contro nostra vittoria

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mar 17 giu 2014 15:11 ~ ultimo agg. 00:00
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“E’ un atto di forza che dimostra chiaramente l’incapacità del blocco di potere che per oltre 70 anni ha messo sotto sequestro la democrazia della nostra città di accettare la sconfitta”, esordisce la Tosi.
“Dare l’avvio all’abbattimento dei pini per far posto al TRC che tutta la città che mi ha eletto considera un’opera inutile, dannosa ed economicamente insostenibile, è un gesto che dimostra innanzitutto la paura che cova nell’animo di chi ha sempre pensato di poter governare a dispetto della volontà e dei desideri dei cittadini. Una paura dettata anche dall’assurda convinzione che le ragioni stiano solo dalla loro parte”.
La Tosi ricorda di avere informato AM che la nostra nuova amministrazione avrebbe rivisto gli accordi sottoscritti dalle precedenti amministrazioni, “con il preciso obiettivo di trovare una soluzione più sostenibile per la città di Riccione. Avevamo chiarito anche la nostra disponibilità a trovare una soluzione che ci liberasse dalla parte invasiva dell’opera, ricercando insieme una soluzione più condivisa che salvaguardasse l’integrità del nostro territorio e i nostri conti. Ma è bastato che chiedessi ad AM di sottoporre a certificazione indipendente il piano economico-finanziario dell’opera perché si liberasse il terrore. La paura di confrontarsi con la nostra determinatezza ha preso il sopravvento sulla possibilità di un auspicabile dialogo”.
“Non accetterò di sottostare a questa prevaricazione, senza aver condotto ogni possibile atto di salvaguardia delle nostre prerogative di amministratori e di cittadini. Adesso più che mai va definitamente spezzata questa catena di comando che ci ha reso marginali e sottoposti al condizionamento di decisioni, di disegni e di accordi che hanno trattato Riccione come merce di scambio. La battaglia per fermare e rivedere il TRC è la prima occasione per ridare dignità e autonomia decisionale alla nostra città”
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La Tosi cita poi i cittadini che, pur rischiando conseguenze penali, non hanno esitato a occupare il cantiere: “Mi conforta la provata certezza che con me c’è tutta la città di Riccione. Quei pini da salvare non sono solo l’espressione di un inutile e costoso progetto da fermare, ma sono anche il simbolo di una ritrovata autonomia della città e dei riccionesi”.

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