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Rimini è diventata xenofoba? Il grido di allarme di Everyone group

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gio 5 set 2013 13:24 ~ ultimo agg. 00:00
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Comincia con un rammarico l’analisi di Roberto Malini e del gruppo di Everyone, “perché Rimini è una città che amiamo – dice – e non solo perché ci ricorda l’infanzia e le vacanze in riviera, ma anche perché è una splendida città d’arte, che non ha mai rinnegato una marcata propensione ad accogliere e integrare le culture diverse, per inseguire l’eccellenza nell’arte, nell’architettura, nella musica e, in tempi più recenti, nel cinema e nella televisione. E’ innegabile, però, che oggi Rimini è cambiata”.

Cosa succede a Rimini?
“E’ una città sui generis, da sempre attenta e aperta, anche perché forzatamente multietnica, grazie al turismo e alla sua posizione. Ma negli ultimi 7 anni c’è stata una netta chiusura, soprattutto sulla stampa. Il cambiamento nei media e nei politici è molto chiaro”.

Il gruppo dell’associazione Everyone ha passato alcuni giorni a Rimini. E’ arrivato in riviera il 24 agosto ed ha subito cominciato a parlare con i residenti, i turisti e a muoversi per la città.
Per i turisti i principali problemi riguardano le biciclette che sfrecciano sul marciapiede del lungomare, le spiagge spesso lasciate andare, ma se si aprono i giornali si scopre invece che spesso la colpa del degrado, soprattutto in spiaggia, viene data agli stranieri e ai venditori abusivi“.

La polemica sui ‘venditori abusivi’ ha tenuto banco sulle pagine dei giornali per tutta l’estate, con toni spesso aggressivi e intimidatori. Anche qui su social abbiamo affrontato più volte la questione, anche con un articolo, ieri, di Silvia Sanchini.

“Per me è importante sottolineare una cosa. Nei nostri giri abbiamo trovato situazioni ben peggiori di Rimini. Lungo la costa marchigiana, ad esempio, ci sono luoghi estremamente chiusi, che quasi riportano in vita certe scene di vita di razzismo americano anni ’50.
“Ma quello che ci ha colpito qui, al contrario, è che Rimini era una città straordinaria. Molto aperta, molto europea, nella quale la convivenza, spesso forzata con l’altro, aveva portato a sviluppare un grande senso di accoglienza.
“Ora invece è facile sentire sulla bocca delle persone commenti negativi nei confronti degli stranieri, come se tutte le colpe, dalla crisi al degrado, fossero da imputare a loro.
Il nostro vuol essere un grido di allarme per una situazione preoccupante, e per la perdita di una città che invece aveva fatto dell’ospitalità il proprio biglietto da visita. Si è già assistito, nella storia, a questi lenti movimenti. Si comincia con una paura leggera verso lo straniero, che diviene ostilità, e poi razzismo vero e proprio. Bisogna fare qualcosa ora, prima che sia tardi. Lo deve fare il comune, lo devono fare i giornali, e soprattutto la società civile”.

Stefano Rossini

Strumenti:
Il racconto della visita a Rimini di Roberto Malini
I venditori abusivi sui giornali locali

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