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Lavoro Rimini

Pescatore morto in mare, aperta indagine. FLAI CGIL: più strumenti per sicurezza

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sab 13 ott 2012 15:10 ~ ultimo agg. 00:00
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Intanto sulla vicenda interviene la FLAI CGIL di Rimini, che oltre a esprimere cordoglio alla famiglia avanza alcune riflessioni. Non si può prendere la pericolosità del mestiere come giustificazione per queste tragedie, scrive il segretario della FLAI CGIL Marco Rinaldi, che invita istituzioni e organi preposti a intensificare il coordinamento. Una mancanza degli stessi sindacati e delle organizzazioni del lavoro è il non aver saputo attivare un sistema per la nomina dei rappresentanti per la sicurezza sul lavoro. Rinaldi accusa anche il Governo, che ancora non ha emanato il Decreto attuativo per la pesca e il Testo Unico sulla sicurezza nel settore.
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L’intervento della FLAI CGIL:

Risulta estremamente difficile e penoso intervenire a così poco tempo dal decesso di Luciano Gasparro, ma trattandosi di una morte per lavoro ci sembra doveroso esprimere subito almeno un paio di considerazioni.
Il pensiero e la vicinanza della FLAI CGIL vanno innanzitutto ai famigliari ed agli amici più stretti di Luciano. Subito dopo però viene da pensare alle decine di colleghi nella marineria di Cattolica, colleghi che diventano parecchie centinaia se sommiamo solo le marinerie della nostra regione, che ogni giorno ed ogni notte praticano uno dei lavori più faticosi e pericolosi, e di conseguenza nel quale accadono gli incidenti più gravi.
E le marinerie della nostra provincia ne sanno qualcosa, visto che Luciano Gasparro è già il terzo pescatore deceduto in mare solo nell’arco degli ultimi due anni. Infatti è solo del maggio 2011 il decesso del pescatore su una barca da strascico, e del novembre precedente dell’altro su una barca da posta, nella marineria di Rimini.
La pericolosità di questo tipo di lavoro non può essere però una giustificazione alla troppo alta incidenza di infortuni: oltre ai suddetti infortuni mortali, non dobbiamo dimenticare i tanti infortuni che non vengono riportati sulla cronaca, spesso gravissimi, che a volte non si sono tramutati in mortali solo per puro caso, o per fortuna.
A fronte a questa situazione, al di là delle responsabilità dirette che solo le indagini delle Autorità competenti possono accertare, crediamo che sia compito di ogni soggetto che si occupa a vario titolo del settore della pesca di chiedersi cosa si potrebbe fare di più per ridurre l’incidenza di questi infortuni.
E facendo mente locale su cos’altro si potrebbe fare, credo che ognuno debba mettere in campo le proprie competenze e responsabilità. A partire da noi, Sindacati dei lavoratori e Associazioni degli armatori, che non siamo ancora stati in grado di istituire un sistema che consenta ai lavoratori della pesca di eleggere dei propri Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza(RLS); un diritto già previsto dal Contratto Nazionale, ma che sta alle parti sociali territoriali di rendere realtà: questa figura(il RLS) sarebbe uno sguardo in più su come si svolgono i lavori a bordo, che potrebbe aiutare l’armatore a rendere meno pericolose le procedure.
Ma anche le istituzioni locali addette ai controlli(Capitaneria di Porto e AUSL), assieme a Sindacati ed Armatori, non dovrebbero aver paura di riunirsi costruttivamente per decidere insieme quali siano gli adempimenti sulla sicurezza migliorabili, anche quelli che pur non essendo obbligatori sono sicuramente opportuni.
In ultimo anche le massime Istituzioni nazionali hanno le loro responsabilità: una colpa che grava come un macigno sul Governo italiano, sia l’attuale che il precedente, è di non aver ancora emanato il Decreto attuativo per la pesca, del Testo Unico sulla sicurezza che negli altri settori è già in vigore dal 2008: quanto devono ancora aspettare i pescatori per conoscere la legge che deve tutelare la propria salute e sicurezza sul lavoro?
Tornando al tragico fatto riminese. La FLAI CGIL è a disposizione dei famigliari di Luciano per aiutarli ad ottenere perlomeno quei diritti previsti dalle vigenti normative per gli eredi.
Nel contempo la FLAI CGIL chiederà di riconvocare il tavolo locale che si tenne già un anno fa, tra tutti i soggetti che rappresentano il mondo della pesca, e le istituzioni e tecnici che si occupano della sua sicurezza, per provare a concordare come migliorare le condizioni di lavoro di questo settore.

Rimini, 13.10.2012
Marco Rinaldi – FLAI CGIL Rimini

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