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Maggioli (Camera Commercio): non ci usino come merce di scambio

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mer 31 ott 2012 12:39 ~ ultimo agg. 00:00
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Manlio Maggioli si dice tranquillo: la Camera di Commercio di Rimini non corre rischi di essere accorpata a quelle di Forlì e Ravenna nell’ambito del riordino istituzionale. Una certezza che nasce dalla proposta che Unioncamere ha avanzato al Governo in risposta alla sollecitazione su possibili razionalizzazioni: l’ipotesi è quella di procedere all’accorpamento delle Camere di Commercio non autosufficienti (che per sostenersi devono accedere ad una sorta di fondo di solidarietà. Sono 36 su un totale di 95.
L’ente camerale di Rimini gode invece di ottima salute, spiega Maggioli: gli organi costano meno di 60mila euro all’anno, le spese di rappresentanza non arrivano a mille euro, non ci sono consulenze esterne. Il costo del personale (poco meno di 60 persone) è il 30% delle entrate correnti (10milioni all’anno).
E se non bastasse, a testimoniare la solidità dell’ente ci sono gli investimenti: 26milioni nelle infrastrutture più importanti del territorio (dai Palas di Rimini e Riccione alla fiera, passando per l’aeroporto). Un patrimonio secondo in regione solo a Bologna.
“Non è immaginabile che questo patrimonio venga diluito sulle altre Camere di Commercio – spiega ai microfoni di Icaro Tv, Manlio Maggioliè un patrimonio della nostra provincia, realizzato grazie ai fondi che le imprese hanno versato alla Camera di Commercio e che la Camera di Commercio ha saputo mettere a frutto con investimenti nelle strutture strategiche. Ora quei 26milioni valgono molto di più”.
Da Maggioli arriva anche l’altolà ad usare la Camera di Commercio come oggetto di baratto. “E’ un’ipotesi a cui non credo ma sia chiaro che è inimmaginabile immolare l’ente riminese ad una unificazione con Forlì e Ravenna per poter ottenere altre strutture. Anche se è altrettanto impensabile che Rimini non mantenga un adeguato presidio sulla sicurezza. Mi riferisco alla Questura”.

Newsrimini.it

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