giovedì 17 gennaio 2019
di    
lettura: 2 minuti
mer 3 ott 2012 12:27 ~ ultimo agg. 00:00
Print Friendly, PDF & Email
2 min
Print Friendly, PDF & Email

Un miliardo di euro in tutta Italia, 50 milioni solo nel comune di Rimini. Questo l’ammontare dell’Iva sulla Tariffa Igiene Ambientale versata dai cittadini e non dovuta. Almeno secondo Corte Costituzionale prima (2009) e Cassazione poi (quest’anno) che, ricordando l’illegittimità dell’applicazione di una tassa su una tassa, hanno affermato che la Tia è una tariffa solo di nome perché l’ammontare non è proporzionale al servizio.
Il problema è che anche l’ultima circolare dell’Agenzia delle Entrate della scorsa settimana torna invece a garantire la correttezza del binomio Iva-Tia. Con buona pace delle associazioni dei consumatori che da ormai tre anni cercano di far valere i diritti dei cittadini che a fronte di migliaia di richieste di rimborso solo in pochi casi si sono visti arrivare indennizzi dopo sentenze del Giudice di Pace (a Genova, Alessandria e Prato).
Il problema dal prossimo anno non ci sarà più, con l’introduzione della Tares che ingloberà Tia e Tarsu, ma la situazione è tutt’altro che risolta. I cittadini continuano a chiedere risarcimenti ai gestori che specificano di non avere responsabilità visto che girano l’Iva allo Stato. Intanto Federambiente, che li rappresenta, ha diffidato il Governo chiedendo un rimborso da un miliardo di euro che, visti i tempi, difficilmente arriverà.
La vicenda viene ripercorsa oggi dal Sole 24 Ore che cita direttamente anche Rimini dove, caso unico in Italia, il gestore Hera è indagato dalla procura dopo che un centinaio di cittadini si sono rivolti all’avvocato Gorini per una diffida alla multiutility. In 21 sono andati oltre, sporgendo denuncia-querela. Da accertare se la riscossione dell’Iva sia avvenuta in maniera intenzionale, cioè sapendo dell’illegittimità, e se era possibile fare altrimenti. Non era possibile, dice Hera che, a chi chiede rimborsi, specifica di non poter procedere finché dallo Stato non sarà restituito quanto versato dall’azienda all’Erario.
“Quando ciò dovesse accadere – recita la circolare Hera – sarà la stessa Società a provvedere alla restituzione del dovuto a ciascun Cliente che ne abbia diritto e ciò a prescindere dalla presentazione o meno di specifica istanza di rimborso.”
C’è da credere che la questione non sia finita qui.

Altre notizie
di Redazione
Notizie correlate
di Simona Mulazzani
VIDEO
Le iniziative per don benzi

Una strada per don Oreste

di Redazione
VIDEO
di Maurizio Ceccarini
Meteo Rimini
Previsioni Emilia Romagna