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Rimini Vita della Chiesa

'I fioretti del don'. E' dedicata a don Oreste la nuova opera di Mons. Lambiasi

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ven 26 ott 2012 13:08 ~ ultimo agg. 00:00
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Non si tratta però di una biografia del Don, in questi giorni “festeggiato” dalla Comunità Papa Giovani XXIII con il grande convegno in programma al 105 Stadium di Rimini, a cinque anni dalla scomparsa del sacerdote riminese. Il volume è piuttosto il ritratto “simpatico” del sacerdote con la tonaca lisa: lisa, perché sciupata dall’umanità smarrita e ferita incontrata nel suo cammino.

Attorno a questo “folle di Dio”, che ha speso la vita per gli ultimi e gli indifesi, dai tossicodipendenti ai disabili fino agli zingari e alle prostitute, si è creata una sorta di “tradizione orale”, che si è come cristallizzata in tanti piccoli racconti. Fioretti, appunto (da qui il titolo I fioretti del Don). “Storielle” che testimoniano come l’“instancabile apostolo della carità” (così lo ha definito Papa Benedetto XVI) abbia tentato di ripercorrere le orme di quel “Gesù simpatico”, conosciuto e annunciato per tutta la vita, fino a diventare “copia conforme” all’originale.

Il volume, edito da il Ponte edizioni di Rimini (collana Le Orme, 9 euro), si compone di 104 pagine, ed è accompagnato da un apparato fotografico che ritrae il Don in vari atteggiamenti e in varie circostanze. La Prefazione è a firma di Giovanni Paolo Ramonda, responsabile generale della Associazione papa Giovanni XXIII. “Tutto è grazia, direbbe il Don – scrive Ramonda – Anche questo libretto vivace, gustoso, concreto che racconta i fioretti tratti dalla vita vera di don Oreste”.

Al noto economista riminese Stefano Zamagni (che ha intrapreso la “carriera” proprio alle dipendenze di don Benzi nella Casa «Madonna delle Vette» di Canazei), è affidato un gustoso ritratto nella parte finale del testo.

“Io non ho fatto altro che raccogliere, catalogare, contestualizzare. – precisa il Vescovo Lambiasi – In un certo senso, di questo quadro, più che il pittore, sono semplicemente il… corniciaio”.

Molto originale la struttura del testo. Degli otto capitoli in cui è scandito (frutto di una scrittura sempre brillante), ben sei sono riservati ai tratti del Don: il suo fisico, il suo carattere, i suoi difetti, le sue relazioni, il suo segreto, il suo ABC. Ma il Don aveva difetti? Sì, ad esempio non era un buon diplomatico, era troppo buono, era un testone e un sognatore.

Chiudono il volume due “autografi”, quello di un ex allievo e quello del suo ultimo vescovo, e due autografi: dal Diario di don Benzi del 1958, e l’ultimo intervento del sacerdote in un convegno internazionale tenutosi a Rimini, con il patrocinio dell’Onu.

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