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Rimini

Elettrosmog Palas. Comitato lastronavechefuma: siamo già al limite

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mar 9 ott 2012 13:28 ~ ultimo agg. 00:00
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L’articolo del comitato inviato alla nostra redazione:

No alla seconda antenna sul Palas
La Telecom ha fatto richiesta di installare una nuova antenna di telefonia mobile
Nel luglio scorso è stata collocata un’antenna Wind-Vodaphone per telefonia cellulare sopra il Palacongressi di Via della Fiera Rimini. Uno studio commissionato dai residenti ha verificato le emissioni possibili della SRB nel raggio di 200 metri. Ora una seconda richiesta da parte della Telecom di una SRB su tre frequenze, se concessa, innalzerà l’inquinamento elettromagnetico già al limite. Nel 2011 l’OMS e lo IARC hanno classificato i campi elettromagnetici della telefonia mobile come “2 B = possible human carcinogen”. Purtroppo sono in aumento i casi di tumore indotti da fattori ambientali.
Lo studio teorico, sulla base di dati radioelettrici ha potuto costruire i cosiddetti volumi di rispetto, ossia le zone all’interno delle quali essendo superati i 6 V/m, non si può registrare la presenza di persone secondo le modalità del D.P.C.M. 8/7/2003.
I limiti di esposizione previsti in luoghi pubblici – aree intensamente frequentate, attrezzate per i bisogni sociali sanitari e ricreativi – all’interno di edifici adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore giornaliere, e loro pertinenze esterne fruibili come ambienti abitativi quali balconi, terrazzi e cortili, (L.Q. 36/2000) devono essere contenuti entro il valore di 6 V/m (6 volt metro). Ma l’Arpa interviene già a 3 V/m, essendo questo valore considerato “d’attenzione” (per disturbi radioelettrici e diffuso malessere: cardiopatie, mal di testa, bruciore agli occhi, astenia). Per chi non lo sapesse per V/m si intende il passaggio di corrente in un secondo in un metro d’aria.
Il comitato cittadino del quartiere Palacongressi, ai sensi della Legge regionale 31 ottobre 2000 n. 30 art.8, raccoglierà per i prossimi 7 giorni le firme di tutte le persone sensibili tramite la mail lastronavechefuma@libero.it per una formale richiesta al Sindaco di non installare altre antenne sul Palas. (Per aderire è sufficiente comunicare nome cognome e indirizzo).
Il livello del campo elettrico irradiato dall’antenna Wind/Vodaphone in zona Palacongressi è stato calcolato su quattro diverse altezze dal suolo, nel raggio di 200 metri.
Da 0 a 4 m. dal suolo = 1 V/m ;
da 4 m. a 22m. d’altezza il campo elettrico dell’emittente varia da 1 a 6 V/m;
oltre i 22 m. d’altezza supera i 6 V/m e aumenta progressivamente;
a 26,5 m. raggiunge i 20 V/m;
Tra i 26,5 e i 29 m. d’altezza – sempre nel un raggio di 200 m. – si apre un campo elettrico omnidirezionale circoscritto in poco più di due metri d’ampiezza pari a 20 V/m costituito dal lobo centrale del segnale che può scendere, in progressiva dispersione, ad alcuni Km di distanza, in quanto le celle dell’antenna sono orientate gradualmente verso il basso.
Gli uffici del Palas si trovano a soli 80 metri di distanza, mentre le prime case si trovano a 140 metri e sono alte dai 15 ai 21 metri, comprese nel triangolo V.Montetitano – V.Acquario – V.Lince, tra le due rotonde, quindi in una zona al limite dei valori consentiti. Purtroppo anche il palazzo della Forestale e Provincia a di distanza di 200 m., data la sua altezza di 25 m., viene irradiato ai limiti del consentito.
Nel raggio dai 140 ai 200 metri vi sono inclusi numerosi palazzi condominiali di V. Montetitano; quattro condomini sulla Via della Fiera alti fino a 25m.; numerosi palazzi oltre il parco a lato mare e i vicini uffici del “Palas” a lato sud dello stabile, alti 17,5 m., che ricevono segnali rilevanti per più di quattro ore continuative – periodo oltre il quale l’organismo umano abbassa le proprie difese -. Infine è stato rilevato un settore della “conchiglia” a lato mare, riguardante le ultime file di sedie nella struttura ad anfiteatro, in cui i 6V/m verrebbero superati già all’interno dell’edificio.
Tali emissioni non vanno estrapolate dal contesto; si sommano a quelle delle otto SRB presenti nel raggio di 500 m. compresa la Torre Telecom a breve distanza. Inoltre vi possono essere rimettitori passivi – strutture metalliche collegate a terra, termosifoni, reti, recinzioni – che in campo vicino, per riflessione e diffrazioni, possono essere in grado di produrre amplificazione del segnale e relazioni di fase irregolari.
Nelle proiezioni, per altezze e vicinanza di abitazioni, si sono dimostrati alti livelli ed alcune palesi inesattezze dichiarate nel progetto. A quote comprese nei limiti di legge, inferiori ai 6V/m (3-4-5 Volt/m) queste radiazioni sono ancora rilevanti, e possono costituire causa di malessere. Misurazioni teoriche basate sulla documentazione fornita da chi gestisce l’impianto, elaborate a tavolino sulla base di una situazione ritenuta neutra, mentre la zona del Palacongressi è già satura di elettrosmog, andrebbero vagliate con più attenzione. I campi elettrici delle otto antenne circostanti si sommano tra loro come tanti ombrelli sovrapposti. Il campo elettromagnetico generato dalla SRB esistente e preso in esame, ritenuto “minimo” o “contenuto” nel progetto del gestore, entro i 3-6 Volt/metro legali, è pur sempre un segnale “cronico” e non c’è nulla di più dannoso di un inquinamento E.M., se pur “minimo”, persistente.
Negli appartamenti dei condomini di 6 -7 piani che a 140 m. circondano l’antenna ci sono mansarde con reparti notte spesso utilizzati da bambini; questi locali sono i più penalizzati, in quanto, anche nelle più ottimistiche previsioni di impatto ambientale a 200 m. fornite sulla carta dal gestore Wind-Wodaphone, essi sono comunque coperti dai lobi grafici dei segnali, quindi investiti da radiazioni continue.
– Chiediamo il diniego alla concessione di una ulteriore antenna Telecom sul Palacongressi le cui emissioni (cella n.3) ora sarebbero direttamente rivolte verso le case più vicine. Una seconda antenna sul Palas andrebbe a “fare traboccare il vaso”, porterebbe ad estreme conseguenze lo stato di conflitto sociale dei residenti già vessati da elevati campi elettromagnetici e dai fumi del Palacongessi.
l’Ente Pubblico, nel concedere così facili permessi, sembrerebbe temere ricorsi, ma forse non è al corrente che la semplice applicazione delle leggi vigenti gli consentono di adottare autonome scelte e di poter dire “l’ultima parola”.
Le diverse reti di telefonia mobile non possono essere considerate “di interesse pubblico”, visto che non esiste una sola rete, ma esistono diverse reti di diverse ditte che si fanno concorrenza commerciale. Il servizio pubblico consiste invece in un’unica rete a disposizione di tutti i cittadini, per esempio la rete elettrica, l’autostrada. Nessuno avrebbe l’idea di costruire autostrade parallele, una riservata alle macchine Lancia, l’altra riservata alle macchine Fiat e un’altra ancora alle Volkswagen ecc. ecc.. com’è il caso delle diverse reti della telefonia mobile. In molti comuni d’Italia i permessi alle antenne sono stati negati. In alcuni comuni tra cui Bolzano l’ Umts è stato negato in quanto il servizio di telefonia mobile era già garantito dal GSM.
La Legge quadro 36/2001, oltre a prescrivere i valori di campo e i limiti di 6 V/m, con valori di attenzione di 3 V/m, prevede tra l’altro che i Comuni emanino regolamenti specifici per stabilire gli obiettivi di qualità e decidere dove posizionare gli impianti. L’Emilia Romagna si era già dotata di una legge in tale proposito la 30/2000. Di seguito il Comune di Rimini ha approvato un proprio regolamento che permette di stabilire i siti sensibili e gli obiettivi di qualità, nel rispetto della tutela della salute pubblica e del buon senso.
Nel territorio la finalità di un regolamento è di minimizzare l’esposizione, fissando obiettivi in linea con le normative, nel rispetto degli strumenti urbanistici e delle caratteristiche topografiche. Per limitare le antenne e contenere i limiti espositivi è indispensabile una valutazione dell’Ufficio Topografico del Comune sulla conformazione del territorio – pianura, collina, altezza elevata di alcuni palazzi, sottosuolo, ecc. – ad integrazione della cartografia fornita dal gestore, quasi sempre carente; una mappatura da parte di Arpa delle emittenti elettromagnetiche già presenti, compresi i ponti radio e gli elettrodotti e infine, da parte del Comune e della Ausl la definizione delle aree, della loro destinazione e non ultimo l’individuazione di “siti sensibili”, tra cui figurano i parchi, o zone a rischio, perché già sature, in cui fissare gli ormai noti “obiettivi di qualità”.
Nessuna nuova installazione di SRB dovrà interessare la zona del “Palas”, in cui risiedono strutture edilizie alquanto elevate e una concentrazione di campo magnetico già esistente, come si è dimostrato, in cui già da ora si verifica il superamento della soglia di cautela e dove andrebbe semmai sanata tale anomala situazione, rimuovendo l’antenna Wind.
Gli abitanti della zona Palas, già vessati da elettrosmog e fumi neri emessi dalle turbine del palacongressi, due fattori questi che sommandosi possono concorre a gravi patologie, chiedono almeno questa volta di essere ascoltati:
No all’antenna Telecom.

Il Comitato Lastronavechefuma.

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