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sab 8 set 2012 12:57 ~ ultimo agg. 00:00
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Come la sera del 23 giugno, in un locale di Bellaria frequentato da giovanissimi, quando grazie al gancio di un amico si è introdotto in un gruppetto di ragazzi.
E nel giro di poche decine di minuti, con la scusa di farsi accompagnare a prendere il telefonino in auto, aveva già convinto una 13enne a seguirlo nel parcheggio. Un’altra ragazza gli ha fatto però capire che era meglio che quella ragazzina, poco più di una bambina, la lasciasse perdere.
Ma lui ci ha messo poco a convincerne un’altra, 16enne, a seguirlo.
L’ha fatta salire in auto e, sempre coi suoi modi che sapevano come lusingare le sue prede, l’ha portata a fare un giro.
Trovato un luogo più appartato si è fermato e ha cominciato a baciarla.
Lei ha provato a ritrarsi, ma lui le ha bloccato il braccio contro il finestrino e l’ha spogliata. Le ha tolto i pantaloncini e l’ha costretta a un rapporto non protetto. Ha provato anche a continuare fuori dall’auto, ma lei l’ha colpito con un calcio.
Poi, nel viaggio di ritorno, l’ha sottoposta a una sorta di lavaggio del cervello per imporle di non dire niente: era lei che avrebbe dovuto ringrazialo per quell’esperienza.
Ma il giorno dopo le amiche hanno capito che c’era qualcosa non andava, e una in particolare l’ha invitata a dire tutto. E trovando il coraggio un po’ alla volta la 15enne è riuscita a parlarne con i genitori.
Una settimana dopo, ha raccontato tutto e il padre l’ha subito accompagnata in Caserma, a Bellaria. Alla presenza della madre e di un carabiniere donna, la ragazzina ha raccontato la vicenda.
E se era consenziente quando è salita in auto, non lo era più quando ha capito cosa voleva realmente lui: ha detto di avergli chiaramente detto no.
Nel giro di 36 ore il giovane è stato identificato. E quello che è venuto fuori era inquietante: un 19enne rumeno con due denunce alle spalle per episodi simili.
A 17 anni a Ferrara era stato denunciato per violenza da una 25enne: il caso era in mano al Tribunale dei Minori. E nel 2011, a Ravenna, aveva tentato di abusare di una 13enne.
Visti i precedenti e i contorni della vicenda, nel giro di 36 ore dal Pm arriva l’ordinanza per il fermo.
Ma il rumeno, intanto, torna in patria. Grazie alla “soffiata” di un amico che parla con l’ultima vittima e capisce che lei non ha intenzione di fargliela passare liscia.
Per tutta l’estate i Carabinieri tengono d’occhio la sua abitazione e la sua cerchia. Non lavorava e viveva da solo in un appartamento pagato dai genitori, anche loro residenti a Bellaria.
Finché questa mattina è stato intercettato mentre rientrava a casa in auto col padre. Nei prossimi giorni l’interrogatorio di garanzia.
Accertata l’irreperibilità, era stato subito emesso anche un decreto di latitanza e se non fosse tornato in Italia c’era pronto per lui un mandato internazionale in virtù della convenzione di Schengen.
Il dubbio è che altre vittime non abbiano trovato lo stesso coraggio della giovane bellariese.

(Newsrimini.it)

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