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Sagra Malatestiana: domani e domenica ‘Harawi’ di Messiaen agli Agostiniani

EventiRimini

14 settembre 2012, 16:53

12 liriche per canto e pianoforte, per un totale di 57 minuti di brano. Così Messiaen aveva scelto di raccontare il mito di Tristano e Isotta, da lui riletto in chiave esotica, mescolando lingua francese e antica lingua peruviana. La storia di amore e morte vedrà nuovamente la luce domani e domenica, nella versione scenica proposta dal gruppo romano Santasangre. Una prima assoluta, che all’esecuzione dal vivo dei brani unirà l’arte teatrale nelle sue forme più moderne e innovative. Un’esempio, la scelta di nascondere dalla scena i due principali interpreti, il soprano Matelda Viola e il pianista Lucio Perrotti.

“Voi ci sentirete ma non ci vedrete o ci vedrete poco – ci ha detto il soprano Matelda Viola lo spettacolo riesce a dare un volto visibile a delle emozioni molto forti di una musica finora poco valorizzata. Messiaen è riuscito, da grandissimo musicista e da persona molto sensibile, a entrare in sintonia con l’interprete,anche se bisognerebbe dire il contrario; ma noi abbiamo proprio sentito di riuscire a entrare in sintonia reciprocamente e con Messiaen in questo pezzo, perché è scritto in maniera tale che le emozioni entrino proprio fisiologicamente nell’interprete. E questa fisiologia, questa carnalità di un canto d’amore e di morte, con questa versione scenica acquista qualcosa di molto magico, che speriamo apprezzerete”.

Continua così la 63esima edizione della Sagra Musicale Malatestiana, rassegna storica della città che il 23 settembre, data dell’ultimo appuntamento, farà calare anche per quest’anno il sipario sull’estate riminese.

LA NOTA STAMPA DI PRESENTAZIONE DI “HARAWI”

HARAWI DI MESSIAEN IN FORMA SCENICA: PRIMA ASSOLUTA ALLA SAGRA MUSICALE MALATESTIANA DI RIMINI CON I SANTASANGRE
Sabato 15 e domenica 16 settembre ore 21.30 Complesso degli Agostiniani, Rimini, un omaggio
al 20° anniversario della scomparsa del compositore

Rimini, 14 settembre 2012 – Harawi di Olivier Messian in prima assoluta in forma scenica alla Sagra Musicale Malatestiana di Rimini nel ventesimo anniversario della scomparsa del compositore francese. Il ciclo per voce di soprano e pianoforte che Messiaen scrisse nel 1945 sarà affidato sabato 15 e domenica 16 settembre alle ore 21.30 al Complesso degli Agostiniani (via Cairoli, 42) alla fantasia di uno fra i più agguerriti gruppi della giovane scena teatrale italiana, Santasangre.
Harawi, pagina senza paragoni nell’intero catalogo di Messiaen, è un capolavoro non solo per il valore musicale della partitura ma anche per le poesie scritte dallo stesso compositore mescolando parole della propria lingua con la lingua peruviana. Il ciclo rilegge in chiave esotica il mito di Tristano e Isotta, mito di amore e morte interpretato dal soprano Matelda Viola e dal pianista Lucio Perotti nella visionaria trasposizione ideata da Santasagre, che per la qualità e l’innovazione della ricerca si è aggiudicato la vittoria del Premio Ubu 2009, prestigioso riconoscimento della critica teatrale italiana. In scena Maria Teresa Bax, Marcello Sambati, Antonello Compagnoni e Monica Galli.

«Con Harawi Messiaen ci porta nel magico folklore del lontano popolo quechua – raccontano i ragazzi del collettivo romano, composto da Diana Arbib, Luca Brinchi, Dario Salvagnini e Roberta Zanardo – Questa distanza che intercorre tra noi e quel luogo remoto è l’altrove in cui si alimenta il desiderio di eros. Gli amanti si cercano in un continuo errare quotidiano, comune, umano nel tentativo di rifondare l’unità andata perduta. Questa interezza per Messiaen è possibile solo oltre la morte lì dove si è liberi dalle incombenze terrestri, ma eros e thanatos sono, con uno sguardo meno romantico, le pulsioni alla vita entro cui costruire la propria identità. Ecco quindi che l’eternità cui aspira Messiaen come luogo dell’anima è, in un approccio più laico, un assoluto del presente, è quell’attimo inafferrabile di infinito che esplode nel tempo della nostra vita per opera di eros, e la morte puro fatto naturale».

«Ho conservato del mito di Tristano e Isotta soltanto l’idea di un amore fatale, di un amore irresistibile, di un amore che, conduce alla morte e che oltrepassa il corpo, oltrepassa le stesse nozioni dello spirito e si accresce a scala cosmica», ebbe a dichiarare Olivier Messiaen a proposito di Harawi, prima parte della “Trilogia di Tristano” che precede la Turangalîla-Sinphonie e Cinq rechants, entrambi terminati nel 1948. Il ciclo prende il nome da “Harawi” o “Yaravi”, un genere di canzone d’amore di musica andina che spesso finisce con la morte dei due amanti, fornendo così al compositore un mezzo per esplorare il tema di amore-morte centrale nel mito di Tristano e Isotta. Queste idee sono esplicitamente ricordate nel sottotitolo dell’opera, “Canto di amore e morte”. Il tema di amore-morte può aver avuto un profondo significato personale per Messiaen, la cui prima moglie, Claire Delbos, aveva cominciato a soffrire di malattie mentali negli anni precedenti la composizione Harawi.
Il testo di Harawi, scritto dallo stesso Messiaen è formato in genere da simboli elevati al loro più alto perché emancipati dalla costruzione grammaticale e sintattica, terreno di applicazione di una scrittura musicale fondata sul meraviglioso, su una instancabile ricerca sul ritmo, i colori e il canto degli uccelli. Come ad esempio nel secondo movimento del ciclo, “Bonjour toi, colombe verte”: «Stella in catena, ombra condivisa, Tu, fiore, frutto, cielo, acqua, canto d’uccelli, Buondì, d’acqua». Oltre al testo in francese, Messiaen utilizza anche parole dell’antica lingua peruviana Quechua, non per il loro significato semantico ma per la loro qualità timbrica. Ad esempio, il quarto movimento, “Doundou Tchil” usa queste due parole per raffigurare in maniera onomatopeica il suono dei campanelli posizionati sulle cavigliere dei danzatori indio-peruviani.

Lo spettacolo è una produzione Sagra Musicale Malatestiana e Santasangre realizzata con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, snob production/MIT e con il contributo della Regione Lazio, residenza Kollatino Underground.

Nell’ambito del IX Convegno di Analisi e Teoria Musicale, organizzato dal Gruppo Analisi e Teoria Musicale (GATM) e dalla rivista online Analitica, in collaborazione con la Sagra Musicale Malatestiana e l’Istituto Musicale Pareggiato “G. Lettimi” domenica 16 alle ore 11 presso l’Istituto Lettimi si terrà una tavola rotonda dal titolo “Harawi. La musica di Messiaen tra analisi, interpretazione e messa in scena”.

Biglietti da 8 a 12 euro. Acquistabili anche online su www.vivaticket.it

SANTASANGRE
Santasangre è un progetto di ricerca artistica che nasce a Roma alla fine del 2001. Espressione di un collettivo eterogeneo per formazione e personalità, i Santasangre iniziano il loro percorso con la volontà di indagare la frattura che esiste oltre il linguaggio definito. La necessità che diviene il motore del lavoro dei Santasangre si spinge oltre ogni settorialità per concretizzarsi in un azzardo di linguaggi ampliati lungo un’asse trasversale capace di toccare i più significativi linguaggi artistici e performativi come il video, la musica, il corpo e l’estetica degli ambienti. La linea che sempre distingue la progettualità dei Santasangre si articola in una direzione di interferenza con il presente, nelle infinite possibilità che il linguaggio artistico possiede. Dal 2003 diventano compagnia residente al Kollatino Underground, centro di produzione culturale indipendente della periferia di Roma. Santasangre presentano il loro lavoro in contesti nazionali ed internazionali. Partecipano al Romaeuropa Festival, al Grec di Barcellona, al Noorderzon di Groningen, al Festival Temps d’Images di Varsavia e Cluj (RO), all’ Eurokaz di Zagabria, al Kontrapunkt di Stettino (PL), ad Exodos di Lubiana, al MIT dell’Auditorium di Roma, al Drodesera>Centrale Fies, al Festival delle Colline Torinesi, di Santarcangelo, Castrovillari e Polverigi, alle stagioni del Sophiensaele di Berlino, della Ferme du Buisson di Parigi e dei Teatri Stabili d’Innovazione di Napoli, Pescara, Bari, Udine, alla Biennale dei giovani artisti d’Europa e del Mediterraneo, ed anche ad Es.terni, Short Theatre, Opera Prima, Crisalide, Enzimi e Ipercorpo. Tra i riconoscimenti ottenuto sono risultati vincitori nel 2010 del progetto Focus on Art and Sciente in the Performing Arts (Programma cultura della Commissione Europea) e del Best Direction del Festival di Pristina KosovaInfest, del Premio Ubu 2009/Premio Speciale e della menzione speciale per la sperimentazione dei linguaggi al Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti 2006 e delle Nuove Creatività 2008 premio di produzione dell’ETI (Ente teatrale Italiano). Negli anni sono stati sostenuti nella produzione dal Romaeuropa Festival, da Drodesera>Centrale Fies, dal Festival della Colline Torinesi, da Fabbrica Europa e da Bassano OperaEstate Festival. Ricevono inoltre nel 2009 il contributo dal MiBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) come Progetto Speciale e nel 2010 per la categoria Danza. Sono presenti nelle edizioni Iperscene a cura di Mauro Petruzziello, Hic sunt leones a cura di Graziano Graziani, Prometeo_Focus on Art and Sciente in the Performing Art a cura di Pietro Gagliano e Paolo Ruffini e Teatri del Tempo Presente a cura di Andrea Nanni (tutte le edizioni sono Editoria&Spettacolo).

Per informazioni:
Istituzione Musica Teatro Eventi via Cavalieri 26 47900 Rimini
tel. 0541.704294 – 704295 – 704296. http://www.sagramusicalemalatestiana.it
Per informazioni di biglietteria:
tel. 0541 793811 dal lunedì al sabato dalle ore 10.00 alle 14.00

Ufficio stampa locale: Paolo Pagliarani cell. +39 338.5712759 pagliarani@notorius.org
Ufficio stampa nazionale: Anna Barina cell. +39 349.7549303 annabarina@gmail.com

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