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Riordino province. Un ordine del giorno unitario con le proposte del territorio

PoliticaProvincia

19 settembre 2012, 14:02

Riordino province. Un ordine del giorno unitario con le proposte del territorio

li amministratori locali si sono dimostrati concordi nel voler affrontare questo cambiamento, evitando il campanilismo ma con la consapevolezza che il territorio riminese dovrà mantenere un ruolo di protagonista. I sindaci dei comuni più piccoli hanno messo sul piatto anche la preoccupazione di ulteriori disagi per le loro realtà legati al riordino. Le proposte saranno girate al Consiglio delle Autonomie locali.

Il Presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali, ha sottolineato nella sua introduzione come sia “necessario affrontare questa svolta storica con il giusto orgoglio ma anche con la consapevolezza data dai numeri, dalle cifre, dal reale peso economico, infrastrutturale, sanitario e culturale del nostro territorio. Per questo la modalità di lavoro che la Provincia di Rimini ha proposto e intende portare avanti nei confronti della Regione e delle altre province è improntata non al provincialismo campanilistico ma alla forza dei numeri del nostro territorio che, dati alla mano, mostrano le nostre eccellenze e i punti di forza sui quali puntare. Su tutti una sanità di eccellenza, il livello di leadership raggiunto dal nostro settore ricettivo e fieristico, ma anche la necessità, per gli stessi motivi, di mantenere sul nostro territorio i presidi di sicurezza necessari per una realtà come la nostra che ogni anno accoglie milioni di presenze turistiche”.
Il Sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, ha sottolineato “il merito riminese di aver portato il confronto del riordino istituzionale sul tema dei contenuti e dei dati, dopo aver assistito a qualche parola in libertà di troppo da parte di Sindaci di altre province. Siamo un pezzo d’Italia cresciuto grazie alla capacità di relazionarci con il mondo, senza guardarci i piedi ma aprendoci ad altri paesi. L’area vasta, prima che un confine amministrativo, è un concetto culturale che va sviluppato a partire dalle peculiarità di ogni territorio, senza campanilismi sterili, ma con l’obiettivo unico di migliorare la qualità dei servizi e della vita delle nostre comunità.” .
Il Sindaco di Riccione Massimo Pironi ha invece posto l’attenzione “sulla dinamicità nel settore terziario, che il governo fatica a leggere perché utilizza parametri statici, che deve essere mantenuta e sviluppata. È necessario inoltre non abbassare la guardia sui trasporti, sulla raggiungibilità del nostro territorio via cielo, rotaia e gomma, tutte infrastrutture necessarie per il pieno sviluppo del nostro potenziale turistico e ricettivo ”.
Il Sindaco di Casteldelci, Mario Fortini ha posto l’attenzione sui “piccoli Comuni che, con il nuovo riassetto istituzionali, rischiano di essere ulteriormente penalizzati. Dovrebbero invece essere esempi virtuosi di economicità da prendere in esempio per la loro capacità di gestire in maniera associata i propri servizi.”
Anche Vallì Cipriani, Sindaco di Montefiore Conca, ha posto l’attenzione “sulla necessità che i nuovi assetti istituzionali non comportino ulteriori disagi per i Comuni più piccoli che, invece, necessitano di sedi istituzionali piùvicine e snellimento delle burocrazie”.

L’ordine del giorno che sarà approvato in provincia

Il Consiglio Provinciale di Rimini

Premesso
che con all’articolo 17 del Decreto Legge n. 95 del 6 luglio 2012 (convertito con modifiche in Legge n. 135 del 7 agosto 2012), il Governo italiano ha disposto nuovi criteri per il riordino delle Province italiane;
Considerato
che detti criteri hanno base e corpo esclusivamente statici (abitanti/territorio) con conseguente applicazione automatica, nei fatti penalizzante le specificità e le peculiarità dei territori;
Visto
che la fase esecutiva di detta normativa sta palesando tutti i gravi limiti che già in fase di approvazione erano stati segnalati sia dalle rappresentanze istituzionali territoriali che da emeriti costituzionalisti, in ordine a: dubbio profilo di Costituzionalità; antinomia sul fronte della natura elettiva dell’Ente; competenze e dotazioni che dovrebbero sostenere la riforma così come la responsabilità fiscale a supporto dei trasferimenti di deleghe a Regioni e Comuni; manifesta contraddizione con i programmi e le politiche, per la verità sin qui embrionali, di riforma in senso federalista dello Stato;
Preso Atto
che non si è ritenuto di procedere ad una vera riforma coerente ed armonica dell’insieme delle istituzioni italiane e delle diverse Autorità proliferate negli ultimi anni, capace di tenere assieme necessari valori di efficienza (che rappresentano il vero costo per il Paese), di democrazia e razionalizzazione;
Acquisito
che proprio l’esperienza della Provincia di Rimini testimonia la necessità di un Ente intermedio, tutt’altro che residuale nelle prerogative di coordinamento e indirizzo, e dunque capace di dare continuità agli investimenti a sostegno della crescita equilibrata del territorio e dell’ammodernamento della dotazione infrastrutturale, così come avvenuto dal 1995 ad oggi anche a surroga dei compiti e delle competenze che la legge assegna allo Stato;
Acquisito inoltre
Che alla camera dei deputati è stato approvato un Ordine del giorno allegato al provvedimento relativo alla “Spending Review”, promosso tra l’altro dai Parlamentari riminesi, che svincola la destinazione delle sedi istituzionali statali dalla loro collocazione nella città capoluogo;
Considerato altresì
che la citata normativa presenta un combinato disposto tra gli articoli 17 e 10 che potrebbe concretizzarsi in un oggettivo e preoccupante impoverimento dei presidi di sicurezza statali e quindi dei servizi alle comunità locali, in quanto alla riorganizzazione delle Province è associata la riduzione, su base neo provinciale, delle presenza degli uffici dello Stato sul territorio;
Ribadito
che, come dimostrano numeri e analisi tecniche pubblicate nel documento quivi allegato, il territorio riminese per la sua particolare conformazione economica e sociale e per i consistenti investimenti effettuati e in corso a sostegno della crescita, ricopre un ruolo centrale anche nella riorganizzazione istituzionale del nuovo Ente provinciale, come logica continuità delle politiche di area vasta già da tempo in atto con i territori di Forlì Cesena e Ravenna;
Sottolineato
Che il documento di cui al precedente capoverso impone l’approfondimento del tema dell’individuazione della città capoluogo e della collocazione delle sedi dei servizi ad essa associati, così come previsto dalla norma;
Impegna
il Presidente della Provincia di Rimini a rappresentare le peculiarità della comunità riminese, contribuendo in tal senso al lavoro del Consiglio Autonomie Locali Emilia Romagna.
Rimini, 17 settembre 2012

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