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gio 20 set 2012 12:39 ~ ultimo agg. 00:00
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Nel documento approvato dal PdL dell’Emilia Romagna sul riordino delle province, il partito ribadisce la propria contrarietà al mantenimento delle attuali Province, definite enti inutili, si dice perplesso sull’ipotesi di un riordino frutto di pressione campanilistica e di interessi locali.
Nel dettaglio il documento propone: l’istituzione di una Provincia Romagna, composta da Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini; il mantenimento dell’attuale Provincia di Ferrara, in quanto in possesso dei requisiti minimi legati alla dimensione territoriale e alla popolazione residente; l’istituzione di due nuove distinte Province: Modena e Reggio Emilia, da una parte, e Parma e Piacenza, dall’altra, in funzione di particolari ragioni storiche, culturali, economiche e produttive.
Il PdL auspica anche che il futuro Sindaco della Città metropolitana di Bologna sia eletto a suffragio universale.
Il partito subordina poi il prospettato riordino delle Province a queste condizioni: l’allocazione dei presidi statali decentrati sul territorio, anche nelle zone accorpate non sedi di capoluogo di provincia; il rafforzamento dei livelli di sicurezza attuali, a seguito del predetto riordino.

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di Silvia Sanchini
di Redazione
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