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Il patto di stabilità fa vietare le altalene: adeguarle non è una priorità

RiminiScuola

29 settembre 2012, 10:00

Il patto di stabilità fa vietare le altalene: adeguarle non è una priorità

Forse messa a confronto con un tema come quello della sicurezza sismica, la questione passa in secondo piano. Ma è certo un altro segno della scuola lasciata sempre più a se stessa. Piuttosto che riparare i giochi nei giardini delle scuole, il comune di Rimini in alcuni casi è costretto a smontarli. Il motivo, neanche a dirlo, il patto di stabilità, che prevede per quest’anno spese solo per le questioni prioritarie. Per intenderci: edifici da mettere in sicurezza o cornicioni che cadono.

E così se i giochi necessitano di interventi importanti per aggiustarli o metterli a norma, capita che vengano rimossi o circondati col nastro rosso e bianco per vietarne l’uso, in attesa di tempi migliori. Periodicamente, o comunque su segnalazione delle insegnanti, i tecnici di Anthea fanno i sopralluoghi per verificare la sicurezza delle strutture. E quando serve, per evitare incidenti, arriva il nastro “segnaletico”.

E’ successo anche alla vigilia di questo nuovo anno scolastico in “alcuni casi” confermano dalla Direzione Infrastrutture unità operativa edilizia pubblica. Dati precisi però non ce ne sono, perchè Anthea non fornirebbe la contabilità degli interventi di riparazione agli uffici comunali. L’impressione è però che la tendenza sia crescente, anche perchè la manutenzione negli anni aumenta progressivamente con l’usura: in genere scivoli e altalene vengono installati quando viene aperta la scuola.

Oltre a questo, poi, ci si mette anche l’Europa, con la normativa EN 1176 sulla sicurezza delle aree gioco, che prevede pavimentazioni di materiali di assorbimento d’urto con mattonelle in fibre di gomma e poliuretano: materiali che arrivano a costare anche 100 euro al metro quadro. Anche questo è un problema che ha portato al blocco di alcune altalene, confermano dal Comune. E in base alla stessa normativa è stato necessario rimuovere anche altri giochi non a norma perchè marchiati solo Cee: quelli che i genitori in alcune scuole avevano acquistato di tasca loro, col desiderio di fare più belli i cortili.

(NewsRimini.it)

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