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Chiusura cantina Rocche Malatestiane. Confcooperative fa chiarezza

Rimini

13 settembre 2012, 17:50

Chiusura cantina Rocche Malatestiane. Confcooperative fa chiarezza

Dopo ripetuti tentativi per trovare sinergie con le Cantine vicine, scrive Confcoperative, si è riusciti a trovare un accordo commerciale per la valorizzazione delle uve e dei marchi della stessa Cantina con il Gruppo CEVICO nel 2010. In questi ultimi anni, per vari motivi, è sensibilmente diminuito il prodotto conferito dai soci; lo stabilimento di Rimini a pieno regime è in condizione si lavorare oltre 100.000 quintali di uve, nell’ultima campagna di vendemmia i soci ne hanno conferiti appena 22.000. Inoltre, scrive ancora l’associazione, sono urgenti e indispensabili investimenti per aggiornare l’impianto ma con l’attuale fatturato si tratta di costi non sostenibili. Di qui, prosegue la nota, la decisione nell’ultima Assemblea dei Soci di trasferire la lavorazione delle uve presso il sito di Ospedaletto, di proprietà della “Cantina Colli Romagnoli” (del Gruppo CEVICO), per armonizzare al massimo la raccolta ed i costi, per poter quindi liquidare tutti i produttori che conferiscono, con lo stesso parametro. A Rimini rimane la Società di Commercializzazione “Le Rocche Malatestiane S.r.l.” ed il punto vendita nell’attuale sede aperta al pubblico. Questa decisione, spiega Confcoperative, scaturisce da un progetto di fattibilità promosso nel 2007 con il supporto “politico” dell’allora Assessorato Provinciale dell’Agricoltura, per la realizzazione di una unica “Cantina Sociale nella Provincia di Rimini”, progetto che poi non ha trovato il consenso nei rispettivi Consigli di Amministrazione formati da tutti Imprenditori Agricoli.
Oggi la Cantina “Le Rocche Malatestiane”, afferma Confcoperative, si trova in una situazione economica sicuramente migliore, perché i debiti negli ultimi anni sono diminuiti, ma purtroppo è anche drasticamente diminuito il fatturato e con l’attuale stretta finanziaria, si è costretti a liquidare somme irrisorie ai soci, di qui la decisione di trovare un partner importante come il Gruppo CEVICO che garantisca una liquidazione equa per i soci ed una maggior valorizzazione sia del prodotto del territorio, sia dei marchi. La scelta aziendale è stata approvata anche dai sindacati per quanto concerne l’accordo occupazionale dei dipendenti.

L’associazione riepiloga anche le cause della chiusura della Centrale del Latte.
Lo stabilimento e la Cooperativa di base della Centrale del Latte, si legge in una nota, sono confluite nel 2009 in Granarolo di Bologna, in quanto a Rimini, non sussistevano più i presupposti economici per poter giustificare l’apertura dello stabilimento. Il latte conferito arrivava solo dai soci del Montefeltro mentre nel riminese non c’era rimasta più una stalla sociale.

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