lunedì 21 gennaio 2019
di    
lettura: 2 minuti
ven 14 set 2012 14:01 ~ ultimo agg. 00:00
Print Friendly, PDF & Email
2 min
Print Friendly, PDF & Email

“A proposito del progetto del 2007 per una cantina sociale riminese unica……….Non scherziamo! – esordisce drasticamente Bezzi
E’ vero che nel 2007 si lavorò al progetto di una cantina unica riminese con uno studio di fattibilità fatto presso il servizio agricoltura provinciale.
Ciò che avviene oggi è la conclusione del percorso che si voleva evitare: allora si voleva realizzare un progetto di una unica cantina sociale riminese per costruire una realtà economica importante per la viticoltura territoriale e poter mantenere competitività e distintività per le produzioni provinciali; realizzare un polo viticolo importante nei numeri che fosse quantitativamente significativo con un prodotto di target medio affiancato all’eccellenza dei vini degli ormai numerosi produttori/trasformatori privati che hanno reso famosi i vini di Rimini a livello nazionale ed internazionale.
Nel 2007 c’erano presupposti diversi da oggi:
– allora le due cantine erano autonome ed aderivano rispettivamente a Legacoop (Terre Riminesi di Ospedaletto) e Confcooperative (Rocche Malatestiane di Rimini)
si potevano avere a disposizione le risorse del PSR;
le due cantine riminesi lavoravano circa 150.000 q.li di uva complessivamente, avevano attrezzature competitive, pur migliorabili;
il progetto prevedeva di risolvere le difficoltà economiche delle Rocche con la dismissione dell’area, con il trasferimento a Ospedaletto di Coriano delle attrezzature e dell’impianto di imbottigliamento, con il conseguente potenziamento della nuova struttura in una location strategica per la viticoltura riminese e la valorizzazione dei marchi commerciali delle Rocche Malatestiane.
In quel progetto – prosegue Bezzi – i sacrifici fatti dai produttori in questi anni sarebbero serviti agli investimenti per la costruzione di una realtà di prospettiva per la viticoltura riminese, ma nonostante gli elementi favorevoli summenzionati si preferì tirare avanti nella logica dell’economia fatta a colori, la cantina rossa e la cantina bianca; da tempo sosteniamo inascoltati che l’agricoltura ha bisogno unità, di autonomia economica, di redditività e non di ideologia né di schieramenti.
Negli anni questa mancanza di prospettiva ha prodotto perdita di superficie viticola – la superficie vitata in provincia di Rimini è passata da 3950 ha del ’92 ai 2453 del 2011 con un saldo negativo del -23% in 20 anni – depauperamento del patrimonio dei produttori, peggioramento della qualità del territorio rurale.
Non è accettabile che un presidente di una struttura cooperativa scarichi la responsabilità di tale diminuzione sui produttori!
Con tutto il rispetto per il gruppo Cevico, Confcooperative e tutto il mondo agricolo riminese sa che, dopo l’acquisizione della cantina di Ospedaletto di qualche anno fa e dei marchi delle Rocche oggi, siamo alla conclusione di tutt’altra storia rispetto al progetto del 2007, dal punto di vista dei produttori riminesi e della valorizzazione delle loro uve di qualità (in collina resa media 100 q.li/ha) non paragonabili commercialmente con le uve della pianura ravennate (400 q.li/ha).
Il risultato – conclude amaramente Bezzi – è stato una ulteriore perdita di produttività e di patrimonio che i nostri padri avevano faticosamente accumulato in 60 anni di storia e di lavoro”.

Valter Bezzi
Presidente provinciale
Cia Rimini

Altre notizie
di Redazione
VIDEO
di Redazione
Notizie correlate
di Roberto Bonfantini
VIDEO
di Roberto Bonfantini
VIDEO
Meteo Rimini
Previsioni Emilia Romagna