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Arrivi e presenze, luglio negativo. Calano gli italiani, crescono stranieri

ProvinciaTurismo

4 settembre 2012, 12:53

Arrivi e presenze, luglio negativo. Calano gli italiani, crescono stranieri

Si conferma il calo del turismo italiano, meno 4,4% nelle presenze a giugno e – 2,9% a luglio, a cui fa fronte un aumento degli stranieri: più 6% delle presenza a luglio.
L’incidenza straniera sul totale delle notti sale al 26%. E i russi, dopo lo storico sorpasso sui tedeschi, allungano ancora le distanze. Cresce ancora l’entroterra.
Di fronte a una situazione innegabilmente difficile, l’assessore provinciale Galli guarda al bicchiere mezzo pieno: il calo contenuto rispetto a quelli a due cifre di località concorrenti e il fatto che pur riducendo la spesa all’osso – dato che ovviamente inciderà più sui fatturati – le famiglie non rinunciano alla vacanza in Riviera.
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L’analisi di Fabio Galli, assessore provinciale al turismo:

i dati numerici messi a disposizione dall’Ufficio Statistica della Provincia di Rimini permettono una valutazione più solida circa l’incidenza della crisi economica nazionale sul comparto economico più visibile dell’area riminese, vale a dire il turismo. Il bilancio, seppur provvisorio, del mese di luglio si va ora ad aggiungere a quello precedentemente comunicato di giugno, avendo dunque a disposizione elementi più che sufficienti al fine di trarne considerazioni serie. Per il territorio riminese, luglio 2012 si chiude con un – 2,7% negli arrivi e un – 0,7% nelle presenze totali. Un risultato decrescente rispetto all’analogo periodo del 2011, ma molto più contenuto se si prendono per buoni i cali a doppia cifra delle località italiane concorrenti, comunicati in questi giorni da amministrazioni e associazioni di categoria. Il totale dei primi sette mesi dell’anno va in archivio con un + 0,6% di arrivi e un – 0,4% di presenze.
Se a giugno si era verificata una diminuzione delle presenze molto più evidente che per gli arrivi, luglio in un certo senso va in controtendenza, mostrando una migliore tenuta delle notti trascorse in riviera. Nei due mesi estivi si rileva in maniera inconfutabile il calo del turismo nazionale, soprattutto sul versante delle presenze (- 4,4% a giugno e – 2,9% a luglio), a esemplare dimostrazione di una capacità economica individuale e famigliare aggredita profondamente dalla crisi. Il dato stesso della permanenza media degli italiani, 4,6 giorni nei primi sette mesi dell’anno, descrive un panorama dove la durata della vacanza è ridotta all’osso: non si rinuncia del tutto ad essa ma la si accorcia.
A tirare su la media pensa invece il turismo estero, che fa il 6% di aumento a luglio (presenze), in perfetta linea (+ 6,1%) con il dato relativo al periodo gennaio/luglio 2012. La quota straniera sul totale delle notti trascorse raggiunge il 26%, mai neanche sfiorata negli ultimi venti anni. A fare la parte del leone ancora una volta i russi (+ 16,4% presenze da gennaio a luglio, per una quota del 20,5% sull’estero) che via via staccano il pur soddisfacente segmento tedesco (+ 2,3%, per una quota del 17,6%). In crescita anche i Paesi bassi (+11,6%), il Belgio (+ 4,6%) e l’Austria (+ 13,1%); continua il calo della Finlandia (- 2,8%) e della Svezia (- 6,6%). La permanenza media dei turisti stranieri è più alta: 5,4 giorni, con punte di oltre 6 giorni per tedeschi, olandesi e belgi (russi 4,9 giorni).
Bene i primi sette dell’anno per l’entroterra che, pur con numeri più contenuti, assomma un + 10,5% di presenze e un + 1,5% di arrivi.
Ritengo che questi numeri siano più che sufficienti a dipingere un quadro realistico della situazione turistica locale e nazionale: la Riviera di Rimini tiene, nonostante i magri portafogli degli italiani, e lo fa anche grazie a un ritorno forte di alcuni mercati esteri. Queste cifre con ogni probabilità diventano più pesanti allorché ci si sposta sui fatturati, specie nel settore extraricettivo.
E’ chiaro che davanti a questa situazione, che rischia di protrarsi anche per tutto il 2013, serve un impegno forte dell’esecutivo centrale in ordine al tema principale della capacità di spesa degli italiani, anche attraverso azioni a sostegno del fare vacanza. Dai buoni vacanza all’IVA da equiparare agli altri Paesi europei concorrenti, occorre riprendere in mano l’agenda che ogni Governo degli ultimi 30 anni ha avuto in mano ma non è mai stato poi conseguente. Non solo, anche il problema della tassazione record sui carburanti è un costo che si scarica pressoché completamente sul comparto industriale del turismo, soprattutto in mancanza di una rete ferroviaria efficiente e dunque capace di essere alternativa al mezzo privato. A livello locale bisogna concentrare gli sforzi sulla qualificazione del prodotto non solo relativo all’infrastrutturazione pubblica (es. impiantistica sportiva e centri congressi) ma anche sul comparto ricettivo e sull’aeroporto per sostenere la quota crescente di internazionalizzazione.

Fabio Galli
Assessore al Turismo della Provincia di Rimini

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