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Alberghi Tipici su tassa di soggiorno: destinarli a riqualificare periferie

RiminiTurismo

6 settembre 2012, 16:26

Alberghi Tipici su tassa di soggiorno: destinarli a riqualificare  periferie

le risorse devono essere concesse solo dietro una maggiore chiarezza su stato finanziario e debiti.
E se non si trovano altre fonti per ripianare, l’invito è di dirottare i soldi del TRC.
Ribadendo la contrarietà al “balzello”, Coccia lamenta anche come a Rimini sia stato accettato senza troppe resistenze, mentre in altre città si è cercato di evitarlo con accordi tra pubblico e privato.
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L’intervento di Leandro Coccia:

Imposta di soggiorno e investimento del relativo gettito: le proposte degli Alberghi Tipici Riminesi.

Nella città è di grande attualità ed estrema importanza come ripartire i consistenti introiti ( dai 7 agli 8 milioni di euro annui su base presenze 2012 ) dell’iniquo balzello.
Abbiamo letto che dal mondo associativo si prediligerebbe investire queste risorse su lungomari, fognature e aeroporto. Vorremmo dire la nostra su questi punti.
Sul piano fognature, non abbiamo nulla da obiettare. Si parta subito su fosse, vasche di prima pioggia, etc, anche perchè le irreversibili modificazioni meteo-climatiche ci porteranno sempre più spesso piogge torrenziali il cui carico e impatto è spesso imprevedibile e così rilevante da determinare l’apertura delle paratie e gli allagamenti di cui tutti sanno, turisti compresi.
Ma sugli altri due punti abbiamo qualcosa da dire.
Cosa significa lungomari? Il mondo associativo ne chiede l’intervento pubblico con i soldi dell’imposta di soggiorno, ma dimentica che i bellissimi lungomari di Riccione sono stati realizzati in project financing con impegno massiccio di privati (che hanno remunerato l’investimento con la vendita dei parcheggi) e con intervento pubblico limitato o quasi nullo.
E poi quali lungomari e con quali progetti? Con quali criteri si sceglieranno i tratti dai quali partire? Si partirà privilegiando come sempre Marina Centro e lasciando ancora una volta al palo Torre Pedrera (che vedrà partire il nuovo lungomare della confinante Igea Marina, finanziato dal Comune senza introdurre l’imposta) o Viserbella con la sua indecente pista ciclabile o i lungomari autostrada della Zona Sud? Rimarranno i punti interrogativi sul Polo del Benessere alla Novarese e la Murri con le previste opere sui lungomari e spazi limitrofi da realizzarsi dai privati ma ancora al palo? (Anche in questi ultimi casi l’intervento è escluso sia a carico del pubblico che ha già dato…).
Il mondo associativo alberghiero chiede di investire ancora sull’aeroporto. Ancora?
Ma lo sanno a Palazzo Garampi quanto si è pesantemente indebitata la società degli albergatori Riviera di Rimini Promotion per sostenere i voli low cost su Rimini? Quello è stato ed è ancora un impegno finanziario estremamente gravoso che ha sì il compito di portare turisti a Rimini, ma ha anche il duplice effetto di tenere indenne Aeradria dai costi di parecchi voli e di portarle in cassa una cospicua serie di entrate, dalle tasse aeroportuali, ai parcheggi e tutto l’indotto interno. Non ci sembra giusto continuare a dare ancora più risorse prese da quelle destinate allo sviluppo turistico e, soprattutto, di darle sulla fiducia e in assenza di un piano industriale che sappia tirar fuori Aeradria dalla pesante e preoccupante situazione attuale.
Premesso che siamo fortemente ostili alla imposta e vorremmo fosse cancellata nel prossimo bilancio comunale, vedendo come il mondo associativo l’ha passivamente subita, non ci facciamo particolari illusioni sulla sua eliminazione. Quindi, la proposta che segue si proietta -ahinoi- anche negli anni venturi.
Queste considerazioni, che avremo modo di sviluppare ulteriormente nei prossimi giorni, ci portano a sostenere che:
i lungomari più pregiati della zona centro si devono autofinanziare attraverso accordi fra privati (Riccione docet, per tempistica, efficacia e risultati). I lungomari che devono essere finanziati dal pubblico sono quelli delle “periferie” Nord e Sud, laddove per asfitticità degli spazi e urgenza non sia ipotizzabile un intervento in project financing ma nello stesso tempo, ci sia assoluto bisogno di rilancio turistico della zona perché è mancato negli ultimi “decenni” anche il “minimo sindacale” negli interventi pubblici di arredo, riqualificazione, infrastrutturazione, etc.
l’aeroporto deve ricevere risorse consistenti solo se chi lo guida chiarisca a tutti i cittadini come si risolleva dalla situazione attuale, in primis su come si pagano i debiti. Si trovino valide soluzioni, tipo una ristrutturazione del management, l’ingresso di un partner con esperienza nella gestione di grandi aeroporti, etc. oppure vedremo solo un restyling con l’attuale Presidente che diventa Direttore? Se proprio si vuole salvare l’aeroporto e non ci sono soldi o partner al momento, si metta definitivamente in soffitta il TRC e si prendano da lì. Poi però si vari per l’aeroporto un serio piano di spending rewiev, di riorganizzazione del management e di rilancio dello scalo per il prossimo decennio.
Il gettito dell’imposta va distribuito sui territori secondo delle priorità, la prima delle quali per noi consiste nell’intervento sulle “periferie” Nord e Sud con interventi sui relativi lungomari, sulla dotazione di parcheggi e sugli arredi urbani e i “buchi neri” territoriali.
In conclusione, pur non condividendo in alcun modo l’applicazione dell’imposta di soggiorno e dopo aver mal digerito anche la passività con cui il mondo associativo di Rimini ha accettato il balzello ( a differenza di altri Comuni dove pubblico e privato hanno trovano soluzioni alternative), chiediamo almeno che, come sopra sostenuto, le risorse siano allocate con le giuste priorità, un riequilibrio territoriale degli interventi e il riconoscimento che le zone che avranno dato di più dovranno ricevere in adeguata corrispondenza.

LEANDRO COCCIA
PRESIDENTE CONSORZIO ALBERGHI TIPICI RIMINESI

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