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mer 29 ago 2012 14:27 ~ ultimo agg. 00:00
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“Nonostante la giovane età – scrive Mangianti la Provincia di Rimini (nata ed operativa dal 1995) ha fatto e sta facendo passi notevoli per recuperare storici gap a cui era stata forzatamente costretta in precedenza dalla sua mancanza di autonomia. E’ inutile girarci intorno: è la storia a testimoniare come per anni il territorio riminese sia stato ‘figlio di un dio minore’ nei confronti della titolare Forlì sul fronte della costruzione delle case popolari (e lo stesso è avvenuto per l’Alta Valmarecchia nei confronti della provincia di Pesaro – Urbino), con il risultato di un’enorme pressione sul fronte dell’emergenza abitativa ed una faticosa corsa ai ripari (non ancora terminata) una volta afferrata l’autonomia amministrativa.”
Secondo Mangianti il territorio ancora oggi “paga le conseguenze del saccheggio sociale subito dal dominus forlivese.”
Quindi è “fondamentale nella costruzione della nuova Provincia di Romagna che non si vada al confronto a capo chino, ma che, con forza e determinazione il territorio riminese sia tutelato chiarendo con tutti gli interlocutori che qui in materia di alloggi sociali, nonostante il tanto che si è fatto, ancora c’è molto da realizzare, anche in considerazione che l’emergenza casa è di gran lunga superiore che a FC e RA.”
“Personalmente – conclude Mangianti – non ho niente in contrario ad un riordino istituzionale, fondato però sull’equilibrio e sulla tutela e valorizzazione delle peculiarità sociali, culturali, economiche dei territori. I quali non possono rimetterci o abbassare la testa se, come ha fatto Rimini negli ultimi due decenni, ha speso soldi e sacrifici per riparare ai guasti del passato.”

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