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Arrestati rapinatori di banche: facevano parte della banda del Lupo Liboni

CronacaRiccione

22 agosto 2012, 14:25

Arrestati rapinatori di banche: facevano parte della banda del Lupo Liboni

L’operazione è stata ribattezzata “Lupo” perché i due attempati rapinatori facevano parte, per loro stessa ammissione, della banda del Lupo Liboni. Entrambi di Foligno, 60enne il capo e 56enne il complice, negli ultimi tempi avevano colpito tra Romagna e Marche. Ieri sono stati arrestati a Fano prima di una rapina in banca che avrebbe fruttato 70mila euro.
Ad accoglierli c’erano però una trentina di carabinieri che da giorni li tenevano d’occhio. In prima fila quelli della compagnia di Riccione (insieme ai colleghi di Fano) che indagavano su una serie di rapine partite a metà luglio dall’ufficio postale di Cattolica (tre mila euro il bottino) e proseguite in agosto in quello di via Euterpe a Rimini. Due colpi accomunati da una tecnica usata solo da poche bande in Italia.
“Praticavano un forellino sulle serrature delle porte d’emergenza degli istituti bancari – spiega il Capitano Antonio De Lise della compagnia carabinieri di Riccione – poi li ricoprivano con una placca per nascondere il buco. In questo modo i due potevano accedere in banche e uffici postali in pochi secondi. In genere lo facevano quando dentro c’erano solo i dipendenti.”

Rapinatori d’altri tempi, ma armati di pistola scacciacani e coltello, e specializzati anche in travestimenti.
“Ad esempio il capobanda ci ha raccontato – dice ancora De Lise – che dopo il colpo a Rimini si è tolto camicia e pantaloni restando in tenuta da footing e mischiandosi alle persone che correvano.” Accanto all’ufficio postale si trova infatti un parco.

Ma come hanno fatto le indagini a concentrarsi sui due poi arrestati?
Il 60enne, uscito di galera a metà giugno e con una compagna nel riccionese, aveva denunciato lo smarrimento della patente proprio ai carabinieri di Riccione: da una segnalazione dei colleghi di Arezzo è emerso che la patente era invece stata revocata. Le indagini hanno evidenziato i precedenti a suo carico per rapina, poi i pedinamenti hanno portato al piccolo appartamento del pesarese dove i colpi venivano studiati, ai contatti con il complice 56enne (che arrivava in treno da Foligno) e al colpo pianificato ieri a Fano.
Oltre a quelle rapinate, i due avevano praticato il foro anche in altre 4 banche a Fano e in una banca a Cattolica, proprio accanto all’ufficio postale preso di mira: secondo i militari probabilmente preparavano obiettivi vicini e decidevano all’ultimo momento, “vendendo” poi ad altre bande gli altri.
Il 60enne capobanda, molto loquace al momento dell’interrogatorio nel quale si è definito un piccolo imprenditore, all’arresto ha fatto i complimenti ai carabinieri. “Nessuno – ha detto sorpreso ai militari – mi aveva mai preso sul fatto”.

Sequestrati ai due, oltre alla scacciacani /una beretta 92/FS a salve) e al coltello, anche un trapano con punte d’acciaio temprato di varie misure, un kit di spadini, un migliaio di chiavi alterate, grimaldelli, un cannocchiale e vari modelli di serratura per i loro ‘test’. Al momento hanno confessato due colpi in banca, uno infruttuoso qualche giorno fa ad un tabaccaio e quello delle due auto che sarebbero state usate per la rapina di ieri a Fano.

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