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mar 3 lug 2012 16:04 ~ ultimo agg. 00:00
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Una sorta di meccanismo di tutela per rispettare gli spazi e il rapporto tra docenti e studenti, rivedibile di anno in anno in base al numero delle matricole.
“A Rimini farmacia ha il numero programmato da tre anni – sottolinea Giorgio Cantelli Forti, presidente del Polo Universitario di Rimini – Il numero programmato è legato a tutta una serie di considerazioni volute dalle normative ministeriali che riguardano tutto il sistema universitario. Se si raddoppiano gli studenti, l’anno successivo sono costretto a mettere il numero programmato”.

Il polo riminese vanta oggi 6.300 iscritti (sono 5.800 a Forlì e 5mila a Cesena), con un incremento degli studenti in quest’ultimo anno del 20%, soprattutto per alcune facoltà come farmacia ed economia. Un vanto che però deve tener conto delle nuove regole, oggi un docente è perseguibile penalmente se ha più studenti di quanto un’aula possa contenerne e a Rimini sono poche le aule grandi e sempre di più invece i corsi di laurea con più di 200 studenti. Il piano edilizio è in corso, seppur rallentato dall’iter burocratico. In fase di realizzazione, già con copertura finanziaria, ci sono alcune aule da oltre 200 posti, se non ci sono gli spazi giusti, e un adeguato incremento dei docenti, difficile è formare gli studenti e mantenere un elevato standard di qualità.

“Rimini nello scenario del nostro ateneo e non solo, ha un buon nome per la qualità – prosegue Cantelli Forti – Facciamo una formazione in ambienti sereni, con qualità, gli studenti seguono, quindi la qualità a Rimini è il pregio che fa attrazione. Se noi puntiamo solo sulla quantità e in maniera sbilanciato verso un corso rispetto ad un altro corso, rischiamo che la qualità si perda. Voglio aggiungere quanto sia stata maldestra questa osservazione riportata dalla stampa oggi – conclude il preside del Polo riminese – il numero programmato è insito nella normativa e le facoltà lo hanno fatto nel marzo-aprile 2012 nella programmazione 2012-2013, quindi non è un colpo di sole dovuto al calore di questi giorni, è una cosa che da mesi è così perché è normale che sia così”.

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di Redazione
di Simona Mulazzani
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