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sab 7 lug 2012 11:04 ~ ultimo agg. 00:00
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Giudici richiama, per esempio, Anthea, costituita nel marzo 2008, a seguito dell’acquisizione di rami d’azienda appartenenti alla struttura di Hera Spa e di Hera Rimini. “Ci preoccupano poi le possibili ricadute del provvedimento taglia spesa su altre società quali ad esempio Holding S.p.A., costituita nel febbraio 2010, su cui avevamo espresso in Consiglio non poche riserve – sottolinea il consigliere comunale – Se dal punto di vista della contabilità pubblica tali tipi di aziende rappresentano bombe a scoppio ritardato ora il Governo vuole disinnescarle, prima che sia troppo tardi, anche alla luce di quanto rappresentato dalla Corte dei Conti, nel Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica 2012, che ne individua 2444, con un debito di 34 miliardi di euro su un fatturato di 25. Monti non vuole rischiare di fare i conti con una politica locale che, con le società in house, sfora sistematicamente ogni patto di stabilità. Ecco allora il divieto alle pubbliche amministrazioni di detenere partecipazioni in società controllate direttamente o indirettamente, che abbiano conseguito per l’anno 2011 un fatturato da prestazione di servizi a favore di pubbliche amministrazioni superiore al 90%. Tutto quindi dovrà rientrare nel bilancio della pubblica amministrazione o ci si dovrà rivolgere al libero mercato, é previsto infatti che le società in house dovranno essere sciolte entro il 31 dicembre 2013, ovvero, in caso di mancato scioglimento, non potranno ricevere affidamenti diretti di servizi.Forse che allora i servizi dovranno tornare alla pubblica amministrazione in gestione diretta? Come pensa di organizzarsi il nostro Comune? Attendiamo risposte da una nostra prossima interrogazione”.

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