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Ricostruite le ultime ore di Annamaria. Chi era con lei l’ha vista morire

CronacaRimini

27 luglio 2012, 15:51

Annamaria era ricaduta nel mondo della droga. A fine ottobre 2011, due anni dopo essere uscita da San Patrignano, dove era entrata a 17 anni, era stata arrestata in Piemonte per spaccio di haschisc ed eroina. I genitori le avevano voluto credere quando diceva che veniva a Rimini per stare con gli amici e per cercarsi un lavoro estivo. In effetti con gli amici ci stava, quelli sbagliati. I carabinieri, in meno di 15 giorni d’indagini, sono riusciti a chiarire i contorni della sua ultima notte. Tra il 14 e il 15 luglio scorsi. Annamaria era uscita presto, alle 21, per mangiare una pizza con un amico, poi rientra a casa, si cambia, ed incontra altri quattro amici. Due italiani e due stranieri: un marocchino di 26 anni ed un tunisino di 28. Quest’ultimo è una vecchia conoscenza: Annamaria lo ospita da diversi giorni in casa sua. Da quando è arrivata a Rimini. Clandestino, fuggito dal Cie di Bologna, con precedenti per porto d’armi, spaccia a Rimini dal 2009. Eroina, haschisch e cocaina. Con loro raggiunge la spiaggia di Torre Pedrera. Lì, consumano droga. Gli uomini haschisch, Annamaria, invece, inala eroina. forse si è anche bucata, ma se il buco che aveva sul braccio sia di quella sera, è ancora da chiarire. Poi i due italiani e lo spacciatore tunisino se ne vanno, ed Annamaria rimane sola con il ragazzo marocchino. Lei propone di fare un bagno e si spoglia. Si butta in acqua prima del ragazzo che, quando Annamaria raggiunge gli scogli, si sta ancora togliendo i vestiti. Lui sente il rumore del tuffo e poi, quasi subito dopo, la sente rantolare. E chiedere aiuto. È buio e non si vede nulla. Si avvicina senza sapere bene cosa stia succedendo ma, quando la raggiunge, la vede agonizzante con la schiuma alla bocca e sangue in volto. Si spaventa e la lascia lì. Prima di andarsene, però, raccoglie gli effetti personali di quella ragazza conosciuta pochi giorni prima alla notte rosa, e li butta in un cassonetto.
Solo la mattina dopo, guardando i giornali, capisce che la ragazza trovata morta sabato mattina in mare è Annamaria.
Il marocchino, che vive a Torre Pedrera, è indagato a piede libero per omissione di soccorso. Le indagini continuano. La prova regina è il test tossicologico che chiarirà se Annamaria è morta, oltre che per annegamento, anche a causa dell’ultima dose di droga ceduta gratuitamente dall’amico tunisino che, per il momento, è stato fermato per spaccio. I carabinieri lo hanno preso mentre stava per cedere droga.

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