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Digitale, problema di calcio ma non solo. Il 10 incontro in Regione con la Rai

Provincia

3 luglio 2012, 19:06

Digitale, problema di calcio ma non solo. Il 10 incontro in Regione con la Rai

Intanto l’assessore Provinciale al Sistema Informativo Mario Galasso fa il punto della situazione: “Contrariamente a quanto si può pensare, nelle condizioni climatiche di tempo bello come quelle attuali le onde elettromagnetiche si propagano di meno. Quindi tutte quelle antenne che sono sintonizzate in maniera non precisa su un ripetitore danno problemi. Perché con l’analogico comunque si vedeva, magari puntinato ma qualcosa si vedeva, col segnale digitale o si vede o non si vede. E’ un peccato perché parliamo di un servizio pubblico, quindi che dovrebbe essere garantito a tutti i cittadini. Lo abbiamo sottolineato più volte come la televisione sia compagna di tante ore per le persone che sono malate e che sono costrette in casa. Ma è ancora più grave per un territorio che vive di turismo, e già un anno fa ricordavamo l’investimento fatto da tutti i nostri alberghi per cambiare le televisioni in modo che potessero ricevere con dignità il digitale, e invece così non avviene”.

C’è una spiegazione fisica. Ma c’è anche un’insofferenza ormai cronica: tanto che la stessa Provincia è pronta ad appoggiare la protesta contro la Rai, a partire al sostegno all’obiezione fiscale sul canone. Il problema era già noto, ma il non poter garantire nel maggiore distretto turistico italiano la possibilità di vedere gli Europei è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.
“Il 10 luglio presenteremo in maniera molto forte i problemi del nostro territorio. E con la Federconsumatori, visto che molti cittadini stanno pensando di non pagare il canone, ancorché il canone sia legato al possesso della televisione e non al fatto che il servizio pubblico si veda o non si veda, pensiamo comunque di organizzare questi cittadini e fornire una tutela legale perché sia chiaro che noi vogliamo pagare le tasse ma vogliamo anche vedere la televisione. Non pagare il canone è una forma di protesta che vuole accendere i riflettori sul nostro territorio e sul fatto che vogliamo vedere il servizio pubblico. Ben venga il fatto che il calcio ha fatto riesplodere il problema, e ci permetterà di andare al tavolo in Regione in maniera più forte. Però ricordiamo che la televisione non è importante sol o per il calcio ma per tutti i servizi che può offrire”.

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