Basket. Capitan Stefano Rossini lascia i Titans

BasketSan Marino Sport

18 luglio 2012, 21:34

Basket. Capitan Stefano Rossini lascia i Titans

Era il 17 maggio 2009 e nell’inospitale Massalombarda i Titans si giocavano il playout salvezza al termine del primo anno di una gestione, quella Del Bianco–Podeschi, che si rivelerà poi la scelta societaria più azzeccata del nuovo secolo – si legge in una nota della società titana -.

72-69 Massa a -9” dalla sirena, servono 4 punti in un battito di ciglio, o almeno 3 per l’overtime.

Capitan Rossini, vista l’intenzione dell’avversario di commettere un fallo che concederebbe solo due liberi, organizza un’astuta conclusione da metà campo, i liberi a sua disposizione diventano 3 a 4” dalla sirena, ghiotta occasione per pareggiare.

Dentro i primi due, il terzo esce lungo, rimbalzo offensivo del Capitano con lacrima alla Navarro da centro area, arriva addirittura il sorpasso a -3”, ma soprattutto arriva la salvezza di un gruppo che da lì migliora anno dopo anno e costruisce la vittoria in campionato di due mesi fa.

Per raccontare il Capitano ci sarebbe una lista piena di episodi come quello di Massa 2009.

Basket emozionale, una forma evoluta di pallacanestro che associa tecnica ad emozioni, in Repubblica sarà impossibile trovarne un interprete pari a Stefano Rossini, bandiera dei Titans e della Nazionale.

Career high sul parquet di Medicina, dove è sempre stato punitivo, 34 punti nel febbraio 2008, 30 due stagioni più tardi ed altrettanti l’anno successivo.

Aggregato alla prima squadra a 16 anni (“ero un ragazzino ma in campo dovevo già ragionare da adulto”), qualche anno di esperienze fuori confine (“ricordo in particolare con affetto gli anni ad Ancona, Catania, Giulianova e Riccione”) poi finalmente nel 2001 il rientro in pianta stabile in Pallacanestro Titano (“è stato e sarà il più grande amore della mia vita”).

Dalla prossima stagione Stefano Rossini non sarà più ai Titans, prima o poi doveva succedere che il bene dei biancazzurri non passasse più per le mani del trentottenne Capitano (“di istinto non mi capacitavo”), il Coach ed il Presidente hanno toccato le corde giuste fino alla piena condivisione della scelta (“hanno motivato la decisione, ed alla fine sono d’accordo con loro, io non sono uno che con 10 minuti di spazio riesce ad esprimersi”), ma non cercate subito un clone (“io sono unico, come ognuno”).

Curioso il destino che lo lega ad un altro classe ’74 doc (“fatte le debite proporzioni, io e Alex Del Piero accomunati dalla stessa sorte, lasciamo da Capitani coraggiosi e vincenti”), nessuna intenzione di mettersi dietro una scrivania dirigenziale (“io sono ancora un giocatore”), la società Pallacanestro Titano lo nominerà Capitano ad Honorem (“ma non so se avrò la forza d’animo di assistere già alle prime partite della prossima stagione”), come hanno da sempre decretato i tifosi e gli appassionati sammarinesi (“li ringrazio di cuore per avermi supportato per tutta la carriera, in particolare il loro affetto nei recenti playoff ed agli europei mi ha emozionato”).

Ross è un Titano e non importa quale divisa indossi, é un Titano a vita, e lui lo sa.

Prima o poi doveva arrivare l’inevitabile cambio generazionale, che arrivi ora dispiace a tutti, tranne a qualcuno su a Medicina.

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