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Prostituzione, in vigore la nuova ordinanza. Si punta su reati collegati

Rimini

29 giugno 2012, 17:49

Prostituzione, in vigore la nuova ordinanza. Si punta su reati collegati

alla base del nuovo testo, anche recenti sentenze della Corte Costituzionale in relazione ai diversi reati collegati al fenomeno della prostituzione su strada: sfruttamento della prostituzione, atti osceni, adescamento, circonvenzione d’incapace, violenze sessuali private, disturbo della quiete pubblica, risse, ecc….
L’ordinanza, che per sua natura deve avere i caratteri della contingibilità e dell’urgenza, sarà in vigore fino al 15 ottobre e si concentrerà, come la precedente, sulle aree critiche del territorio.
E’ vietato, recita l’ordinanza, “porre in essere comportamenti diretti in modo non equivoco a offrire prestazioni sessuali a pagamento su Viale Regina Elena, Viale Regina Margherita, Viale Principe di Piemonte, Via Cavalieri di Vittorio Veneto, Via Losanna, Via Guglielmo Marconi; su tutta la Strada Statale 16” dal confine con il Comune di Bellaria-Igea Marina a quello con il Comune di Riccione; in Piazzale Cesare Battisti, Via Dardanelli, Piazzale Carso, Via Principe Amedeo; in Via Varisco e nelle aree adiacenti a tutte le suddette strade.
Comportamenti consistenti – prosegue l’ordinanza – nell’assunzione di atteggiamenti di richiamo, d’invito, di saluto allusivo, nel mantenere abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo, nel mostrare nudità, ingenerando la convinzione di esercitare la prostituzione. La violazione si concretizza con lo stazionamento della persona, con l’adescamento di clienti e l’intrattenersi con essi o con qualsiasi altro atteggiamento o modalità comportamentali, compreso l’abbigliamento, che possano ingenerare la convinzione che la stessa stia esercitando la prostituzione.
L’Ordinanza vieta inoltre di richiedere informazioni a soggetti che pongono in essere questi comportamenti e dii concordare con gli stessi l’acquisizione di prestazioni sessuali a pagamento.

Restando valida l’applicazione delle sanzioni penali e amministrative previste dalle vigenti disposizioni legislative e regolamentari, la violazione dell’ordinanza è sanzionata con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 300 a € 500.
L’inosservanza all’ordine impartito di cessare immediatamente il comportamento illecito e di allontanarsi da tutte le vie, luoghi ed aree in cui vigono i divieti previsti dall’Ordinanza comporta la denuncia all’Autorità Giudiziaria ai sensi dell’art. 650 del Codice penale per “inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”.

Commenta il sindaco Gnassi, che ha firmato l’ordinanza: “Di fronte alle lacune di una legislazione nazionale, come Comune di Rimini ci siamo impegnati a mettere in campo nuovi strumenti giuridici a disposizione delle forze dell’ordine per rendere più incisiva ed efficace l’azione quotidiana di contrasto a un fenomeno odioso come la prostituzione in strada.
Un fenomeno radicalmente cambiato. Oggi i racket sono gestiti dalla criminalità e allo sfruttamento della persona spesso si accompagna la riduzione in schiavitù. L’ “attività” di prostituzione si manifesta poi con l’occupazione di vere e proprie parti della città dove le famiglie vivono. Un fenomeno odioso, che per come si esprime ha conseguenze sul vivere civile, sull’ordine pubblico e la sicurezza della nostra comunità, generando, per l’estensione del fenomeno in alcune aree della città, preoccupazione e allarme nella collettività e pregiudicando oggettivamente e fortemente le condizioni di vivibilità dei cittadini per i quali costituisce elemento di grave turbativa e insicurezza.
Già in un passato più che recente, ci si è trovati di fronte ad atti osceni in luogo pubblico, sfruttamento, degrado, arroganza, totale sprezzo del rispetto di bambini e cittadini, con gravissimi effetti dell’invadente fenomeno sulla sicurezza pubblica.
Ciò genera tra residenti e turisti un senso di abbandono in quanto l’attività di prostituzione in strada e le modalità di esercizio limitano l’utilizzo degli spazi in aree pubbliche, densamente popolate e frequentate anche da nuclei familiari con minori di età. Disagio, ma anche allarme dato da intenzioni preannunciate di far fronte alla prostituzione con forme spontanee ed autogestite di controllo del territorio. Segnali sbagliati ma non per questo meno preoccupanti”

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