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Il consiglio approva il regolamento Imu. Critiche dal PdL, precisazioni su Onlus

PoliticaRimini

15 giugno 2012, 16:43

Il consiglio approva il regolamento Imu. Critiche dal PdL, precisazioni su Onlus

Confermate le aliquote Imu allo 0,5% sulla prima casa con una aumento allo 0,6 per quelle di lusso. Sulla seconda casa si pagherà invece lo 0,99 con un aumento all’1,06 per le più pregiate. Con questi aumenti dell’ultima ora, che dovrebbero riguardare un centinaio di abitazioni, si dovrebbe creare un fondo per l’handicap. Intanto oggi il comune ha cercato di fare chiarezza sulla questione dell’Imu per le Onlus non più automaticamente esentate come accadeva con l’Ici: “la scelta – spiega l’amministrazione – di non applicare fin dalla prima rata l’esenzione è stata determinata dalla persistente incertezza del quadro normativo”. Il comune effettuerà nei prossimi mesi un’analisi approfondita per verificare quali siano le realtà che fanno parte dell’universo delle Onlus e valutare l’eventuale ammontare dei benefici che potrebbero essere rimborsate con la rata di settembre. Intanto sulla manovra arrivano le critiche del PdL: ci saremo aspettati molto di più, in particolare una maggiore sensibilità per le tante famiglie proprietarie di un unico immobile adibito ad abitazione principale dice il consigliere Mauro. Mentre per la Moretti si tratta di un bilancio esageratamente precauzionale e basato esclusivamente sulle tasse.

“Come Popolo della Libertà – scrive Gennaro Mauroci saremo aspettati molto di più, in particolare una maggiore sensibilità per le tante famiglie proprietarie di un unico immobile adibito ad abitazione principale, composte da disoccupati, anziani non autosufficienti o disabili. Abbiamo chiesto con insistenza un aliquota IMU più bassa o maggiori detrazioni, ma non é stato concesso nulla. Lo stesso vale per gli artigiani, commercianti o imprenditori del settore industria che hanno acquistato con mutuo bancario il capannone dove viene svolta l’attività; anche per loro nessuna riduzione della tassazione, nonostante la grave crisi economica che ha fortemente ridotto le commesse di lavoro, la mancanza di liquidità dovuta anche ad un’atteggiamento incomprensibile di molte banche e i tanti posti di lavoro a rischio.

In materia di addizionale IRPEF avevamo chiesto l’elevazione della soglia di esenzione da 15.000 a 20.000 euro : chiesto ma non concesso.

In materia di Tassa di soggiorno abbiamo chiesto che il flusso di informazioni da strutture alberghiere a Comune avvenisse esclusivamente a mezzo informatico al fine di agevolare e ridurre l’impiego di personale del Comune sulla gestione amministrativa di tale tributo, ma la risposta della maggioranza è stata sempre no.

Nulla è stato prodotto in termini di riduzione della spesa, neanche difronte alle argomentate tesi sostenute dagli esponenti del Popolo della Libertà e degli altri partiti della minoranza. Ci sono dei servizi a domanda individuale dove il raffronto tra costi e ricavi grida vendetta, come si fa ad ipotizzare che la fruizione degli impianti sportivi riminesi a fronte di un costo di circa 3 milioni di euro determinano un introito di solo 400 mila euro? Molti altri sono i servizi che presentano degli assurdi squilibri tra costi e ricavi.”

La Giunta ha voluto approvare un bilancio previsionale esageratamente precauzionale – scrive Giuliana Morettibasato esclusivamente sulle tasse imposte ai Riminesi.
Non ha voluto andare incontro alle fascie più deboli ed ha bocciato tutti quegli emendamenti che chiedevano un occhio particolare per gli anziani,al le famiglie numerose, i separati e divorziati in difficoltà , coloro che hanno contratto un mutuo, gli invalidi, l’handicap, le imprese in difficoltà e nemmeno le cooperative che svolgono un azione sociale sul nostro territorio.
L’unico emendamento accolto è stato quello del Sindaco che ha aumentato la tassazione sulle case di Lusso.
L’unica speranza che ancora nutriamo e che visto che il regolamento sull’IMU è modificabile fino al 30 settembre, l’amministrazione decida di introdurre le agevolazioni nei prossimi mesi. Continueremo a chiederlo e a tenere la lente puntata affinchè si possano fare economie tali da poterle introdurre.”

La Moretti critica anche le scelte sui servizi scolastici perché si è deciso di applicare uno sconto del “10% a chi ha due figli iscritti nelle scuole comunali e lo stesso sconto si applica anche a chi ne ha tre, non tenendo conto del carico famigliare maggiore.”

L’IMU per i Riminesi sarà una vera e proprio stangata di 76 milioni di euro – dice il consigliere del PdL Gioenzo Renzi che domani dalle 9 alle 13 sarà in piazza tre Martiri con un banchetto di protesta – Tra il 2008 e il 2011 l’importo ICI a carico dei Riminesi era di 34 milioni di euro. Con l’IMU sarà di 76 milioni, cioè 42 in più (+ 120%), di cui 51 rimarranno al Comune e 25 andranno allo Stato.”
Renzi ricorda anche la scelta del comune di “aumentare del 25% l’aliquota sulla prima casa (dallo 0,4% allo 0,5% ) e del 30% su tutti gli altri immobili (dal 0,75% allo 0,99% ). Invece di tagliare la spesa corrente del Comune, per evitare questa stangata, ha previsto addirittura il suo aumento di 2,9 milioni per il 2012 rispetto al 2011, da 127,2 a 130,1 milioni di euro.”

La nota del comune sulle Onlus

La scelta di non applicare fin dalla prima rata l’esenzione delle ONLUS dal pagamento dell’ IMU è stata determinata dalla persistente incertezza del quadro normativo, che contiene disposizioni non ben coordinate tra loro.

Precendentemente, l’esenzione era prevista dal Regolamento ICI, perché resa possibile con sicurezza dal D.Lgs 460/97, che disponeva “i Comuni possono deliberare nei confronti delle Onlus la riduzione o l’esenzione dal pagamento dei tributi di loro pertinenza….”.

Viceversa, ora, l’impianto della Legge sull’ IMU crea un generale irrigidimento nella concessione di qualsiasi agevolazione, soprattutto con riferimento alla quota a favore dello Stato, che può non essere versata solo se lo stesso Stato rinuncia espressamente.

Nel caso delle ONLUS non solo non ha rinunciato, ma nella Circolare del MEF n. 3 del 18 maggio 2012, si ribadisce che “…l’esenzione non può operare nei confronti della quota d’imposta riservata allo Stato”, lasciando, ancora una volta, i Comuni con molti dubbi sul regime agevolativo applicabile.

Conseguentemente il Comune nell’ associarsi alle richieste del settore, totalmente condivise, sta lavorando per valutare quale possa essere il massimo dei benefici legittimamente concedibili, operando, altresì, un’attenta valutazione di quali siano le realtà che fanno parte dell’universo delle Onlus (è cosa nota che in questo mondo sono presenti, a volte, anche le fondazioni bancarie o assicurative, che potrebbero possedere patrimoni consistenti), nonché quali possano essere le ricadute finanziarie sull’ Ente.

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