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mer 20 giu 2012 15:31 ~ ultimo agg. 00:00
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Questa mattina c’è stata la presentazione del volume.

Il momento è di quelli in cui di sprechi o gestioni più accorte di denaro si parla in ogni ambito. Ma il pensiero di scrivere il libro covava da tempo nell’autore, e solo una caduta da sci, e l’inattività che ne è conseguita per qualche mese, ha fatto sì che questo “Dossier Romagna” nascesse oggi, racconta Bonfiglio Mariotti. Dove finiscono i soldi della Regione? Si chiede nel libro l’imprenditore. “Gli abitanti della Romagna sono il 25% del totale regionale, ma a ciò non corrisponde un’uguale percentuale in termini di risorse erogate” spiega Bonfiglio Mariotti.

Aiutato da un ricercatore universitario, ha raccolto dati in ogni settore per dimostrare le discriminazioni del presunto centralismo bolognese. Degli 80 milioni erogati nel 2011 per i tecnopoli universitari dell’intera regione, per esempio, a Rimini è arrivato solo il 9.2%.
Non d’accordo con tutte le tesi del libro, ma col tipo di riflessione a cui questo richiama, il presidente della provincia Stefano Vitali, autore della prefazione, secondo cui, se non c’è bisogno di una regione Romagna, di una provincia unica romagnola invece sì. Vitali che in questi giorni è tornato a invocare un’uscita dal patto di stabilità per salvare i territori. “Vitali scrive che sono stato corraggioso in questo libro” osserva Mariotti. “Io ho sentito ieri il suo intervento in Confindustria. Credo che lui sia più coraggioso di me” .

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