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Assemblea Confindustria. Focchi: turismo e industria insieme per uscire da crisi

EconomiaProvincia

19 giugno 2012, 19:09

Assemblea Confindustria. Focchi: turismo e industria insieme per uscire da crisi

E’ un’industria ancora in grande sofferenza quella che emerge dall’indagine svolta da Confindutria tra i suoi associati. Nei prossimi mesi gli ordini diminuiranno per il 42% degli interpellati. Per il 33% la produzione sarà in calo, solo per 15% in crescita.
Dati inquietanti anche sul fronte occupazione, dove non accenna ad arrestarsi la contrazione. Nell’84% dei casi gli imprenditori segnalano una forte restrizione del credito. Situazione confermata dai dati di Banca d’Italia. Dal marzo 2011 al marzo di quest’anno gli impieghi verso le imprese riminesi sono diminuiti dei 200milioni di euro. Una svolta, dicono gli industriali, potrebbe arrivare dalla fine del commissariamento della Carim. Il pil prodotto dall’industria sul territorio è del 23%, 6-7 punti in meno della media nazionale, eppure, e i dati sono di una ricerca firmata dal professor Vergallo, dimostrano che è il settore manifatturiero, e non il turismo come erroneamente spesso di pensa, a dare maggiore occupazione in provincia.
Emerge un’industria non marginale, ma trainante. Sono due i perni dell’economia locale: turismo e industria entrambi con margini di miglioramento. Due potenti motori di sviluppo – sostiene il presidente degli industriali Focchi – che fin’ora sono andati su strade parallele, ma che in questo momento di crisi devono fare un cammino insieme. Il presidente invita ad un cambiamento di rotta perché “Non bastano più gli sforzi singoli, non è più tempo di polemiche”.
Entrambi i settori hanno bisogno di infrastrutture moderne e – invoca Focchi – di un’amministrazione attenta e di una burocrazia amica, certa nei tempi e nelle interpretazioni”. Tre le parole chiave rilanciate dagli imprenditori: crescita, cambiamento e riforme da applicare nelle tre aree strategiche per superare la crisi: stato, con la riduzione delle tasse in testa, mercato e imprese, che non devono arrendersi ma innovarsi e crescere. Focchi parla di imprenditori riminesi dall’ottimismo creativo, vera molla per uscire dalla crisi.

Sono stati eletti come membri della Giunta di Confindustria Rimini per il biennio 2012-2014: Bruno Tani, Linda Gemmani, Alessandro Annibali, Bruno Morandi, Paolo Recca, Giovanni Panciroli, Daniele Torcolacci, Biagio Amati, Orfeo Grossi, Paolo Rambaldi, Giorgio Forlani, Riccardo Zannoni, Bruno Vernocchi.
E’ stato riconfermato il Collegio dei revisori contabili e dei probiviri.
Come nuovo Presidente della Piccola Industria di Confindustria Rimini è stato eletto l’imprenditore Remo Lucchi.
In occasione dell’Assemblea sono stati premiati gli iscritti all’Associazione da 60,50,40 e 30 anni.
Per i 60 anni le imprese: Antoniacci Tino, Galli Geom. Antonio, Mariani Srl, Ravagli Srl.
Per I 50 anni: Lucchi Srl. 40 anni: F.Lli Anelli Snc e Industrie Valentini Spa. 30 anni: Teresina Impresit Srl.

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La relazione del presidente Focchi:

NON E’ PIU’ TEMPO DI SEPARATEZZE
IL RILANCIO DI RIMINI PASSA PER INDUSTRIA E TURISMO

All’Assemblea di Confindustria Rimini attenzione su crescita, cambiamento e riforme

“L’economia riminese si fonda su due potenti motori per lo sviluppo: l’industria e il turismo.
Due motori che fino ad ora sono andati su due strade parallele, ma che ora, per superare questo momento di crisi e scommettere sul futuro, devono fare un cammino insieme.
Abbiamo sempre condiviso una capacità positiva di lavoro che non conosce ostacoli, una flessibilità e un’intraprendenza creativa. Dobbiamo partire da un orgoglio comune per tutto ciò che abbiamo fatto.
Non bastano più gli sforzi singoli, non è più tempo di separatezze e polemiche, ma di una capacità costruttiva a favore di tutti.
E’ questo il cambiamento che chiediamo a noi stessi e agli altri interlocutori del territorio.
Da una parte un cambiamento dell’immagine che abbiamo dell’industria, che è da considerare non marginale ma trainante. Dall’altra un salto nella capacità di collaborazione stretta tra turismo, industria e istituzioni: questa può essere la molla fondamentale per il nostro futuro”.

Sono parole di coesione e stimolo alla collaborazione quelle usate dal Presidente di Confindustria Rimini Maurizio Focchi, in occasione dell’Assemblea annuale dei soci che si svolge oggi, martedì 19 giugno, presso il Palacongressi di Rimini.

Il Presidente, Focchi, infatti, nella sua relazione focalizza l’importanza dei due comparti per tutto il territorio. Citando la ricerca realizzata dal Prof. Luigi Vergallo sul tessuto economico riminese, il Presidente ricorda che la visione comune (fuori e dentro Rimini) dà come forza economica maggioritaria il turismo mentre alla manifattura viene riservata una presenza marginale.
Un’idea che si è consolidata negli anni e viene da molto lontano, ma non corrisponde alla realtà come dimostrano i dati (consultabili nella relazione del Presidente allegata al presente comunicato) della ricerca del prof. Vergallo.

“Dai numeri – continua il Presidente Focchi – è chiaro che sia il turismo che l’industria hanno ampi margini di miglioramento. Ma entrambi hanno bisogno di infrastrutture moderne e di un’amministrazione attenta alle esigenze di tutti gli imprenditori con una burocrazia amica, certa nei tempi e nelle interpretazioni.
Il nostro territorio ha come vocazione l’accoglienza e può applicarla a favore dei turisti e anche delle imprese. Per fare questo dobbiamo mettere al primo posto l’attenzione ad uno sviluppo sostenibile che abbia come valori l’ambiente, il bello, il benessere dei cittadini, uno stile di vita in sintonia con le risorse naturali.
Con questo spirito sono convinto ci possano essere ampi spazi di collaborazione tra mondo del turismo e dell’industria partendo da alcune sinergie concrete”.

Tre le parole chiave che devono costituire la molla personale e sociale per un futuro di sviluppo per tutti: CRESCITA, CAMBIAMENTO, RIFORME.
Concetti basilari che vanno applicati nelle tre aree strategiche in cui occorre intervenire per superare la crisi, STATO, MERCATO ED IMPRSE. Nello specifico:

lo STATO deve riformarsi su: snellimento della burocrazia e riduzione tasse; Giustizia, presidio del territorio; Infrastrutture; Formazione (Università, Scuole Superiori).

Il MERCATO deve riformarsi su: liberalizzazioni e mercato dell’energia; Mercato del lavoro; Mercato finanziario, credito, pagamenti tra privati e tra P.A.

Le Imprese devono riformarsi su: innovazione/formazione; Internazionalizzazione; Crescita dimensionale/reti d’imprese.

Dai dati dell’indagine economica effettuata fra gli associati di Confindustria Rimini, emerge che nei prossimi mesi la produzione sarà in crescita per solo il 15% degli imprenditori intervistati mentre per il 33% sarà in calo. Gli ordini totali sono in diminuzione nel 42% dei casi e l’occupazione è ancora in contrazione. Il “credit crunch” resta il tema centrale per la sopravvivenza delle imprese e gli associati segnalano una restrizione del credito nell’84% dei casi.
A marzo 2012 rispetto a marzo 2011 nella nostra provincia si segnala una diminuzione degli impieghi verso le imprese di 200 Milioni di euro.

“La crisi che viviamo- conclude il Presidente Focchi nel suo discorso – non è fatta solo di numeri e grandi decisioni, ma sta intaccando anche la nostra realtà sociale e personale. Mai siamo stati tanto legati alle vicende generali e le conseguenze della crisi le viviamo nelle difficoltà di tutti i giorni.
Difficoltà che ci stanno portando a vivere questi anni con preoccupazione, ansia e in alcuni casi vera e propria angoscia con conseguenze sociali e umane, per gli imprenditori e i loro collaboratori, a volte drammatiche.
Per fortuna viene a galla in questi momenti la personalità che contraddistingue la maggioranza degli imprenditori, che si identifica pienamente con un progetto d’azienda e dedica ogni sforzo per tornare al profitto e creare nuove opportunità.
Questo ottimismo creativo è la risorsa che si sta mobilizzando per far sopravvivere il progetto dell’azienda. E salvare l’azienda significa salvare una storia, un patrimonio di conoscenze di persone, insomma un bene comune.
Ecco perché, pur non idealizzando la categoria, sono convinto che gli imprenditori non si stanno tirando indietro rispetto alle loro responsabilità aziendali e sociali”.

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