Al Panathlon si è parlato di ‘Rimini e il mare-I ragazzi del Parsifal’

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27 giugno 2012, 15:29

Il profumo del mare questa volta lo si sentiva davvero, era a pochi metri di distanza. La location della conviviale di giugno del Panathlon, infatti, è stata il ristorante Barafonda in zona Darsena a Rimini, a due passi dall’acqua – si legge in una nota del Panathlon Club Rimini -. Non un caso. Il rapporto tra Rimini e il mare è stato al centro di una discussione dai grandi contenuti che aveva come ospiti il presidente del Club Nautico, Pietro Palloni, e il Contrammiraglio Aleardo Maria Cingolani. Titolo della serata “Rimini e il mare – I ragazzi del Parsifal”.

“Mi pare sia il momento giusto per ricordare questa tragedia riminese e italiana – dichiara Pietro Palloni -. Sono passati più di 15 anni dai fatti (era il 1995) e il momento è adatto. Rimini città di mare? Non sono d’accordo, anche se proseguendo esattamente dritti dal porto sapete dove si arriva? A Venezia. Coincidenza, ma certezza invece che gli italiani, al contrario del detto, non sono un popolo di navigatori. Santi e poeti forse, navigatori un po’ meno checché se ne pensi”.

Al contrario del resto dell’Europa…
“In Europa contiamo davvero tante piazze principali sul porto, in Italia no e Rimini non fa
eccezione. Per questo dico che non è una città di mare”.

L’ammiraglio Aleardo Cingolani parla con trasporto della sua Rimini…
“Vero, Pietro Palloni dice che in questo momento siamo solo una città ‘sul mare’. È passato del
tempo, ma eravamo una città ‘di mare’. Fino agli anni ’70 le Scuole marittime facevano parte del
nostro ‘paesaggio’ e parlo, per esempio, della Navigare Necesse. Dobbiamo tornare a essere una
città di mare, Rimini ha avuto anche tradizione di eroi militari. Parlo tra gli altri del Conte Zavagli, dell’Ammiraglio Scialdone, di Capitan Giulietti…”

Appassionato il racconto della tragedia del Parsifal.
“Fu costruito nel cantiere navale Carlini, l’armatore era milanese e l’architetto era Sciarrelli di Trieste. Pensata come imbarcazione da crociera, fu utilizzata anche con l’intenzione di partecipare a gare veloci. Il Parsifal fu iscritto a una grande regata internazionale, la Transat. Si partiva da Sanremo e l’equipaggio era composto da campioni, gente sicura di quello che faceva. Sono però partiti nelle condizioni peggiori possibili, prendendo in pieno il maestrale del Golfo del Leone. Attraversandolo direttamente”.

Poi la tragedia…
“Qualcosa non ha funzionato, la barca si è messa di traverso col vento a imperversare. Si sono
aperte falle d’acqua ed è stato l’inizio della fine, è sparita in pochissimo tempo. La situazione dei soccorsi ha poi complicato le cose, perché il punto in cui si è verificata la tragedia era al limite estremo delle competenze francesi. Proprio i francesi sono intervenuti all’inizio senza accettare l’aiuto di nessuno”.

I primi tentativi di recupero non sono andati a buon fine…
“I vivi in acqua stavano soffrendo, era novembre e il rischio ipotermia era elevato. I primi tentativi di lancio zattere sono stati sbagliati in misura, poi è arrivata la notte. Finalmente è stato richiesto ulteriore aiuto e i francesi hanno chiamato gli spagnoli, ma alla fine se ne salvarono solo tre tra quei ragazzi. Il giudice non decretò responsabilità”.

È tempo di un ricordo…
“Vogliamo rilanciare il ricordo di questi ragazzi anche con un monumento. In più proponendo attività a livello cittadino e scolastico”.

Il tutto in piena collaborazione con lo stesso Club Nautico, con il Presidente Pietro Palloni che
anche ieri ha ribadito l’idea, e col Panathlon, che ha accolto l’iniziativa e si impegnerà in tal senso.
Il premio Luciano Palma che coinvolge le scuole del circondario in disegni e immagini quest’anno
proporrà agli studenti il tema della marineria e, nello specifico, del Parsifal.

Le ultime parole dell’Ammiraglio Cingolani sono per il porto di Rimini.
“Il nostro canale è diventato un luogo di immondizia, l’idea è quello di recuperarlo, creare banchine in legno per farne una passeggiata continua dal RockIsland ai cantieri. Pensate, solo per fare un esempio, alle barche che potrebbero arrivare fino al Ponte di Tiberio”.

(nella foto, Pietro Palloni, Pasquale Adorante (presidente Panathlon Club Rimini) e Aleardo Maria Cingolani)

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