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gio 31 mag 2012 14:51 ~ ultimo agg. 00:00
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Le indagini in provincia di Rimini, erano partite dal 2006 quando, sotto la lente della guardia di Finanza di Rimini era finito il settore costruzioni. Fu identificata l’attività imprenditoriale artigianale di Michele Pezzone, imprenditore edile di Aversa, che si occupò anche dell’intonacatura degli edifici della nuova questura. Era affiliato al clan dei casalesi.
I 38 immobili confiscati che ora sono di proprietà dello stato, si trovano in Veneto, Lombardia e Campania e valgono 7 milioni di euro. La metà, costruiti di recente a Porto Gruaro.
Nel 2005 Pezzone viveva e lavorava soprattutto nel Bolognese. Le fiamme gialle hanno rilevato la discrepanza tra reddito dichiarato, quasi insufficiente a garantire il sostentamento suo e dei suoi familiari, e il patrimonio immobiliare riconducibile a lui e ad intestatari fittizi.
Pezzone indagato per estorsione, usura e minaccia, nei confronti di imprenditori in emilia-romagna, e veneto, è stato recentemente condannato a 7 anni per i suoi legami con la camorra.
Che i casalesi siano arrivati in Emilia Romagna non è una novità, il pericolo oggi è aumentato rispetto al passato, le aziende sono strozzate e sempre più esposte alla tentazione di svendere le loro attività davanti a tanti soldi in contanti. Il colonnello Gianfranco Lucignano e il comandante Mario Venceslai, hanno ribadito l’importanza della richiesta del Prefetto di Rimini Palomba di una mappatura del territorio e di una banca dati di soggetti sospetti che consenta controlli incrociati da parte di tutte le forze dell’ordine in sinergia per combattere efficacemente le infiltrazioni malavitose in Romagna.

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