sabato 15 dicembre 2018
In foto: Armatori, cooperative della pesca, sindacati e Capitaneria di Rimini hanno fatto il punto ieri sulla questione della sicurezza in mare. Nella riunione è emersa la unanime volontà di intensificare i controlli e di continuare il confronto sul tema.
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mer 13 lug 2011 16:08 ~ ultimo agg. 00:00
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I sindacati, in particolare, hanno chiesto alla capitaneria un impegno importante soprattutto sul controllo del rispetto degli orari di lavoro, specie a partire dal dopo fermo pesca.

La nota della Capitaneria

Nella giornata di ieri si è svolto, presso la sede di questa Capitaneria di Porto, il tavolo sulla sicurezza del lavoro a bordo delle unità da pesca, presieduto da questo Comando, cui hanno partecipato i rappresentanti di tutti gli armatori delle unità da pesca dei porti di Rimini, Riccione, Cattolica e Bellaria, nonché i rappresentanti sindacali dei lavoratori ed i tecnici incaricati di redigere i piani di sicurezza del lavoro a bordo.
Durante tale incontro sono state affrontate le principali problematiche emerse a seguito degli ultimi incidenti che hanno coinvolto il settore della pesca e le criticità evidenziate nel corso dei controlli effettuati dalla Capitaneria di Porto congiuntamente al personale della locale AUSL.
Tutti i partecipanti hanno espresso vivo apprezzamento per la sensibilità della Capitaneria di Porto dimostrata in tale delicata materia, esprimendo unanime consenso alla collaborazione al fine di migliorare la sicurezza del lavoro a bordo delle unità da pesca e ridurre sensibilmente i rischi connessi a tale attività.
Il tavolo si è concluso con il reciproco impegno a collaborare attivamente, ognuno secondo le proprie attribuzioni e competenze, nella direzione indicata da questa Capitaneria di Porto, la quale ha ribadito il proprio impegno a vigilare costantemente al fine di mantenere alto il livello di attenzione in tale ambito.
Questa Autorità Marittima ha infine manifestato la propria disponibilità a riconvocare nuovamente il tavolo, sulla base dei futuri sviluppi, al fine di monitorare i progressi effettuati e le eventuali difficoltà incontrate.

La nota della Flai Cgil

Si è tenuta ieri mattina, 12 luglio, in Capitaneria di porto a Rimini la riunione, sulla sicurezza sul lavoro a bordo delle imbarcazione da pesca, di tutti i soggetti che si occupano di pesca in provincia di Rimini, .
Erano presenti rappresentanti di tutte le cooperative dei pescatori delle nostre marinerie, oltre ai tecnici della sicurezza che aiutano gli armatori ad applicare la normativa in materia di sicurezza, ed il Sindacato.

Si è innanzitutto condiviso che è necessario avviare i lavori delle “Commissioni Territoriali per la prevenzione, igiene e sicurezza a bordo” anche per il settore della pesca.  Queste commissioni, che si occupano di visite a bordo delle imbarcazioni e possono anche fare proposte Ministero, sono già attive da tempo nel settore dei trasporti marittimi, ed ora stiamo chiedendo che vengano integrate con le rappresentanze del settore pesca. L’obiettivo è di avere un tavolo che riunisca periodicamente chi si occupa di sicurezza a bordo dei motopesca, e che si faccia carico di elevare le condizioni di salute e sicurezza dei pescatori.

Dalla riunione di ieri è infatti emersa una intensificazione dell’attività e dei controlli della stessa Capitaneria su queta materia, che proseguirà anche nei prossimi mesi; e da parte delle rappresentanze degli armatori è stato descritto un miglioramento, rispetto ad anni addietro, dell’attenzione posta sulla sicurezza del lavoro a bordo e quindi delle condizioni di sicurezza stesse. Certo il periodo di crisi economica che stanno attraversando le imprese di pesca in questi mesi non aiuta a fare investimenti, e questo lo si paga anche sul fronte della sicurezza.

Per parte sindacale abbiamo apprezzato l’impegno della Capitaneria nei controlli, sottolineando la necessità che questi continuino soprattutto sul fronte del rispetto degli orari di lavoro, a partire dal dopo fermo. Infatti il decreto che stabilirà il fermo pesca del 2011, in discussione al Ministero il 14 luglio, sembra che prevederà come negli anni passati una limitazione delle giornate di pesca nei due mesi successivi al fermo stesso; ma non appena questa limitazione verrà a decadere, e quindi saranno lavorabili 5 giorni su 7, si rischia che le barche stiano in mare ben oltre le 72 ore settimanali massime previste per legge.
La stanchezza dei lavoratori è una delle principali cause di rischio d’inforturni.

Anche dalla stessa Capitaneria di Porto è partito l’invito alle rappresentanze di armatori e lavoratori seduti ieri al tavolo, a continuare il confronto sulla materia anche al di fuori dei Tavoli indetti dalla Capitaneria stessa, in modo da costruire proposte condivise che vadano a migliorare la valutazione dei rischi sul lavoro della pesca, e le conseguenti soluzioni per attenuarli.
E’ già emerso ieri, ad esempio, che è indispensabile che chi redige il Documento di Valutazione dei Rischi, e chi deve essere consultato in proposito, possa vedere il lavoro nel suo svolgimento, mentre la normativa non consente l’accesso a bordo, soprattutto in navigazione, a nessun’altro che non sia l’equipaggio: questo è ad esempio un limite normativo cui bisogna trovare una soluzione. Come si possono dare consigli per rendere più sicuro il lavoro, se lo si conosce solo per sentito dire?!  
Sono state fatte inoltre proposte sulla formazione ed aggiornamento degli equiapggi, o sulle esercitazioni da fare a bordo……

Il sindacato, insomma, sul fronte della collaborazione con le rappresentanze armatoriali e con le Istituzioni ribadisce di essere a disposizione. Si tratta ora di mantenere la giusta tensione sull’argomento e proseguire il confronto appena avviato.

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