domenica 16 dicembre 2018
In foto: "Sono davvero contento di esser stato chiamato in una delle tre più grandi realtà, assieme a Boston e a San Antonio" ha detto il coach sul suo prossimo impegno sulla panchina dei Los Angeles Lakers. "Vado innanzi tutto per capire e strada facendo vedrò che posso fare".
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ven 8 lug 2011 09:15 ~ ultimo agg. 00:00
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C’è una scuola di pensiero che sostiene che gli allenatori vadano giudicati per come lavorano in allenamento -si legge in una nota dell’Ufficio Stampa di San Patrignano-.

Vedendo oggi Ettore Messina nella palestra di San Patrignano guidare i giovani partecipanti allo “Sport High School” non c’è allora il minimo dubbio sul perché abbia fatto tanta strada nel basket europeo tanto da arrivare al’Nba dove il prossimo anno sarà assistant coach ai Los Angeles Lakers.

Non si è minimamente risparmiato nei confronti dei ragazzi, riprendendoli per i loro errori e lodandoli più volte per le loro capacità. «So solo lavorare così – ha spiegato il tecnico – una volta entrato in palestra, che siano giovanili o prima squadra, non posso fare altro che dare tutto me stesso».

Per lui un gradito ritorno a San Patrignano chiamato da Carlton Myers che guida l’agenzia B- Side, organizzatrice del camp che si concluderà domenica: «Mi ha invitato il mio nemico storico e non potevo non venire, avendo già saltato il suo addio a causa di un impegno che non potevo rinviare. Mi fece però davvero piacere il suo invito, anche perché in realtà insieme abbiamo anche vinto qualcosa di importante come l’argento agli europei con la nazionale. Fra l’altro per me è stato un grande piacere tornare in comunità. Ero già venuto più di dieci anni fa per un clinic, ma l’unica cosa che ricordavo di allora era la comunità, ben diversa da oggi, e i suoi ragazzi».

Per il tecnico poi il pranzo insieme ai ragazzi della comunità e ad Andrea Muccioli, responsabile di San Patrignano e grande appassionato di basket. Per Messina un motivo in più per sbottonarsi sulla sua prossima avventura in Nba: «Sono davvero contento di esser stato chiamato in una delle tre più grandi realtà, assieme a Boston e a San Antonio. Vado innanzi tutto per capire e strada facendo vedrò che posso fare. Sarà un’esperienza complicata ma estremamente interessante. Quel che mi piace di questa avventura è che non devo pensare a che squadra voglio costruire, ma che mi potrò dedicare in toto al lavoro in palestra». E a San Patrignano ha dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, di saperlo fare con grande passione.

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di Roberto Bonfantini
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