martedì 11 dicembre 2018
In foto: Sia a livello nazionale che locale, il settore agricolo continua a versare in una crisi costante. Una crisi che allontana sempre più i giovani dalle campagne: se in Italia se ne conta appena uno ogni 13 agricoltori, in Francia e Germania rappresentano invece il 30% degli occupati. Abbiamo cercato di fare il punto con il presidente della Confederazione Italiana Agricoltori.
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mar 12 lug 2011 15:19 ~ ultimo agg. 00:00
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Per tracciare bilanci i tempi non sono ancora maturi, ma all’occhio degli esperti anche questo 2011 sembra mostrare preoccupanti criticità per l’agricoltura riminese. Anche se ci sono, per fortuna, settori in controtendenza. “Ci sono buoni risultati sia per quantità che per qualità in campo cerealicolo – spiega Valter Bezzi, presidente della Cia di Rimini – benchè ancora non ci siano i numeri definitivi. Altri settori di punta dell’agricoltura riminese sono però in sofferenza: si tratta di quello orticolo e di quello vinicolo.”
I motivi? Da una parte la crisi di mercato e dall’altra le problematiche legate al batterio coli che hanno avuto ricadute pesanti in campo orticolo, settore dove il 40-55% della produzione regionale viene da Rimini.
In questo quadro si inserisce il mancato accordo, a livello nazionale, tra produttori e grande distribuzione sulla condivisione di regole capace di dare maggiori garanzie agli agricoltori. “Si tratta di un tavolo che non riesce a chiudersi positivamente – dice Bezzi – e questo accentua le difficoltà del settore.”
CIA chiede poi anche altri interventi. “In questo momento – racconta il presidente – per alcuni generi come le pesche sarebbe necessario investire qualche risorsa per ritirare dal mercato almeno alcune calibrature per diminuire l’offerta e migliorare le liquidazioni ai produttori agricoli.”
Questo a livello nazionale, ma anche a livello locale si potrebbe fare di più. “Abbiamo sollecitato da tempo – spiega Bezzi – l’ufficio agricoltura provinciale e il Caar per cercare di mettere in fila un possibile percorso per la costituzione di una OP Agricola presso il Centro Agro Alimentare di Rimini. Perchè, anche rispetto alle crisi di mercato, ci sono degli automatismi che l’UE garantisce per salvaguardare il reddito dei produttori. Speriamo di poter raggiungere in tempi brevi questo importante obiettivo.”
I vantaggio dell’adesione ad una OP (Organizzazione Produttori) è quello di contribuire a creare una maggior quantità di prodotto da commercializzare, che porta a maggior potere contrattuale.

Poi, oltre all’aspetto primario della produzione, cosa ne sarebbe del paesaggio dell’entroterra riminese senza vigneti e oliveti si chiede Bezzi. Un tema sul quale anche la provincia (che oggi ha ospitato un Tavolo Verde con i produttori) sta lavorando. “Siamo prorpio in fase di revisione del PTCP per via dell’ingresso dei 7 comuni dell’Alta Valmarecchia e abbiamo deciso di cogliere l’occasione per andare a rivedere le normative urbanistiche per tutelare maggiormente il territorio agricolo in funzione dei produttori.”

Newsrimini.it

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