domenica 16 dicembre 2018
In foto: E' un giovane imprenditore il 23/enne arrestato con l'accusa di aver ucciso la nonna della sua fidanzata a Roma, lo scorso 7 giugno. Il presunto assassino ha detto di essere stato ''guidato dalle voci'' per compiere il delitto. L'omicida era riuscito ad entrare nell'appartamento della vittima il giorno del suo compleanno, presentandosi con un pacco.
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sab 18 giu 2011 18:47 ~ ultimo agg. 00:00
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L’omicida ha tentato di eliminare il corpo della vittima in vari modi, anche sciogliendolo nell’acido. Inizialmente si era pensato ad un caso di suicidio. Poi, a incastrare il giovane, sono state le immagini dell’impianto di videosorveglianza che la settantacinquenne aveva fatto installare nell’abitazione: l’omicida si era presentato all’ingresso dell’appartamento della vittima il giorno del suo compleanno ed era cosi’ riuscito ad entrare nell’abitazione. Il corpo della vittima fu trovato all’interno di una vasca da bagno del proprio appartamento a Roma, in zona Tuscolana, vicino e’ stata trovata anche della carta incendiata.

Sul corpo della donna erano stati rinvenuti vari tagli, e al collo, il cadavere, immerso della vasca, aveva un filo. A firmare il provvedimento di fermo di indiziato di delitto e’ stato il sostituto procuratore della Repubblica di Roma, Andrea Mosca, coordinato dal procuratore capo Giovanni Ferrara.

Le videocamere che hanno registrato il massacro erano poste all’ingresso dell’abitazione, che si trova in via Marco Fulvio Nobiliore, in zona Tuscolana. Dalle immagini e’ emersa gran parte della dinamica dell’episodio.

La vittima ha aperto la porta all’assassino, che aveva un pacco contenente una tanica riempita con dell’acido. All’entrata il giovane omicida ha sferrato un pugno alla donna che e’ caduta in terra. Poi l’uomo l’ha presa a calci ed e’ saltato sul suo corpo, provocando un’emorragia interna dovuta alla frattura di una costola.

L’assassino ha trascinato l’anziana in bagno sistemandola nella vasca, le ha legato un laccio al collo tentando di simulare goffamente un suicidio e, dopo aver indossato un mefisto, ha gettato l’acido nella vasca. Poi ha aperto i rubinetti del gas e con della carta ha incendiato un sacchetto di plastica, prima di disseminare cuscini in terra ovunque lungo la stanza. L’assassino ha utilizzato i guanti subito dopo aver colpito la donna e prima di uscire dall’abitazione. Il tutto e’ avvenuto in una mezz’ora e l’allarme e’ stato in seguito dai vicini che in tarda serata, hanno chiamato i vigili del fuoco per un incendio.
”Oggi esistono tecnologie in grado di manipolare la mente umana” ha detto l’imprenditore in un interrogatorio davanti agli investigatori. Il giovane ha farneticato di un chip nella testa che controllava la sua mente.

Accusato di omicidio pluriaggravato per motivi abietti e futili e premeditazione, non ha negato le accuse, ma non ha neanche risposto alle domande degli inquirenti. L’uomo gestiva una societa’ di servizi condominiali, non ha problemi economici e conduce una vita apparentemente normale.

Fin dall’adolescenza e’ fidanzato con una sua coetanea, che e’ la nipote dell’ anziana uccisa. Secondo quanto si e’ appreso, il giorno precedente l’omicidio la vittima aveva chiesto informazioni a qualcuno per devolvere in eredita’ il proprio appartamento, quello dove e’ avvenuto l’omicidio, ad una persona non ancora specificata. (ANSA)

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