sabato 15 dicembre 2018
In foto: I numeri comunicati ieri dal Questore Oreste Capocasa sono stati confermati anche oggi dopo l'incontro con il Prefetto Vittorio Saladino e, come ieri, non piacciono per niente ai sindacati di polizia che chiedono, a chi di dovere, di fare pressione sul Ministero per adeguare i rinforzi alle esigenze del territorio.
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mar 28 giu 2011 17:07 ~ ultimo agg. 00:00
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Dai 140 dello scorso anno scendono a 80 gli agenti di polizia che da venerdì saranno impegnati a Rimini fino al 31 agosto. Meno 40%. Ne sono stati assegnati 8 alla stradale, 10 alla ferroviaria e 0 alla polizia di frontiera. Monica Staurenghi e Bruno Porcarelli, segretari generale e provinciale del Siulp, il Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia, e Carlo Fontana del Siap, sindacato agenti di polizia, parlano di un un quadro sconcertante e lamentano il totale disinteresse e la sottovalutazione da parte del ministero dell’Interno della complessa e delicata situazione della provincia di Rimini che, proprio in questo fine settimana, vivrà il momento di maggiore ‘pienone’ del periodo estivo con la notte rosa.
Confermata anche l’obbligatorietà” di aprire i Posti di Polizia Stagionali di Riccione e Bellaria Igea Marina, con numeri ridicoli: di fatto, si legge in una nota dei sindacati, i Posti di Polizia estivi verranno aperti in maniera del tutto simbolica, il Posto estivo di Riccione poteva contare su 55/60 unità mentre quest’anno ne avrà solamente 4/5.
L’obbligo sarebbe dettato, secondo i sindacati, da una miope visione ministeriale sugli effettivi problemi della sicurezza di Rimini. Anche perché, gli agenti, quei pochi, arriveranno solo il primo luglio. È vero che ci sono emergenze come Lampedusa e la Tav ma, come si legge nella nota del siulp, forse il ministero non lo sa ma, a Rimini, l’estate è iniziata da un pezzo: è iniziata la stagione dei bagni, delle passeggiate sul lungomare, delle uscite serali per fiere, mercatini, la gioiosa invasioni di giovani e, con tutto questo è iniziata anche la stagione dei venditori abusivi, delle prostitute per strada, dei predoni notturni in spiaggia, delle rapine. I sindacati chiedono, anche ai politici locali, di fare pressione al ministero dell’interno affinchè, dicono, non ci si debba ritrovare nuovamente tra le prime posizioni della non invidiabile classifica delle città con i più alti indici di criminalità in Italia.

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