domenica 24 febbraio 2019
In foto: Sono 64 i profughi nordafricani accolti finora in provincia di Rimini. Il piano regionale ne prevede altri 106. La Regione vuole passare dall'emergenza all'integrazione fornendo più servizi in cambio di una presenza "attiva e partecipativa".
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lun 20 giu 2011 15:23 ~ ultimo agg. 00:00
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Non solo cibo, vestiti e alloggio. La Regione Emilia-Romagna vuole garantire ai profughi provenienti dal Nord Africa anche l’insegnamento della lingua italiana, l’informazione legale, l’accompagnamento ai servizi sociali e sanitari.

Passata la fase d’emergenza, l’obiettivo è realizzare percorsi di integrazione personalizzati per ogni migrante.

Gli “interventi minimi” previsti nel documento d’indirizzo approvato questa mattina dalla cabina di regia regionale comprendono anche la mediazione linguistico-culturale, l’orientamento e i tirocini formativi.
A garantirli saranno le strutture convezionate che attualmente si occupano dell’accoglienza dei profughi (oltre 100 distribuite in 75 comuni della Regione).

Con ogni migrante che richiede la protezione internazionale sarà sottoscritto un “patto d’accoglienza” in cui la struttura si impegna a garantire l’accoglienza e gli interventi minimi, mentre il beneficiario assicura una permanenza attiva e partecipativa.
I servizi saranno compresi nel contributo massimo giornaliero di 40 euro lordi a beneficiario. le strutture comunicheranno periodicamente all’Agenzia regionale di protezione civile gli interventi realizzati e le spese sostenute.

Finora sono circa 1000 i profughi accolti dall’Emilia Romagna in base all’accordo nazionale per la gestione dell’emergenza libica. 64 quelli sistemati in strutture della provincia di Rimini. 106 quelli che dovrebbero ancora arrivare sul territorio provinciale in base al piano regionale (vedi foto).

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