giovedì 13 dicembre 2018
In foto: Sono stati annunciati questa mattina i nomi dei vincitori della 17esima edizione del Premio Giornalistico Televisivo Ilaria Alpi di Riccione. Riconoscimenti speciali a Bernardo Valli, Roberto Saviano, Francesco Cordio e Mario Pantoni. Alle 21 al Palacongressi la serata di premiazione condotta da Tiziana Ferrario.
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sab 18 giu 2011 15:07 ~ ultimo agg. 00:00
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La nota stampa con i vincitori del Premio IA

“Esserci per la verità” è lo slogan che ha guidato i 275 giornalisti partecipanti alla diciassettesima edizione del Premio Ilaria Alpi, il concorso di giornalismo televisivo dedicato alla inviata Rai uccisa in Somalia nel 1994 insieme al cineoperatore Miran Hrovatin. Dopo quattro giorni di incontri, mostre, spettacoli, “aperitivi” al tramonto e gli “Anno Zoro” alla sera, oggi a Riccione sono stati annunciati i vincitori delle otto categorie del concorso, scelti da una giuria presieduta da Italo Moretti e composta dai più famosi giornalisti italiani.

I vincitori saranno premiati alle 21 in una serata condotta da Tiziana Ferrario al Palacongressi di Riccione (via Virgilio 17). Nel corso della serata (che sarà trasmessa in diretta web su Premioilariaalpi.it e su Altratv.tv) saranno inoltre assegnati il premio alla carriera all’inviato di Repubblica Bernardo Valli; una menzione speciale a Francesco Cordio e Mario Pantoni, autori delle immagini shock sugli ospedali psichiatrici giudiziari per l’inchiesta Ergastolo bianco; il premio speciale UniCredit per il valore e il coraggio alla giornalista camerunense Agnes Taile.

A Roberto Saviano, infine, il premio speciale Ilaria Alpi.

“Ancora una volta – dice il presidente della giuria Italo Moretti – ad essere premiata è la qualità dei reportage e delle inchieste televisive presentate al Premio Ilaria Alpi. Inchieste che dimostrano come si riesca ancora a fare un giornalismo coraggioso, capace a rappresentare aspetti della realtà che spesso si vorrebbero oscurare per ragioni politiche. Un giornalismo libero e di talento, sull’esempio di Ilaria e di Miran”.

. Miglior servizio da Tg
Lucia Goracci, Sotto le bombe di Ras Lanouf, Tg3 (1’)
L’avanzata delle truppe di Gheddafi nei territori della rivolta libica.

. Miglior reportage breve (inferiore ai 15 minuti)
Luca Rosini, La sanatoria: quelli della Gru, Anno zero, Rai Due, (8’)
La lotta degli immigrati che a Brescia sono rimasti sospesi per 15 giorni in protesta contro la sanatoria per colf e badanti.

. Miglior reportage lungo – ex aequo
Gian Micalessin e Francesca Ulivi, Libia: i ragazzi e la rivoluzione, Mtv news, Mtv, (71’)
Cosa spinge un adolescente ad armarsi e combattere, mettendo a rischio la vita? Un parallelo tra i giovani italiani e i coetanei della sponda sud del Mediterraneo.

Domenico Iannacone e Danilo Procaccianti, Evasori, Presadiretta, Rai Tre, (90’)
Un ritratto impietoso dell’Italia e degli italiani: in un paese in cui ogni anno si evadono dai 140 ai 150 miliardi di euro, dieci milioni di italiani dichiarano un reddito inferiore ai 6mila euro e, intanto, immatricolano 200 mila auto di lusso e quasi 600 mila barche.

. Miglior reportage internazionale
Gilles Jacquier,Tunisie, la révolution en marche, France 2, (30’)
Cosa è accaduto realmente nella rivolta dei giovani tunisini? Com’è avvenuta la fine della dittatura? Un reportage sulla forza dei ragazzi nel segno della riaffermazione della democrazia.

. Miglior reportage televisioni locali e web-tv
Danilo Lupo, Manduria, caccia al tunisino sotto gli occhi della Questura, Telerama, Salento (14’)Ronde di cittadini cercano i migranti e li riportano a forza nel centro di accoglienza e identificazione, con il silenzio complice delle forze dell’ordine.

. Premio IA DOC Rai Tre (per reportage e inchieste giornalistiche inedite)
Teresa Paoli, Di tessuti e di altre storie, (52’)
Gli effetti della globalizzazione sulla sopravvivenza di piccoli artigiani e di intere città. Un documentario girato a Prato, dove vive la più grande comunità cinese d’Europa.

. Premio Hrovatin (per telecineoperatori e videogiornalisti)
Christopher Kench, Tunisie, la révolution en marche, France 2, (30’)
La telecamera ha seguito per più di una settimana la rivolta dei giovani tunisini che ha posto fine ai 23 anni di dittatura.

. Premio Giovani (per giornalisti under 33)
Martina Proietti e Giovanni Pompili, Maternità Precaria, Vanguard Italia, Current, (42’)
La denuncia delle contraddizioni di una politica che da un lato esalta l’ideologia della famiglia e dall’altro non mette in campo misure a favore di chi ha un figlio.

. Premio della critica
Anna Migotto e Sabina Fedeli, Le perseguitate, Terra, Canale 5 (18’)
Voci e volti delle donne vittime di stalking, con la testimonianza di Michelle Hunziker, che ha raccontato la sua esperienza.

Sono stati inoltre assegnati:
. Premio alla carriera:
Bernardo Valli, inviato di La Repubblica

. Menzione speciale
Francesco Cordio e Mario Pantoni per Ergastolo bianco

. Premio Unicredit per il valore e il coraggio
Agnes Taile, reporter camerunense

. Premio speciale Ilaria Alpi
Roberto Saviano

Le motivazioni della Giuria

– Miglior servizio da Tg
Lucia Goracci, “Sotto le bombe di Ras Lanouf”, Tg3 
Durante le drammatiche vicende della guerra civile libica, Lucia Goracci ha seguito i combattimentidocumentandoli in modo mai banale con immagini efficaci, testimonianze, cronaca e analisi in diretta. Vince per la sua capacità di sintesi, concretezza, serietà nell’approfondimento.

– Miglior reportage breve  (sotto i 15′)
Luca Rosini, “La sanatoria: quelli della Gru”, Anno zero, Rai Due, (8’)
Uno scontro sociale degli immigrati saliti su una gru che si sentono raggirati dallo stato italiano. Una popolazione, quella bresciana che ondeggia tra il chiudere gli occhi e la voglia di partecipare. Al centro le forze di polizia chiamate a un lavoro di repressione che non si vedeva ormai da molti anni. Il reportage è una impietosa fotografia dei ritardi e delle contraddizioni di una società che cerca il lavoro degli immigrati ma non li vuole vedere.

– Miglior reportage lungo (sopra i 15′) – ex aequo 
Gian Micalessin e Francesca Ulivi “Libia: i ragazzi e la rivoluzione”, Mtv news, Mtv, (71’)
Vince perché esprime tutto il potenziale del reportage “di lontananza”, vale a dire la capacità di un racconto filmato di rivelare dall’interno, attraverso una coralità di testimonianze “dal basso”, agli occhi del pubblico una realtà altrimenti inaccessibile a causa di una incolmabile distanza geografica ed esperienziale.

Domenico Iannacone, Danilo Procaccianti, “Evasori” , Presa diretta, Rai Tre, (90’)
Evasori esprime ad alto livello il metodo del reportage: il racconto filmato rivela agli occhi di un pubblico distratto o complice, una realtà scandalosa ma ignorata nonostante sia la realtà in cui quel pubblico è quotidianamente immerso. In questo caso, poi, si tratta di una delle massime e più gravi ingiustizie sociali del nostro Paese.
 
– Miglior reportage internazionale
A Gilles Jacquier, “Tunisie, la révolution en marche” , France 2, (30’)
Un reportage che è l’essenza del lavoro giornalistico: essere sul posto mentre avvengono i fatti.
La capacità e la fredezza di raccontarli con uno straordinario piano sequenza che ne mostra la complessità e al tempo stesso le articolazioni. L’autore è presente durante gli avvenimenti, ma ce li fa seguire quasi con distacco permettendo agli spettatori di vivere ed interpretare quei momenti drammatici, ciascuno con la propria sensibilità.
Il racconto per immagini in momenti di drammatica concitazione si svolge in modo regolare dando allo spettatore la possibilità di partecipare dall’interno al momento iniziale del durissimo scontro tra la popolazione e la polizia tunisina, in quella che è stata definita la rivoluzione dei gelsomini.
L’ottima qualità della fotografia si va a sposare con la fredezza della ripresa che segue il susseguirsi degli avvenimenti fino alla loro naturale conclusione.

– Miglior reportage televisioni locali e regionali
Danilo Lupo, “Manduria, caccia al tunisino sotto gli occhi della Questura”, Telerama, Salento, (14’)
Da una televisione locale ci arriva una fotografia della realtà, delle commistioni tra politica e polizia, l’arroganza che maschera la paura del diverso trasformando pacifici agricoltori in cacciatori di uomini. Il reportage tratta l’emergenza immigrazione ricorrendo a un linguaggio televisivo ruspante, irriverente, quasi satirico. Così facendo, contribuisce a contrastare una comunicazione allarmante oggi molto diffusa.

– Premio IA DOC Rai Tre
Teresa Paoli, “Di tessuti e di altre storie”, (50’)
Un racconto dove si intrecciano passione e memoria, vita di una città e le sue trasformazioni. Il documentario sfata leggende e luoghi comuni sulla città di Prato, sulla sua industria tessile sulla crisi durissima che ha colpito centinaia e centinaia di artigiani che avevano costruito sugli “stracci” il loro benessere e la crescita della città. La grave crisi internazionale, le drammatiche mutazioni del mercato hanno distrutto tutto nel giro di pochissimo tempo. Il coraggio di ricostruire guardando avanti e avendo la capacità di modificarsi. Questo il messaggio del documentario.
 
– Premio Miran Hrovatin
Christophe Kenck, “Tunisie, la révolution en marche”, France 2, (30’)
Il racconto per immagini in momenti di drammatica concitazione si svolge in modo regolare dando allo spettatore la possibilità di partecipare dall’interno al momento iniziale del durissimo scontro tra la popolazione e la polizia tunisina, in quella che è stata definita la rivoluzione dei gelsomini. L’ottima qualità della fotografia si va a sposare con la fredezza della ripresa che segue il susseguirsi degli avvenimenti fino alla loro naturale conclusione.

– Premio Giovane
Martina Proietti e Giovanni Pompili, “Maternità Precaria”, Vanguard Italia, Current, (42’)
La precarietà come condizione lavorativa, economica ed affettiva è una tematica che riguarda da vicino tutti i giovani e che ha una sua declinazione particolare al momento della scelta della maternità, momento fondamentale del passaggio all’età adulta, anello di congiunzione tra le generazioni. L’autrice ha scelto di trattare la tematica attraverso storie di giovani donne piene di dignità ed orgoglio, che mostrano i loro pancioni come sfida ad una società che, ottusamente, non riconosce in loro la propria ricchezza.

– Premio della Critica  
Anna Migotto e Sabina Fedeli, “Le Perseguitate”, Terra!, Mediaset, (18’)
Nel servizio Le Perseguitate, in onda sul programma “Terra”, Canale 5, il 28 novembre 2010, hanno ben rappresentato, con toni chiari, forti, ma senza retorica, la situazione di tante donne perseguitate dai loro mariti colleghi fidanzati ammiratori. Importante aver raccolto la testimonianza di Michelle Hunziker, personaggio pubblico, che ha raccontato la sua esperienza. Ha esortato le donne a non aver paura, a denunciare chi le perseguita. Perché il persecutore non è certo «una persona innamorata», ma un individuo che se non può avere l’oggetto della sua ossessione, lo deve eliminare. Pericolosissimo. Migotto e Fedeli hanno raccontato la maggior consapevolezza, da parte delle donne. Ma non soltanto, perché non soltanto le donne sono perseguitate. Lo stalking è diventato reato, ma le persecuzioni restano. Anche un programma può aiutare ad aumentare la consapevolezza.

– Menzione Speciale
Francesco Cordio e Mario Pantoni, “Ergastolo Bianco” 
La menzione va agli autori di questo lavoro televisivo sui 6 OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari)
ancora funzionanti. Gli autori hanno seguito con le sue videocamere le visite in quei lager veri e propri della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul funzionamento del SSN,guidata dal senatore PD Ignazio Marino con i colleghi Michele Saccomanno del PDL e Daniele Bosone pure lui del PD. Merito di Iacona, l’aver dato spazio a questa problematica e mandato in onda quel filmato. Le immagini sconvolgenti di quei luoghi e le parole strazianti dei diretti interessati, ossia degli internati. Senza essere stati giudicati da nessun tribunale, costretti a una detenzione che può essere senza limiti… E’ una tragedia che coinvolge oltre 1.500 persone, “anime morte” dimenticate
negli ingranaggi rugginosi della nostra Giustizia.

– Premio alla Carriera
Bernardo Valli
I primo giornalista italiano di politica estera ancora in attività. Nessuno avrebbe capito la realtà degli ultimi avvenimenti internazionali senza i suoi servizi. Ogni evento che accade nel mondo lo rende più giovane.

– Premio Ilaria Alpi a Agnese Taile

– Premio speciale Ilaria Alpi a Roberto Saviano
In un’Italia dove l’avanzata degli interessi criminali nell’economia e nel costume non è al centro dell’allarme delle istituzioni e dell’agenda politica nazionale, ma gode di un sistema diffuso di corruzione e di contiguità a ogni livello, con la straordinaria denuncia di Gomorra e il successivo, costante impegno editoriale contro le mafie e il loro sistema di complicità, come per le cause in difesa dei diritti umani, della legalità, della cultura, Roberto Saviano ha infranto l’ignoranza e l’indifferenza dell’opinione pubblica, aprendo anche su scala internazionale nuovi spazi di conoscenza e di memoria. Pagando un alto prezzo nella vita personale, Roberto Saviano contribuisce così attraverso la parola a dare agli italiani una nuova sensibilità civile, innalzandone il livello di richiesta culturale e di approfondimento dei gravi pericoli che incombono sulla nostra democrazia. Lo ha dimostrato l’eccezionale attenzione con cui è stato seguito su Rai 3 “Vieni via con me”, format libero e creativo di un servizio pubblico che non si piega ai condizionamenti del potere e al conformismo della televisione consumistica. Con la sua vita e il suo impegno, Roberto Saviano è infine un prezioso riferimento per tutti i giornalisti che non vogliono rinunciare alla difficile strada dell’inchiesta e per i tanti giovani precari e volontari che, attraverso il web o i media territoriali, affrontando solitudine e rischi, sfidano ogni giorno le zone grigie dei comitati d’affari e degli amministratori collusi con interessi criminali, mantenendo accesa la luce dell’informazione pulita e coraggiosa che è l’obiettivo di fondo del Premio Ilaria Alpi.

(nella foto la conferenza stampa di questa mattina nella quale sono stati comunicati i vincitori)

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