sabato 19 gennaio 2019
In foto: Procuravano prostitute a clienti di hotel di lusso i portieri e facchini d'albergo colpiti da misure cautelari all'alba di oggi a Rimini, nell'operazione “Movida” dei carabinieri. Si tratta di sei persone, tutte riminesi. Per fare da mediatori tra domanda e offerta, alcuni di loro rinunciavano a prendere la percentuale dalle prostitute in cambio di prestazioni sessuali gratuite.
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sab 4 giu 2011 10:58 ~ ultimo agg. 00:00
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Del tutto estranee alla vicenda le direzioni degli alberghi. Il “servizio” extra costava tra i 150 e i 300 euro. Per quella cifra il portiere riusciva a procurare ai facoltosi clienti dei cinque stelle una prostituta tra i 19 ed i 30 anni, dell’est Europeo. Naturalmente c’era un guadagno nell’operazione, di cui – va detto subito – le proprietà e direzioni degli alberghi, erano all’oscuro: il portiere tratteneva per sé il 30% della cifra o, a volte, prendeva in natura la percentuale, ricevendo una prestazione sessuale gratuita. Sono sei gli italiani arrestati dai Carabinieri di Rimini. Vediamo le immagini girate all’alba dall’Arma. (5 agli arresti domiciliari ed 1 con l’obbigo di dimora nel Comune di Rimini), in esecuzione di un’ordinanza del gip, con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Cinque portieri e un facchino: il più giovane ha 26 anni, il più anziano 55. Sono residenti a Rimini, Bellaria e San Clemente. Tutto è nato da un’altra indagine. Era fine marzo dell’anno scorso quando dal Grand Hotel di Rimini denunciarono furti di suppellettili e preziosi: posate, argenterie, suppellettili e oggetti di corredo per importi pari a diverse migliaia di euro. Le indagini per quei furti portarono all’arresto per ricettazione di una persona, nella cui casa furono trovati 500 pezzi tra bicchieri, posate, piatti ma anche detersivi sedie, tovaglioli, perfino deodoranti provenienti dal Grand Hotel. Gli inquirenti scoprirono che anche in altri alberghi accadeva questo: è stata recuperata e restituita una refurtiva, fatta anche di oggetti preziosi, del valore di 15mila euro. Artefici dei furti in alcuni casi erano gli stessi impiegati dell’albergo. Ma soprattutto, indagando su quei furti, gli inquirenti si sono imbattuti nell’altro business dei portieri. Preferiscono al momento non commentare la notizia le direzioni dei cinque stelle: che vengono definite dagli inquirenti “inconsapevoli vittime di dipendenti infedeli”.

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