mercoledì 12 dicembre 2018
In foto: Scrivendo a Simone Vito, l'albergatore che lo ha sollecitato sul tema, il sindaco Gnassi risponde a operatori turistici e cittadini, arrabbiati dopo gli allagamenti di ieri. Gnassi definisce l'annoso problema del sistema fognario il "lato oscuro" che Rimini si porta dietro da mezzo secolo. "Adesso - dice - è necessario intervenire in modo tempestivo", e non sperare solo sul bel tempo.
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mar 7 giu 2011 13:31 ~ ultimo agg. 00:00
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Di seguito la lettera del sindaco Gnassi:

“Gentile Simone,
quello che è accaduto ieri a Marina Centro non è proprio un bel biglietto da visita per la nostra città. Anzi, per dirla tutta, è una vera e propria vergogna che se apparentemente ha avuto cause contingenti – e apprezzo l’assunzione di responsabilità da parte di Hera, che ringrazio per questo atto -, in realtà viene da molto lontano.

Rimini e la sua storia dell’ultimo mezzo secolo si portando dietro questo ‘lato oscuro’: l’efficienza e la riqualificazione di un sistema fognario con ogni evidenza obsoleto. Ricordo le battute che si pronunciavano nello stretto giro della politica ancora a cavallo tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta: le opere che non si vedono, cioè quelle che stanno sottoterra, non portano voti. Da allora è cresciuta la sensibilità collettiva verso tale problematica ma gli investimenti – anche consistenti – fatti negli ultimi anni hanno dato solo risultati parziali. Manca ancora la sensazione complessiva di un salto di qualità della rete di smaltimento delle acque nere e bianche. Il salto di qualità dovrà essere garantito dall’attuazione del nuovo piano delle fognature, votato dal Consiglio Comunale alcuni mesi fa. L’idea della nuova direzione di Rimini è quella di una città che recuperi socialità, qualità urbana e ambientale, l’idea stessa del mare come risorsa e come valore aggiunto del territorio, avviando in concreto la separazione della rete fognaria, superando l’inefficace sistema degli sfioratori a mare e regolarizzando gli allacci impropri (attualmente circa 32.000 nel Comune) in quanto sarebbe inutile separare la rete pubblica e lasciare che gli allacci privati scarichino le acque bianche nella rete nera e viceversa.

Per ora, caro Simone, si tratta di carta, che non risolve i disagi tuoi e dei residenti verificatisi nella giornata di ieri. Ne sono consapevole ma quello che voglio dire è che adesso alibi non ne abbiamo più: la programmazione c’è, ora è il momento di intervenire secondo quanto previsto dalla pianificazione. La stima economica per la soluzione definitiva del problema prevista dal piano si aggira sui 900 milioni di Euro. Cifra enorme ma non per questo paralizzante. Nostro compito nei prossimi cinque anni è dare una risposta consistente a quei piani, investendo cifre adeguate. Dobbiamo essere bravi e creativi, e non semplici ragionieri. Occorrono regole e controlli più stringenti sugli allacci non regolamentati, occorrono aziende di servizio che garantiscano l’attuazione degli interventi senza ritardi, occorre un bilancio incardinato su poche scelte prioritarie, non dispersivo, disposti anche a prendere in considerazione investimenti finanziati da mutui a lungo termine perché questo non è uno spreco o una compromissione del futuro di Rimini. Semplicemente è il futuro che vogliamo. Senza allagamenti, senza hall e scantinati zeppi d’acqua e liquame, senza più confidare nella buona sorte che ci porti tanto sole.”

Andrea Gnassi

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