mercoledì 19 dicembre 2018
In foto: Tre ori, quattro argenti e 11 bronzi, con tutte le Federazioni a medaglia. Il presidente del Cons, Angelo Vicini: "a nessuno fa piacere l'ultimo posto del medagliere. Questi Giochi devono essere ricordati come quelli del ricambio generazionale". Questa sera dalle 20,30 su Icaro Sport (canale 211) speciale sui XIV Giochi dei Piccoli Stati d'Europa, dalla cerimonia inaugurale (riproposta in integrale) alla chiusura.
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dom 5 giu 2011 08:07 ~ ultimo agg. 00:00
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I Giochi del Liechtenstein si chiudono con 6 medaglie (due ori)
Sono sei le medaglie conquistate da San Marino nell’ultimo giorno di gare ai Giochi dei Piccoli Stati d’Europa del Liechtenstein – si legge in una nota del Cons -. Le più preziose arrivano da tennis e volley con le vittorie dell’oro di Stefano Galvani nel torneo di singolo e della squadra femminile di Morolli.

Argento per il giovane Eugenio Rossi nel salto in alto.
Bronzi per Letizia Giardi nel singolo di tennistavolo, Barbara Ruistignoli nel 100 metri ostacoli e per la staffetta 4×100 formata da Morganti, Bucci, Gorrieri e Bollini.

Alle 18 la conferenza stampa di Vicini ha chiuso la spedizione sammarinese 2011, ora la squadra festeggia con tutte le delegazioni la fine dei Giochi in centro a Vaduz prima di rientrare in Repubblica.

PALLAVOLO – Le ragazze di Morolli sono ORO
Probabilmente si sapeva prima ancora che iniziassero i Giochi che quella contro Cipro, piazzata in calendario come ultima sfida, sarebbe stata di fatto “una finale”. Le ragazze della pallavolo hanno affrontato questa mattina le cipriote che le avevano battute in casa nel 2009 e agli Europei dei Piccoli Stati alcuni mesi fa per conquistare ad ogni costo la medaglia più preziosa e ci sono riuscite al termine di un’interminabile partita al quinto set.

A qualche km di distanza ha gioito, per la prima volta in questi giochi, anche il volley maschile che contro Andorra vince 3-1 (25-18, 25-17, 16-25, 25-16). Dopo il passo indietro nella gara contro Cipro ieri una buona prestazione per i ragazzi di Maestri.

TENNIS – Galvani piega Balleret ed è oro
La finale del torneo di tennis dei Giochi dei Piccoli Stati fra Stefano Galvani e il monegasco Balleret dura un set. Nel primo il sammarinese fatica ma riesce comunque a vincere 6-3, nel secondo set l’esperienza e le doti di Galvani emergono su quelle dell’avversario e la partita si chiude con un secco 6-1.

Quella di Galvani è la prima medaglia d’oro del tennis maschile ai Giochi dei Piccoli Stati d’Europa.

TENNISTAVOLO – Letizia Giardi è una promessa. E’ bronzo nel singolo
La Lussemburghese De Nutte ha battuto in semifinale la giovane atleta del tennistavolo Letizia Giardi che ieri si era qualificata in un girone di ferro con due successi. Per lei c’è comunque un bronzo che vale tantissimo vista la giovane età.

ATLETICA – L’ultimo giorno è un trionfo
Finale col botto per l’atletica sammarinese che conquista tre medaglie nele ultime ore dei Giochi dei Piccoli Stati.

Barbara Rustignoli è terza nei 100 metri ostacoli donne, Eugenio Rossi, nel salto in alto è addirittura argento (2.03).

Medaglia a sorpresa dalla staffetta 4×100 formata da Nicolas Bollini, Enrico Morganti, Ivano Bucci e Federico Gorrieri. I quattro atleti biancazzurri sono bronzo in 42 secondi e 21 centesimi.

CONFERENZA STAMPA – Vicini, resta un’edizione da ricordare
“A nessuno fa piacere essere all’ultimo posto del medagliere – ha detto il Presidente Angelo Vicini nella conferenza stampa di chiusura della missione sammarinese in Liechtenstein -, questa posizione non ci entusiasma, anche se ci possono essere delle scusanti. Per esempio la mancanza di discipline che per noi hanno sempre assicurato delle medaglie, come il tiro a volo, dove portiamo a casa in genere due ori e due argenti. Medaglie che se ci fossero state avrebbero cambiato di parecchio il medagliere, rendendolo soddisfacente. Chiudiamo con tre ori, quattro argenti e due bronzi, numeri che corrispondono alle previsioni fatte alla vigilia. Personalmente avevo pronosticato 18 medaglie, con un oro in più e un argento in meno, quindi potrei essere soddisfatto. Certo che se paragoniamo i risultati all’edizione di Cipro, potrebbe sembrare un passo indietro, ma già quella volta avevamo fatto delle riflessioni: il numero di medaglie vinte era superiore a quelle che sarebbero dovute essere assegnate. Già dopo Cipro – continua Vicini – abbiamo impostato un cambio generazionale. Abbiamo spinto le Federazioni ad investire sui giovani e i primi risultati si sono già visti. Senza nulla togliere alle altre medaglie conquistate, ce ne sono cinque che sono da considerarsi oro: i bronzi di Clelia Tini, Letizia Giardi, Luca Bonfini, Massimiliano Urbinati e l’argento di Eugenio Rossi. Medaglie che diventeranno d’oro se questi ragazzi continueranno a lavorare con questo impegno. Ci dispiace per Martina Pretelli, che per un niente non si è aggiudicata il bronzo.
Questi Giochi dovranno essere ricordati come quelli del ricambio generazionale e ci sono due immagini in particolare che mi resteranno impresse: quelle legate a Letizia Giardi e Clelia Tini. Le lacrime della Tini sono la fotografia che mi piace conserv are di questi Giochi. Sono la dimostrazione della consapevolezza di aver raggiunto un risultato importante per il suo Paese. Forse alcuni atleti, e non mi riferisco a quelli che sono qui ma a quelli rimasti a casa, hanno dimenticato che cosa vuole dire gareggiare per il proprio Paese. Voglio ricordare anche le parole della Tini: “Questo è solo il punto di partenza”. Deve essere così, per tutti. Al rientro dai Giochi, faremo degli approfondimenti più precisi e daremo dei suggerimenti alle Federazioni, non solo in previsione dell’edizione che organizzeremo a San Marino, nel 2017, ma anche di quelle prima. Da parte delle Federazioni ci dovrà essere grande impegno. L’errore, spesso inculcato dalle famiglie, è che lo sport venga troppo spesso legato al divertimento e questo impedisce il raggiungimento di determinati risultati. Deve cambiare la mentalità. Noi come Comitato Olimpico possiamo fare di più, ma a livello di opportunità già ne offriamo parecchie”.

“Siamo soddisfatti perché tutte le Federazioni hanno portato a casa una medaglia – ha commentato il Segretario Generale del Cons, Eros Bologna – questo è un dato da non sottovalutare. Purtroppo con l’inserimento di certe discipline sono cambiati certi equilibri e a discapito nostro. Il medagliere dipende anche da questo”.

“Come membro del CE posso sottolineare il grande sforzo messo in campo per fare crescere il settore giovanile – ha detto invece Davide Santi – ci sono altri giovani, più piccoli, che potranno dire la loro tra qualche anno. Il ricambio generazionale porterà i suoi frutti, anche se ci vorrà del tempo”.

(nella foto, Eugenio Rossi)