mercoledì 19 giugno 2019
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In foto: Taglio del nastro questa mattina nello spazio mostre alla stazione bellariese per “Giusti fra le nazioni. Ezio Giorgetti e Oscar Osman Carugno. Bellaria a fianco degli ebrei perseguitati.” Si tratta di un percorso didattico per ricordare il coraggio dei bellariesi capaci di salvare la vita a decine di ebrei durante la seconda guerra mondiale.
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ven 17 giu 2011 17:24 ~ ultimo agg. 00:00
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La nota col resoconto della conferenza stampa

Si è svolta questa mattina, presso il Nuovo Bar della Stazione (Piazzale Gramsci – Bellaria), l’inaugurazione della mostra: “GIUSTI FRA LE NAZIONI. EZIO GIORGETTI E OSCAR OSMAN CARUGNO. BELLARIA IGEA MARINA 1943/44 A FIANCO DEGLI EBREI”.

La mostra rimarrà in esposizione presso il nuovo spazio mostre allestito in Piazzale Gramsci, 5 – Bellaria, e vuole rappresentare il tributo ed il ricordo della Città nei confronti di un impresa mai dimenticata.

Un momento atteso e doveroso, che Bellaria Igea Marina ha celebrato alla presenza di Stefano Vitali, Presidente della Provincia di Rimini, Enzo Ceccarelli, Sindaco di Bellaria Igea Marina e Luciano Caro, Signor Rabbino della Comunità Ebraica di Ferrara.

La mostra oggi inaugurata ha un nome emblematico ed evocativo: “GIUSTI FRA LE NAZIONI. Bellaria Igea Marina 1943/44. A fianco degli Ebrei perseguitati”, ed è articolata in un percorso didattico in ricordo della straordinaria esperienza di coraggio, solidarietà e difesa della dignità umana che negli anni 1943-44 ha visto protagonisti alcuni cittadini di Bellaria Igea Marina: essi non hanno avuto paura di mettere a rischio la loro vita per una nobile e giusta causa, ovvero salvare un gruppo di ebrei in fuga dai nazisti.

Nella mostra, che trova spazio nei locali della stazione ferroviaria di Bellaria (il nuovo “Spazio Mostre”, P.zzale Gramsci 5), sono centrali le figure di Ezio Giorgetti e del maresciallo dei Carabinieri Osman Oscar Carugno, entrambi riconosciuti come Giusti fra le Nazioni. Al loro fianco sono anche evidenziate le figure di quanti hanno in qualche modo collaborato al soccorso del gruppo di ebrei, a sottolineare non solo l’eroismo personale, ma una sensibilità e un’umanità condivisa da molti cittadini di Bellaria Igea Marina.

La data scelta per il taglio del nastro non è casuale. Era infatti il 17 giugno 1964 quando il comm. Ezio Giorgetti venne invitato presso l’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme a ricevere, primo fra gli italiani, il titolo di “Giusto fra le Nazioni”, onorificenza riservata ai non ebrei che nel corso del secondo conflitto mondiale rischiarono la propria vita per salvare il popolo ebraico dalla minaccia nazifascista.

Tra il ’43 e il ‘44, Ezio Giorgetti organizzò una rete di solidarietà, aiuto materiale, protezione e sostegno morale che trovò il suo fulcro nella Città di Bellaria Igea Marina e si ramificò in un territorio più ampio, interessando persone e luoghi della provincia di Rimini. Insieme ad Ezio Giorgetti, diedero il loro fattivo contributo il maresciallo dei carabinieri Osman Oscar Carugno (a sua volta riconosciuto Giusto da Israele nel 1986), l’albergatore Alfonso Petrucci, il farmacista Giuseppe Olivi e tanti altri purtroppo rimasti anonimi.

Mettendo a rischio la propria vita, Ezio Giorgetti mise in salvo 30 ebrei – vecchi, donne e bambini – che nel settembre del 1943 da Asolo (Treviso) giunsero a Bellaria in fuga da un campo di internamento civile e poterono far rientro in patria, dopo la liberazione, nell’ottobre 1944.

Il 14 dicembre 1956 Ezio Giorgetti fu chiamato dalla comunità israelitica a Roma per ritirare l’attestato di benemerenza per quanto fatto a favore del popolo ebraico. Dopo otto anni da quell’occasione, arrivò a Giorgetti un altro invito ufficiale direttamente da Israele, dove il 17 giugno venne onorato come ‘Giusto fra le nazioni’. Qualche giorno prima, il 14 giugno, gli venne anche conferita la cittadinanza onoraria di Giv’at Shamuèl, piccola località situata fra Gerusalemme e Tel Aviv, paese di residenza della famiglia di Joseph Konforti, uno dei 30 ebrei salvati a Bellaria.

Si tratta di una storia straordinaria, di cui il Comune di Bellaria Igea Marina, con la realizzazione di questo percorso didattico e con altre iniziative che seguiranno, intende salvaguardare la memoria per far sì che possa costituire un esempio per le giovani generazioni in Italia e nel mondo.

“Oggi è un giorno particolarmente importante per me e per la Città che rappresento”, le parole con cui il Sindaco Ceccarelli ha introdotto la presentazione.

“La mostra che oggi vede la luce, rappresenterà un valore aggiunto a Bellaria Igea Marina, mantenendo intatta la memoria di coloro che hanno lasciato non solo ricordi ed immagini, ma hanno insegnato all’umanità il rispetto per la dignità umana.”

“All’interno di questa mostra racconteremo una storia straordinaria, con la speranza che l’insegnamento di questi grandi protagonisti possa essere un volano per le generazioni future, rompendo quelle barriere che si reggono su paura, odio ed ignoranza.”

“Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo importante progetto, fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale e reso possibile dal sostegno di tanti cittadini.

Un ringraziamento particolare a: Ambasciata d’Israele – Istituto Yad Vashem, Unione Comunità Ebraiche Italiane, Ministero degli Affari Esteri, Regione Emilia Romagna, Provincia Rimini che hanno concesso il patrocinio.

Ringrazio sentitamente i familiari della Famiglie Giorgetti, Carugno, Olivi, Petrucci, Filippini, l’organizzazione di Y2K Rimini, il Dott. Marco Vasini e tutti coloro che sono qui oggi.”

L’ultima menzione è stata, ovviamente, per i protagonisti di ieri e di oggi: “Ezio Giorgetti e Oscar Osman Carugno, che sono riusciti a dare una luce di speranza in un periodo così buio della nostra storia.”

La parola è poi passata al Presidente della Provincia di Rimini Stefano Vitali, il quale, citando il Talmud, ha detto: “Chi salva una vita salva il mondo intero”: l’inaugurazione di oggi, con il ricordo e la memoria di qui coraggiosi protagonisti, rappresenta la migliore traduzione di questo celebre motto.

Momenti come questo devono anche servire per restituire agli uomini la consapevolezza delle proprie possibilità per fare il Bene. Sapremmo, noi uomini di oggi, compiere ciò che Giorgetti, Carugno ed altri valorosi hanno fatto negli anni Quaranta? Tramandare le loro gesta ci aiuta ad avere il coraggio del giusto, a non annacquare i pensieri, a cogliere la lezione immortale dell’aiuto nei confronti del prossimo, al di là delle razze, delle religioni, delle nazioni.”

Prima di procedere alla visita guidata del nuovo spazio mostre, la presentazione è stata chiusa dalle parole toccanti di Luciano Caro, Signor Rabbino della Comunità Ebraica di Ferrara: “Ho molto apprezzato quanto espresso dal Sindaco Ceccarelli e dal Presidente Vitali, li ringrazio per aver esattamente centrato il valore di cerimonie come quella di oggi.

Porto a Bellaria Igea Marina il saluto dell’Ambasciata di Israele, dell’Unione delle Comunità Ebraiche e di tutta la Comunità Ebraica di Ferrara. Partecipo con piacere a un appuntamento che contribuisce in maniera forte al mantenimentio della memoria, al tramandare con esattezza ‘ciò che è stato e quel che è successo’. Ogni tanto”, ha continuato il Signor Rabbino, “riemergono a galla forme di negazionismo che, a distanza di decenni, non smettono di ferire coloro che dell’odio razziale sono stati vittime e testimoni. E’ quindi da parte di quelle vittime, ferite nell’anima e nel corpo, che esprimo un sincero ringraziamento nei confronti di chi, con lo stesso coraggio, ha reso possibile la conservazione della memoria.”

(nella foto il taglio del nastro)

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di Maurizio Ceccarini
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