giovedì 13 dicembre 2018
In foto: Alle dichiarazioni del presidente della Provincia di Rimini Stefano Vitali su gestione idrica e investimenti, replica l’Amministratore Delegato di Hera, Maurizio Chiarini.
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gio 9 giu 2011 17:44 ~ ultimo agg. 00:00
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Gli investimenti realizzati negli ultimi anni da Hera, ricorda Chiarini, sarebbero stati impossibili per le ex municipalizzate. Per una utility – spiega l’AD – la difesa del proprio valore significa in primis tutelare il patrimonio delle municipalità che hanno conferito in azienda i propri asset. E, in attesa dell’esito del referendum, va anche valutata la questione della remunerazione degli interventi già concordati.

Le dichiarazioni di Chiarini:

“Leggo le dichiarazioni rilasciate oggi dal Presidente della provincia di Rimini Stefano Vitali su un argomento complesso che richiede opportuni approfondimenti.
Per questo vorrei ribadire con pacatezza le motivazioni che ho già espresso martedì scorso.

Per una utility quotata o non, la difesa del proprio valore significa, in primo luogo, tutelare il patrimonio delle municipalità che hanno conferito in azienda i propri asset e dunque, in ultima istanza, tutelare una ricchezza di tutti i cittadini. Credo quindi che un’equilibrata ricerca di qualità dei servizi e redditività sia del tutto coerente con la mission che ci conferirono i comuni fondatori all’atto della costituzione dell’azienda e con le caratteristiche che anche sotto il profilo giuridico ne guidano la strategia. La distribuzione di dividendi che garantiscono un’adeguata remunerazione agli azionisti tutti (pubblici e privati) è condizione obbligatoria per preservare il valore dell’azienda nel suo complesso e quindi del suo patrimonio.

Per quanto attiene il futuro, credo sia indiscutibile che, se nell’immediato sarà doveroso mantenere i reciproci impegni già programmati con le ATO sulla base di convenzioni in atto, alla scadenza delle vigenti concessioni verrebbe a risultare assente un quadro normativo chiaro, in grado di fornire certezze ai gestori circa la remunerazione degli interventi già concordati. Tutto ciò fatto salvo un intervento legislativo che vada a sanare, nel frattempo, la mancanza di un nuovo quadro normativo che tenga conto dell’esito del referendum nel caso di vittoria del sì nel secondo quesito.

In ogni caso si porrà il problema della determinazione degli investimenti in sede di rinnovo delle convenzioni, la maggior parte delle quali ha scadenza nel 2012 e segnatamente per Rimini la scadenza è a marzo del 2012.

Giova inoltre ricordare che dalla sua costituzione a oggi, Hera ha investito nel ciclo idrico integrato circa 100 milioni di euro all’anno, un volume di risorse neppure paragonabile a quanto avrebbero potuto investire le ex municipalizzate nel caso non fossero confluite in Hera”.

Nella foto: Mario Chiarini

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