domenica 16 dicembre 2018
In foto: Il sindaco Gnassi ha l'ingrato compito ri rimediare ai gravi errori del passato sulla gestione delle fognature e della sicurezza idraulica di Rimini. Il richiamo arriva dal consigliere Eraldo Giudici, dei Popolari Liberali - PDL:
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mar 7 giu 2011 17:10 ~ ultimo agg. 00:00
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Per Giudici, le linee guida del piano delle fognature approvate al termine della passata legislatura sono state una manovra elettorale accompagnata da un inadeguato piano finanziario.
I sistemi elettromeccanici di controllo, rincara Giudici, sono troppo obsoleti per garantire sicurezza.

L’intervento di Eraldo Giudici:

Posto che le Linee guida “elettorali” del Piano delle Fognature, recentemente approvate dall’amministrazione comunale uscente, erano corredate da un piano economico finanziario piuttosto approssimativo, incapace di garantire l’avvio di dette opere ma anche le attività di gestione, manutenzione, esercizio e conservazione della rete nel suo complesso, non possiamo non ricordare che secondo quel Piano occorrerebbero circa 1.000 milioni di Euro, ai valori stimati anni fa, ma i costi reali sono di molto maggiori.
Noi nell’occasione avevamo stimato prudenzialmente un fabbisogno per difetto nell’ordine dei 70 Ml annui, per capitale ed oneri finanziari, a fronte di una disponibilità dichiarata di ca. 5/7 ml annui,
appena sufficiente, a nostro avviso, per gli interventi di carattere ordinario o manutentivo .
Il quadro economico e finanziario ci pareva infatti estremamente incerto tant’è che l’operazione appariva, sempre di più, alla maggior parte degli osservatori specializzati del tutto velleitaria.
Nell’occasione dei gravi danni che la città, per l’ennesima volta, ha subito in conseguenza del nubifragio dell’altro giorno, certamente eccezionale, ci pare doveroso rimarcare che, oltre alla questione dello sversamento a mare di reflui non trattati, rimane aperta la questione della messa in sicurezza idraulica della città, problema correlato alla modalità di smaltimento a mare dei milioni di mc. di acqua provenienti dal forese, che dovrebbero essere intercettati, subito a ridosso della città, per essere indirizzati verso bacini idraulici, fiumi, torrenti, corsi d’acqua primari (Marano, Ausa. Marecchia), una scelta di notevoli investimenti per le imponenti opere idrauliche di deviazione richieste.
Altra questione di rilievo direttamente connessa è quella del controllo in tempo reale dei sistemi impiantistici di sollevamento acque, sia ai sottopassi stradali come quelli di apertura delle paratoie a mare.
Nessuno può confidare solo su sistemi elettromeccanici spesso obsoleti.
Oltre all’ammodernamento tecnologico dei sistemi di sollevamento, occorrono controlli sistematici di squadre di manutenzione che, a scadenza mensile, verifichino la funzionalità degli impianti.
E’ fondamentale per una buona gestione e per evitare le sorprese di malfunzionamenti, che paiono troppo frequenti.
Il rischio drammatico che stiamo correndo è duplice: o lo sversamento a mare di quantità inaccettabili di reflui non trattati, ovvero l’allagamento con reflui di fogna di parti della nostra città densamente popolate.
Non può dormire il neo Sindaco Gnassi cui spetta il compito ingrato di sopperire con tanta passione e lavoro, agli errori compiuti, anche in questo campo, da coloro che l’hanno preceduto.
Noi cercheremo di consigliarlo per il meglio starà a Lui dimostrare quelle doti di intelligente lungimiranza che gli hanno attribuito coloro che l’hanno votato.
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In merito alla lettera di Gnassi, pubblichiamo anche il breve commento di un lettore:

Ma prima di Gnassi chi è che governava?
Non sono al governo dal 1945?
Forse son troppo giovane e non ricordo ….

Massimo B.

(foto Newsrimini.it)

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