martedì 11 dicembre 2018
In foto: Il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, interviene sul tema delle false recensioni sulla qualità del servizio dei nostri alberghi e dei servizi turistici del nostro territorio. "Distorsione delle potenzialità della rete, si devono tutelare gli investimenti di ubblico e privato".
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sab 18 giu 2011 13:08 ~ ultimo agg. 00:00
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La nota stampa:

“Il tema delle false recensioni sulla qualità del servizio dei nostri alberghi e dei servizi turistici del nostro territorio in generale è una
questione che senza dubbio vede parte in causa anche le Amministrazioni Locali. Non si tratta solo di una, pur importante, questione di “onorabilità” dei servizi turistici, ma anche di tutelare i cospicui investimenti che le Amministrazioni pubbliche, con il contributo dei privati, fanno per la promo-commercializzazione del nostro territorio e dell’intero sistema
territoriale. Per il nostro sistema economico l’immagine è strettamente correlata con la sostanza. Ha ragione chi dice che il nostro sistema turistico è abituato da decenni a confrontarsi con il meccanismo del passa parola del turista che, raccontando all’amico della positiva esperienza di vacanza trascorsa in Riviera, è il primo agente commerciale della nostro sistema turistico. Un agente commerciale formidabile, credibile perché parla di un esperienza diretta, ne parla disinteressatamente –non è sotto provvigione-, ci mette la faccia in una posizione di fiducia. Deriva da questa consolidata abitudine a stare sul, e nel, mercato il fatto che la nostra offerta turistica, grazie anche al sistema pubblico, sta da quasi vent’anni in rete.

Oggi ci troviamo di fronte però in una posizione diversa e distorta: il turista può essere anonimo; per di più non si sa nemmeno se è veramente un turista; non parla ad uno o dieci amici che conoscendolo sanno se è affidabile; si rivolge ad una potenziale platea di milioni di persone che, in forza della comune appartenenza o frequentazione della comunità web, è portata alla fiducia.

Personalmente credo che si tratti di una distorsione delle potenzialità della rete su cui bisogna intervenire tempestivamente, proprio per tutelare gli investimenti ai quali facevo riferimento in apertura.
Dico subito che non mi convincono operazioni di “censura”. Se si decidesse di operare in questo senso verrebbe minata tutta la credibilità
dei giudizi messi in rete. Anche quelli positivi. Fare riferimento, magari sull’onda dell’attuale fase di attacco dei “pirati”, anche solo al termine “censura” porterebbe il popolo della rete a considerare le recensioni di “regime” e quindi non affidabili.

Credo invece che si debba pretendere, e in tempi rapidi, veridicità, correttezza delle informazioni, responsabilità (etica) nell’esprimere un giudizio. In sintesi correggere le distorsioni e tornare alla stessa
genuinità e credibilità (nel positivo e nel negativo) del passa parola dei tempi in cui la rete era solo quella da pesca o quella della porta di calcio.
Come Sindaco, e come Assessore al Turismo, di Rimini mi attiverò, in collaborazione con gli altri soggetti pubblici e le organizzazioni
imprenditoriali del turismo, perché in tempi rapidi vengano individuati meccanismi di certificazione delle recensioni. Fatto questo possibile come accennato anche da qualche intervento di tecnici ed esperti di questi
giorni.

Si tratta alla fine di fronteggiare, seppur su un terreno nuovo, un fenomeno antico. Questo convincimento mi è venuto perché, quando alcuni operatori mi hanno riferito di offerte di consulenza informatica all’indomani di
attacchi ai loro siti, non ho potuto non ripensare al “Monello” di Charlie Chaplin con il ragazzino che rompeva il vetro su commissione di
Chaplin che “casualmente” faceva il vetraio.”

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