mercoledì 19 dicembre 2018
In foto: Ci sono anche il preparatore atletico del Rimini Calcio e l'ex giocatore Emiliano Milone tra i 58 indagati per doping dell'inchiesta "Anabolandia" dei Nas di Bologna. Contestato in particolare il trattamento prima dei play out contro l'Ancona nella stagione 2008/2009, quando il Rimini era in serie B.
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mer 8 giu 2011 16:05 ~ ultimo agg. 00:00
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I protagonisti

L’inchiesta ruota attorno al medico sportivo riminese Vittorio Bianchi, 61 anni, già in passato al centro di vicende analoghe. I carabinieri l’hanno fermato intorno a mezzogiorno all’aeroporto di Bologna, appena rientrato da Boston. Ora è ai domiciliari. Il suo ambulatorio è stato posto sotto sequestro. Si indaga in particolare sulle ricette e i documenti trovati nel suo pc.

Ai domiciliari anche tre dirigenti dell’azienda farmaceutica lombarda Sandoz: il direttore commerciale Giorgio Oronti, 54 anni, nato a Genova ma residente a Milano; il capoarea dell’Italia centronordorientale, Alberto Coraducci, 53 anni, di Bologna e l’informatrice farmaceutica della Romagna e delle Marche, Daniela Merlanti, 36 anni, nata ad Arezzo ma residente a Marotta (Ancona).

Obbligo di firma invece per C. A., infermiere del centro di igiene mentale dell’Ausl di Rimini.
Per tutti loro l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata alla prescrizione, approvvigionamento e assunzione pericolosa di farmaci dopanti al fine di alterare le prestazioni agonistiche.

Gli indagati

Indagate anche altre 54 persone. Tra queste Danilo Chiodi, preparatore atletico del Rimini Calcio che, secondo l’ordinanza del Gip di Rimini, nella stagione 2008/2009, in occasione della partita dei playout di serie B contro l’Ancona, sottopose a doping alcuni calciatori tra cui Emiliano Milone, anch’egli indagato.

Iscritti all’ambo degli indagati in quanto assuntori di farmaci dopanti anche un giocatore professionista di basket, un campione di pattinaggio e vari ciclisti amatoriali.

Tra gli indagati ci sono anche alcuni genitori riminesi che, con la compiacenza dei preparatori atletici, si rivolgevano a Bianchi per sottoporre a doping i propri figli, anche minorenni. E’ il caso del padre di due fratelli tennisti che all’epoca dei fatti avevano 15 e 17 anni.

Il doping

Secondo le ricostruzioni dei carabinieri, Bianchi era noto in tutta Italia per la prescrizione di sostanze dopanti e anabolizzanti. In quasi due anni di indagini, a lui si sono rivolti atleti (professionisti e non) di 6 diverse regioni e varie discipline: calcio, basket, atletica leggera, ciclismo, triathlon, pattinaggio e tennis.

Bianchi prescriveva illegalmente farmaci sottoposti a regime di ricette limitate, ovvero prescrivibili solo in caso di particolari patologie e in base a piani terapeutici approvati da centri ospedalieri.
Le ricette erano tutte intestate a nomi di fantasia e venivano soddisfatte da farmacisti compiacenti (5 quelli coinvolti nelle indagini) a cui i dirigenti della Sandoz, consapevoli dei destinatari reali, procuravano i farmaci a prezzo scontato.

Nelle 65 perquisizioni svolte in 17 province di Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Lazio, Umbria e Puglia i Nas hanno sequestrato oltre 500 confezioni di farmaci, alcuni importati illegalmente dall’estero.
16 i medicinali coinvolti, tra cui Eprex e Gonasi. Ma ad andare per la maggiore è l’Omnitrope, un ormone della crescita prodotto dalla Sandoz che si somministra via pelle con una penna, di cui gli atleti venivano dotati.
Gli sportivi erano inoltre sottoposti a pratiche di ossigeno-ozono terapia da parte dell’infermiere riminese.

(Newsrimini)

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